9th
gennaio
2012
Renato, come anche alcuni altri amici avevano fatto prima, mi avevano mandato il calendario del cambiamento 2012 che a dire la verità è già affisso sul mio ufficio.
Lo potete trovare qui e ci sono diversi spunti interessanti con cui iniziare a “cambiare” perchè mi pare abbastanza chiaro che il Sistema è in leggera crisi e occorre che creiamo e valutiamo anche delle alternative che non guardino solo al breve orizzonte temporale nostro, ma consideri che qualcun altro dopo dovrà avere condizioni di vita degne proprio come le nostre.
Io mi sono dato già qualche obbiettivo di felice decrescita e lo racconterò mano a mano che concretizzerò qualcosa … ora passo dal “dire tanto” al “fare il giusto”. e tu haid egli obbiettivi? se si, li racconteresti?
Saluti radiosi
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6th
gennaio
2012
Spero che questo sia l’anno di ripartenza della nostra coscienza civica. Sento che sarà l’anno buono per tante novità e innovazioni.
Buon Anno!
Saluti radiosi
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12th
settembre
2011
Solo ora leggo una lettera che era stata pubblicata nel 2003 da Repubblica; era stata scritta da una madre di Kandahar che raccontava la guerra. Troppo cruda? ma da allora abbiamo finito di bombardare? E’ servito un nobel alla Pace ad un Presidente che ptorebbe bloccare tutto? La guerra è finita? Cambia qualcosa se le nostre tasse servono per delle bombe in Libia?
Forse è meglio non dimenticare!
Lettera da Kandahar
Io sono nata a Kandahar 22 anni fa, sono stata in Italia per quasi tutta l’infanzia e di questo non smetterò mai di ringraziare mio padre che ha voluto che io vedessi un mondo diverso, di pace, poi sono tornata in Afghanistan, dove c’era tutta la mia gente. Ho conosciuto gli italiani, sono come noi. Ho amato la capacità degli italiani di capire, di non giudicare, di commuoversi. Così a questo popolo che ho amato invio la mia preghiera. In Italia c’è la mafia che si è diffusa come un cancro in tutto il mondo, facendo male e tanto. Leggi il resto dell’articolo »
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7th
agosto
2011
Devo dire che quando l’ho visto ho pensato un pò a come siamo messi noi e non nascondo di ammirare gli Islandesi … magari abbiamo un’alternativa se proprio proprio ci toccherà emigrare …
Saluti radiosi
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29th
giugno
2011
Questi Americani sono sempre troppo avanti … spero fossero tutti stunt man …
Saluti radiosi
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4th
giugno
2011
Musica, cibo, divertimento … che altro serve

SALUTI RADIOSI
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2nd
giugno
2011
Salve, sono un cittadino qualunque di questa bellissima Italia,
Ho un famiglia fenomenale: una moglie (santa donna!!!), tre figli, una mamma, un fratello ed una sorella, tre cognati, due suoceri, 3 nipoti, tanti colleghi e un numero imprecisato di amici e conoscenti. Tutti noi godiamo delle bellezze di questo pianeta così come soffriamo di alcuni disastri che la Natura ci riserva o dei disastri e delle bellezze di ogni genere che lo stesso uomo rende possibili.
Fatta questa premessa veniamo al dunque, il 12 e 13 giugno ci saranno dei referendum che reputo troppo importanti per continuare a godere del nostro status di paese democratico e, soprattutto, di persone di questo mondo.
Penso che di diversi dei quattro referendum, dovremo in qualche modo rendere conto in prima persona a chi verrà dopo di noi quindi non possiamo e non dobbiamo mancare di andare a esprimerci. Io ho la mia idea ma non è quella che conta … quello che conta maggiormente è il fatto che si vada a votare.
Ho intenzione di filtrare un pò l’ambito dei colleghi e degli amici (la famiglia resta comunque e sempre la famiglia … anche se la mia pressione resterà pesante anche su di loro…) proprio in funzione della partecipazione a questo voto. Inizialmente avevo pensato di chiedere copia del certificato elettorale dei miei conoscenti per un certo periodo dopo i referendum ma ho capito che è una richiesta troppo impegnativa (io stesso conservo il certificato elettorale da una consultazione all’altra gelosamente al sicuro proprio per andarmelo a guardare ogni tanto confortandomi così di vivere in una repubblica democratica…) e così, siccome penso di avere a che fare con persone di buon senso, mi accontenterò di una “dichiarazione di partecipazione al voto” di chi la vorrà dare. Chi non la darà chiaramente mi desterà qualche sospetto e magari gli chiederò conto direttamente appena lo vedrò.
Sinceramente io penso che chiunque inviti all’astensione sarebbe da mandare in tribunale per vilipendio alle persone che hanno combattuto (e tanti pure fino all’estremo…) per lasciarci in eredità la nostra Costituzione e la nostra terra. Questo voto (almeno di tre dei 4 quesiti) come forse nessun altro è un voto che non ha a che fare con destra, sinistra, centro (rammento che i due referendum sull’acqua sono frutto dell’impegno e della raccolta firme della “Società Civile” senza alcun apparentamento politico); è semplicemente ed unicamente, dal mio punto di vista, un voto al futuro nostro e di chi verrà dopo, un voto alla speculazione sulla vita e al futuro del genere umano. Insomma un voto che va oltre noi stessi che lo esprimiamo e di questo dobbiamo sentire la responsabilità individuale, ognuno di noi deve farlo, anche chi non può votare direttamente (pensiamo ai minori di 18 anni …) perchè, comunque, anche lui può incidere su qualcuno che invece al voto magari può prendere parte.
Ricordo anche che, volendo, c’è la possibilità di rifiutare la scheda (e quindi di votare) per uno o l’altro referendum se non rispecchia o non è condiviso … basta farlo presente al momento del ritiro delle schede nel seggio; questo per dire che NON C’E' SCUSANTE AL NON VOTO
Personalmente penso che chiederò conto ad ognuno dei nostri Amministratori e Consiglieri Comunali, perchè sono persone che rappresentano direttamente anche me, della loro partecipazione al voto ed essendo persone pubbliche, degli stessi riporterò sia le risposte che le non risposte.
Restiamo umani radiosi
Romeo Giunchi, un cittadino di Meldola!
P.s.1: Odio Gli indifferenti!!!
P.s. 2: Restate collegati … in corso la preparazione della festa dell’acqua Meldolese … anche a quella non potremo mancare
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15th
maggio
2011
Cari meldolesi, vista la mia professione vorrei farvi riflettere sui danni causati in questo caso agli animali dal disastro nucleare in Giappone, sapere che migliaia di animali (si parla di tremila mucche, trentamila maiali, 600mila polli e un numero imprecisato di animali domestici) sono morti e stanno morendo di fame e sete perchè rinchiusi nelle loro stalle senza che l’uomo li possa accudire mi fa rabbrividire solo al pensiero, i maiali ed i polli si saranno scannati tra di loro prima di cedere, tra urla devastanti e scene orride, mi immagino la puzza, i vermi, i liquami che verranno fuori da quelle migliaia di carcasse, tonnellate di carne putrida lasciata all’aria aperta senza poter essere seppellita, i cani che si avventeranno su ogni cosa per placare la fame. Le vacche sono lente a morire e quelle ancora vive staranno raspando con le zampe, stese a terra, fino a sanguinare riempiendosi di piaghe da decubito visto il loro peso. La mancanza d’acqua e cibo porta tra le prime conseguenze all’aborto, quindi centinaia e centinaia di feti staranno marcendo al suolo tra placente, urine e feci. Cari amici fate una breve riflessione su questo, cosa per altro semplice per chi ha e conosce gli animali.
saluti Pietro
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10th
maggio
2011
La televisione non ne parla e questo la dice lunga sull’importanza che avrà il nostro voto in uno stato in cui il “diritto” ormai resta solo nei pensieri di quei pochi che se lo possono comprare … i nostri “politicanti” e pochi altri
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23rd
aprile
2011
L’augurio più bello che ho ricevuto e che penso serva veramente in questo momento in cui c’è una inquietante deriva umana, o meglio, bestiale.
La cronaca di questo primo mese di primavera ci ha consegnato con raccapricciante evidenza una verità che sapevamo già, anche se ha sempre fatto comodo dimenticarla. Il Mediterraneo è un mare di croci: un cimitero di morti senza nome. Non solo perché custodisce i caduti di innumerevoli guerre, che riempiono i libri di storia. Da anni è il grembo che accoglie migliaia di viaggiatori della speranza, che mai hanno toccato terra. La Caritas ne stima dai 15 ai 20mila. Anche san Paolo fu naufrago nel Mediterraneo, non molto lontano dalle coste che oggi respingono i barconi.
Nei volti dei sopravvissuti, nei loro racconti si percepisce un secondo naufragio collettivo: quello di una civiltà, la nostra, che si è fatta forte esportando per secoli i suoi modelli di sviluppo economico, i suoi valori civili, la sua religiosità. Li abbiamo propugnati e difesi come universali, cioè per tutti. Peccato, che ci siamo dimenticati che per essere davvero universali, sviluppo, valori e religione devono anche essere di tutti, nel senso che tutti vi devono accedere liberamente. Questo non è accaduto: così insieme al tragico naufragio di molti migranti, figli di uno sviluppo mancato, assistiamo anche al naufragio del mondo degli universali.
Non sono più universali i diritti umani, se un Paese può negare impunemente l’ospitalità al fuggiasco. Non sono più universali i modelli di sviluppo basati sull’uso razionale e pacifico dell’intelligenza economica, se si vanno a prendere le risorse energetiche dove sono, ammettendo l’uso della violenza militare. Non sono più universali neppure le religioni, se il cristianesimo di casa nostra non sembra capace di ispirare nei cattolici e nelle parrocchie un movimento potente di ospitalità, che superi ottuse tattiche xenofobe.
La domanda che questa Pasqua ci rivolge riguarda ancora una volta il futuro: “Ci sarà risurrezione per questi naufraghi? E per noi, non meno naufraghi di loro?” Intravvediamo segnali di un mondo nuovo, figlio dell’amore di Dio che ha risuscitato Gesù dai morti? Purtroppo, non li vediamo nelle politiche nazionali e internazionali, ridotte a navi alla deriva con timonieri incapaci, o corrotti, tele-guidati da poteri nascosti. Li vediamo invece nella gente di Lampedusa di Manduria, così come ci viene raccontata dai reportage liberi dalle logiche di regime. In chi apre i propri armadi per rivestire i sopravvissuti del mare. In chi apparecchia la tavola per integrare le povere mense dei centri di prima accoglienza. Questa gente senza nome, ma non senza cuore, è la nuova Maddalena e il nuovo Giovanni, che accorrono di buon mattino al sepolcro per completare la pratica della sepoltura e invece scoprono che il morto è vivo! Finché ci saranno Maddalene e Giovanni così, ci saranno fiori davanti alle croci del Mediterraneo. E ci sarà davanti a noi una freccia che indica la strada del cammino verso la vita piena. L’ospitalità ridà la vita e la dignità, l’ospitalità dà senso alle croci. Noi crediamo nella risurrezione di Gesù dalla morte e per questo crediamo che il mare delle croci diventerà presto il mare dell’ospitalità.
Antonio Vermigli
Auguri a tutti voi, continuiamo ad essere umani!
Saluti radiosi
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