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Acqua, traditi 27 milioni di Italiani … e anche tutti noi … che fare della riduzione del servizio idrico subito?

6th dicembre 2014

Acqua, traditi 27 milioni di Italiani … e anche tutti noi … che fare della riduzione del servizio idrico subito?

Ebbene si, siamo partiti dalla riduzione dell’acqua  e siamo arrivati allo sfinimento!

Dopo aver analizzato diverse possibilità con il legale, valutate diverse opzioni, ricevuti e graditi solidarietà e stimoli ad “andare fino in fondo”, condivise con il Comitato Acqua ed il Forum Nazionale dell’acqua le possibili opzioni, la mia famiglia deve prendere una decisione.

In punta di diritto, cari con-cittadini e co-contribuenti di questo nostro Stato Italiano, il referendum del 2011 sanciva l’abrogazione della “remunerazione del capitale investito” che era al 7%. Questo è stato eseguito, naturalmente all’italiana, e cioè cambiandogli il nome e trasformandolo in “oneri finanziari e fiscali” e portandolo al 6,4% circa in totale. Mi ricorda tanto un altro referendum sull’abrogazione del “finanziamento pubblico ai partiti” che tutti noi sappiamo come è andato a finire e come sia migrato a “rimborsi elettorali”!

Insomma sull’acqua non si possono fare i profitti e così gli italiani sono stati “ripagati” con uno sconto dello 0,6% …. pensa te! Leggi il resto dell’articolo »

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12th maggio 2014

Ecomostro fotovoltaico in zona Dozza/San Lorenzo

Letto ieri in un volantino sul quotidiano che acquisto … chiesto a Pino che mi ha girato il frutto di una sua ricerca … un pò meravigliato … vediamo se si prenderanno provvedimenti e quali.

 

L’ECOMOSTRO FOTOVOLTAICO NON POTEVA ESSERE COSTRUITO

Il sottoscritto consigliere comunale Pino Vaienti nel Consiglio Comunale del 30/01/2014 ha presentato un Ordine del Giorno col quale chiedeva sulla base di quale decreto o regolamento era stato concesso il 18/11/2010 il permesso di costruire il campo fotovoltaico in zona Dozza/San Lorenzo in seguito alla richiesta presentata in data 16/03/2010 dal Presidente dell’Istituto Diocesano Sostentamento del Clero proprietario del terreno agricolo, richiesta volturata in data 16/11/2010 alla società ENERGIA NAVALE S.R.L. L’ O.d.G. è stato respinto come tale dal Sindaco nel C.C. del 28/03/2014. La stessa sorte ha subito l’ O.d.G. con fomulazione più precisa presentato per l’ultimo C.C. del 28/04/2014.
La risposta alla richiesta di chiarimenti sulla concessione del permesso di costruire è stata data soltanto 6 ore prima dell’ultimo C.C.
Dal 30/01/2014 ( giorno della richiesta di chiarimenti ) al 28/04/2014 sono trascorsi ben 88 giorni!!
Tutto ciò non può non essere interpretato, come minimo, non solo come grave trascuratezza del Dirigente dell’Area Tecnica, ma anche come pesante disinteresse del Sindaco, nonostante i ripetuti interventi del sottoscritto presso il Segretario Comunale che ha convenuto sull’eccessivo ritardo ed ha, a più riprese, sollecitato il Dirigente dell’Area Tecnica perchè desse risposta.
Il comportamento dei responsabili di quanto avvenuto denota mancanza del dovuto rispetto nei confronti del sottoscritto, nell’esercizio dei suoi diritti/doveri di consigliere comunale, e quindi anche nei confronti del Consiglio Comunale tutto.

Entrando nel merito del permesso di costruire l’impianto fotovoltaico si fa presente che la legislazione vigente al momento della presentazione della domanda e cioè il 16/03/2010 per gli impianti ubicati in zona agricola (vedi comma 7 dell’art.12del D.Lgs.387 del 29 dicembre 2003 ) non prevedeva affatto “più genericamente un richiamo “alle disposizioni in materia di sostegno nel settore agricolo..”( come sostiene erroneamente il Dirigente dell’area tecnica ), bensì imponeva: “Nell’ubicazione si dovrà tener conto delle disposizioni in materia di sostegno nel settore agricolo,..”
Crea inoltre stupore l’affermazione finale della risposta del Dirigente: “il rispetto dei requisiti richiamati dal regolamento per l’autorizzazione a tale tipologia di impianto non poteva essere condizione per un eventuale diniego dell’autorizzazione.”
Anche insistendo nel fare riferimento soltanto al Decreto Legislativo 387, non essendo l’impianto di proprietà di un’azienda agricola e non essendo “a sostegno nel settore agricolo”,come imposto da esso, non poteva essere concessa l’autorizzazione a costruirlo.

Inoltre il Dirigente, nell’affermare che l’autorizzazione non poteva essere sottoposta al Regolamento Comunale perchè di data successiva alla presentazione della richiesta del Permesso di Costruire il 16/03/2010, non ha tenuto presente che in tale data vigeva non solo il Decreto 387 del 2003 ma anche una normativa successiva ad esso, articolata e dettagliata in materia di impianti fotovoltaici a sostegno del settore agricolo, e precisamente la Circolare n.32/E dell’Agenzia delle Entrate del 6/7/2009, la quale richiamava la nota prot.3896 del 27/7/2008 del Ministero per le Politiche Agricole e Forestali. Sulla base di tale normativa il permesso di costruire l’impianto fotovoltaico non poteva essere concesso.
Il Regolamento Comunale è stato scritto avendo come riferimento base la normativa sopra citata, anzi l’ha riportata integralmente. Pertanto,dal punto di vista del rispetto della antecedenza e della successione temporale delle norme di riferimento, il richiamo al Regolamento Comunale è corretto. Non lo è per quanto riguarda la concessione del Permesso di Costruire. Quindi il permesso è illegittimo. A dimostrazione di quanto sopra asserito si riporta qui di seguito parte dalla pagina 3 del Regolamento Comunale per l’installazione degli impianti fotovoltaici:
“c) entro il limite di 1 MW per azienda, per ogni 10 KW di potenza installata eccedente il limite di 200 KW, l’imprenditore deve dimostrare di detenere almeno 1 ettaro di terreno utilizzato per l’attività agricola.” Tale punto è perfettamente coincidente con quello corrispondente della Circolare n.32/E.

Da quanto prescritto al punto c) consegue: 1000 KW – 200 KW = 800 KW: 10 = 80 ettari dedicati ad attività agricola. L’area in oggetto non comprende tale superficie, essendo essa di appena ettari 3,are 14,ca 45. Quindi il permesso di costruire non poteva essere concesso.

Stupisce che il Sindaco, gli Assessori all’Ambiente ed all’Urbanistica non si siano accorti dell’errore. Su quanto avvenuto il Sindaco e l’intera giunta portano piena responsabilità politica.
Per quale motivo il Sindaco, avendo affermato al sottoscritto durante l’incontro del 28/04/2014 che condivideva la relazione del dirigente dell’Area Tecnica sull’autorizzazione a costruire l’impianto, non ha confermato questa posizione la sera in Consiglio Comunale, ma è rimasto muto insieme con i suoi assessori in un “silenzio assordante”? La riposta all’interrogazione era dovuta.
Il motivo, a parere del sottoscritto, è il seguente: se avesse risposto sarebbe stato ulteriormente coinvolto nella gravità dell’accaduto.

Per rimediare all’errore della concessione del permesso di costruire l’impianto il sottoscritto consigliere chiede che il Sindaco dia mandato all’attuale Dirigente dell’Area Tecnica, Opere Pubbliche,Gestione e Programmazione del Territorio per avviare la procedura che imponga di porre riparo all’eventuale danno causato, fino all’eventuale smantellamento dell’impianto fotovoltaico di proprietà della società ENERGIA NAVALE S:R.L.,secondo la normativa e la legislazione vigenti.

Meldola 10/04/ 2014 Pino Vaienti consigliere comunale-SEL Meldola

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18th aprile 2014

Caro Consigliere, come voteresti in Consiglio Comunale se ….

A questa tornata elettorale sulle Amministrative Meldola vedrà di parecchio ridimensionati i numeri dei consiglieri Comunali eletti con tutti i pregi ed i difetti che questa soluzione porterà.

Valutando i pregi emerge che è possibile, visto il numero ridotto, riuscire più agevolmente a farsi un’idea diretta e più mirata del Consigliere cui esprimere la propria preferenza. E’ vero, purtroppo, che il voto al Consigliere automaticamente viene riconosciuto al relativo Sindaco e, per noi cittadini meldolesi, non è possibile il voto disgiunto ma è anche vero che una volta che il Consigliere si esprimerà in un certo modo dovrà conseguentemente e coerentemente agire di conseguenza qualora si presenti la possibilità di votare lo stesso argomento in Consiglio Comunale.

Ebbene, quindi, oltre al “Ti impegni a…” redatto per il Sindaco, ecco che si raccolgono le domande anche per i candidati Consiglieri Comunali. Basta un commento alla presente discussione per esprimerla, le domande verranno raccolte e proposte ai vari candidati dopodiché pubblicate le risposte.

Le regole generali che ti chiediamo di rispettare quanto più possibile sono:
Fare domande mirate e non generiche (esempio: “ti impegni a realizzare delle pensiline per rendere più sicura l’uscita dalle scuole “elementari”? e non “ti impegni a rendere il ritiro dei figli da scuola più semplice e sicuro?”)

Riportare, prima di ogni domanda, il numero dell’argomento di pertinenza scegliendo fra:

  1. Istituzione
  2. Comunicazione con i cittadini
  3. Sicurezza
  4. Viabilità
  5. Ambiente
  6. Urbanistica
  7. Edilizia
  8. Scuola
  9. Servizi Sociali/ Servizi
  10. Lavoro e Diritti

Per l’esempio della scuola sopra espressa il giusto settore potrebbe essere “8 – Scuola”

La raccolta delle domande sarà attiva fino a mercoledì 30 aprile; i quesiti, oltre che su internet, si potranno anche lasciare in formato cartaceo nei seguenti luoghi: Farmacia Giardini; Bar Dozza; pizzeria la Mandragola, edicola “Il Foglio” (sotto i loggiati).

Nelle medesime sedi e nei siti internet delle principali piazze virtuali cittadine, sarà poi disponibile la raccolta delle risposte che ci verranno fornite indicativamente dal 17 Maggio.

Ora a te, esponi pure ordinatamente le tue richieste, nella certezza che saranno d’aiuto anche per le scelte di altri.

Partecipa anche tu il secondo e quarto giovedì del mese c/o il bar ristorante Mo’vida agli incontri aperti dove discutiamo sul futuro nostro e del nostro paese.

Meldola in moVimento

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17th aprile 2014

Caro Sindaco, ti impegni a … raccolta di domande …

volantinopAlle passate Amministrative c’era, per la carica di Amministratore del nostro Comune, il confronto fra Venturi L. – Zattini G.; a queste sarà, oramai, la volta di “Zattini G. – Pantoli P. – Ghetti R.”.
Ognuno di loro sta modellando il programma per la propria lista ed ognuna delle liste scenderà presto in campo per riempire i cartelloni elettorali, per mettere nelle buchette qualche volantino con foto accattivanti e con una sintesi delle proprie idee per cercare di convincere gli indecisi o comunque far propendere verso la propria lista il voto.
Cinque anni fa con alcuni “internauti” Meldolesi, invece che “subire” il programma elettorale ed interpretarlo, sono state proposte ai candidati una serie di domande e di impegni individuali con cui valutare attivamente il candidato più vicino al proprio “credo” che, almeno per le Amministrative, non è puramente e meramente “credo di partito”; proprio su quest’ultima ipotesi nacque il “Ti impegni a…

Ebbene, a queste elezioni, perché non “crescere” facendo domande più mirate e precise?
L’idea è “andare oltre” ad un semplice faccia a faccia con alcune domande magari già pre-concordate ed avere disponibili una serie di risposte a quello che ognuno di noi elettori e votanti vorrebbe capire del proprio futuro e di quello della nostra Meldola.
Allora ecco le poche regole generali che ti chiediamo di rispettare quanto più possibile:

• Fare domande mirate e non generiche (esempio: “ti impegni a realizzare delle pensiline per rendere più sicura l’uscita dalle scuole “elementari”? e non “ti impegni a rendere il ritiro dei figli da scuola più semplice e sicuro?”).

• Riportare prima di ogni domanda il numero dell’argomento di pertinenza scegliendo fra:
1. Istituzione
2. Comunicazione con i cittadini
3. Sicurezza
4. Viabilità
5. Ambiente
6. Urbanistica
7. Edilizia
8. Scuola
9. Servizi Sociali / Servizi
10. Lavoro
per l’esempio della scuola sopra espressa il giusto settore potrebbe essere “8 – Scuola”

La raccolta delle domande sarà attiva fino a mercoledì 30 aprile; i quesiti, oltre che su internet, si potranno anche lasciare in Volantino raccolta domande nei seguenti luoghi: Farmacia Giardini; Bar Dozza; pizzeria la Mandragola, edicola “Il Foglio” (sotto i loggiati).
Nelle medesime sedi e nei siti internet delle principali piazze virtuali cittadine, sarà poi disponibile la raccolta delle risposte rilasciate dai candidati sindaco indicativamente dal 17 Maggio.
Ora a te, esponi pure le tue richieste, nella certezza che saranno d’aiuto anche per le scelte di altri.

Partecipa anche tu il secondo e quarto giovedì del mese c/o il bar ristorante Mo’vida agli incontri aperti dove discutiamo sul futuro nostro e del nostro paese.

Meldola in moVimento

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18th gennaio 2014

Sindaco Zattini, per essere un “grillino” ci vuole coraggio

Con un gruppo di amici abbiamo vergato alcune considerazioni dedicate al nostro Sindaco che si è proclamato “grillino” ante litteram …

SINDACO ZATTINI, PER ESSERE UN “GRILLINO” CI VUOLE CORAGGIO

Apprendiamo con stupore come il Sindaco Zattini si ritenga “grillino ante litteram”, ma da elettori del Movimento 5 Stelle teniamo a fargli sapere che non ce ne siamo mai accorti. Capiamo che siamo già in campagna elettorale e che più del 20% di meldolesi che hanno votato il M5S nelle ultime politiche destino appetiti; capiamo anche quello che dice il Sindaco che “destra e sinistra sono archeologia” (ma non è appoggiato da una coalizione di centro destra?). Capiamo inoltre che etichettarsi quale “grillino” è oramai diventato sinonimo di buona politica (nonostante ci sia ancora molta gente poco informata che pensa il contrario), ma essere un Sindaco a 5 Stelle è tutt’altro. D’altronde nella Nazione all’incontrario in cui viviamo ormai tutti sono abituati a dire tutto e il suo contrario; ma riteniamo giusto precisare alcuni aspetti: Leggi il resto dell’articolo »

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23rd dicembre 2013

Forlì e il commiato del suo Sindaco … incredibile!

File_Balzani_Roberto[1] Balzani_RobertoSo che Forlì e la sua Amministrazione non possono incidere più di tanto nella nostra ma … sicuramente qualche scelta la prende da capofila ….

Oggi ho letto il saluto di Commiato dell’attuale Sindaco di Forlì Prof. Balzani Stefano e mi si è letteralmente accapponata la pelle pensandolo a scriverla e pensando a cosa deve aver provato per arrivare a tanto. Sinceramente mi ha dato l’idea di cosa possa essere un SISTEMA di POTERE. Poi ho pensato a come potrà essere la sanità del futuro dopo quello che ho letto nel nostro comprensorio …. oddio … stiamo capitolando un pò su tanti fronti! Spero che ci si risvegli e ci si voglia mettere in gioco …

 

COMMIATO
Vorrei comunicare, oggi, 23 dicembre, due cose alla stampa e alla cittadinanza. Lo faccio adesso, prima che la Giunta Regionale nomini il nuovo DG dell’Ausl, chiunque esso sia, annunciando fin d’ora che Forlì – almeno stando così lo cose – non parteciperà all’Ufficio di Presidenza dell’Ausl unica di Romagna.
La prima è la decisione di non ricandidarmi alla guida della Città di Forlì, alle elezioni del prossimo maggio; la seconda è il motivo per cui sono giunto a questo passo, nel momento in cui i giudizi di osservatori indipendenti mi attribuiscono uno dei consensi potenziali più elevati fra i sindaci della Emilia-Romagna.
Mi concentro sul secondo punto, perché il primo è un fatto. Ebbene, la mia opzione dipende da una condizione umana personale, da me descritta puntualmente in Cinque anni di solitudine, e da una serie di eventi politici, accaduti negli ultimi tempi. La condizione umana è data dall’eccezionalità della mia avventura, cominciata per sfida nel 2008 e poi divenuta vera; e, da allora, vissuta in pienezza e con totale intensità e dedizione fino ad oggi.
Il periodo iniziale del mandato è stato caratterizzato dagli assestamenti inevitabili di un sistema di potere piuttosto chiuso, che ha cercato di espellermi come una tossina. Il problema, però, risiede nel fatto che questo sistema di potere non rappresenta più la trasformazione sociale e, quando vince, ciò avviene sulla base di sentimenti e di posizioni collettive assai diversi da ciò che quotidianamente e silenziosamente pratica. Insomma: per prendere voti è costretto a mentire. Gli esempi si potrebbero sprecare, dai beni comuni al consumo di territorio alla politica ambientale. Mi ci sono abituato, conservando l’originalità di un punto di vista a volte tollerato a malapena, a volte accolto come un pittoresco diversivo, a volte ferocemente osteggiato.
Quello a cui non sono riuscito ad abituarmi è stata la relazione con il monolite regionale, a cui mi sono avvicinato, lo confesso, pregiudizialmente convinto di trovare qualità di risposte e coerenza d’impostazione. Il tutto, confortato dal presupposto dell’efficienza del modello emiliano. Ho potuto constatare che, mediamente, gli emiliani sono nettamente più pragmatici e capaci dei romagnoli (e questa non è una novità), ma che la Regione nel suo complesso non era all’altezza delle mie (forse eccessive) aspettative. Lì si è infranta, quasi sempre, la possibilità di andare oltre la normale amministrazione, per tentare di concretizzare politiche di sistema a parole condivise un po’ da tutti. Mi sono accorto che la Regione imposta le relazioni con le città in termini negoziali, ma che di rado le fa partecipare ad un’autentica progettazione comune.
Faccio un esempio concreto, per venire al sodo: la questione dell’Ausl unica. La Regione ci ha proposto un percorso ardito, e noi non ci siamo tirati indietro. Io pensavo che la logica indicasse una via ovvia: l’elaborazione di un progetto sufficientemente dettagliato, con obiettivi e con un cronoprogramma di massima; la discussione del medesimo; il varo di una sperimentazione destinata a identificare il modello di governo più efficace. Il Presidente della Regione mi ha spiegato che le cose, messe così, non si sarebbero mai realizzate. Ragion per cui, bisognava costruire la scatola del governo, dare il potere ad un direttore generale “coi coglioni” (come ha detto credo l’assessore Lusenti), e poi seguirlo passo passo nelle sue realizzazioni. Può darsi che abbia ragione lui. Ma io la penso diversamente. Posto di fronte a questa costruzione sostanzialmente al buio, con documenti generici e una legge di fusione molto scarna ma assai prescrittiva circa i tempi, ho ritenuto che la dedizione pura e semplice sarebbe stata rischiosa: in fondo, con questa operazione si dice addio all’ultimo contatto fra città e ospedali, esistente da secoli. Si tratta, perciò di un passaggio da maneggiare con cura.
Insieme con altri sindaci romagnoli abbiamo perciò immaginato una fase transitoria nella quale, sia pure con ruoli di vertice diversi, fossero coinvolti tutti gli attuali direttori generali, nessuno dei quali aveva demeritato. Ci sembrava una strada ragionevole non in assoluto, ma in funzione dell’impostazione regionale: ovvero l’assenza di un chiaro programma d’azione a priori sul quale convergere e sul quale convenire.
L’unico sindaco che non la pensava così era ed è Paolo Lucchi (una scelta totalmente legittima, ovviamente). E non la pensava così la Regione, che preferiva un esterno. Naturalmente le discussioni di queste ultime settimane sono state caratterizzate da momenti intensi e anche assai animati circa l’idea che ciascuno di noi aveva del processo in corso: certo, la Regione aveva stretto molto i tempi, e tutti avevano fretta. Ma queste cose non si possono fare con la fretta. Stiamo parlando di oltre 2 mld di spesa e della salute di oltre 1 mln di cittadini. E non è affatto vero che tanto “non cambierà nulla” per i pazienti: può cambiare tanto, tantissimo. E bisogna guardarci bene dentro. Premetto che sono un fautore dell’accordo romagnolo, perché sui nostri contrasti si sono costruite influenze abusive e rendite di posizione altrove. Per cui ero persuaso che una franca analisi delle preoccupazioni di ciascuno avrebbe potuto suggerire alla Regione una via ragionevole e tale da partire subito col piede giusto.
La mia preoccupazione, ad esempio, è che la convergenza dei 4 bilanci dell’Ausl avvenga secondo criteri chiari e trasparenti. Lo dico perché a Forlì abbiamo pagato duramente lo scotto di bilanci fasulli e dei conseguenti tagli dolorosi. Il nostro territorio ha cercato di recuperare nella gestione della spesa le virtù perdute: e i direttori generali che si sono avvicendati dal 2009 hanno potuto contare sulla solidarietà dell’intera conferenza sociale sanitaria, senza sbavature. Gli esiti, assai lusinghieri, sono sotto gli occhi di tutti; ed io personalmente ne sono orgoglioso. Ecco perché mi pareva che il contributo che Forlì avrebbe potuto dare alla costruzione del vertice dell’Ausl unica dovesse collocarsi su questo delicato versante. Non mi pare nulla di sconcertante né di sconveniente: ci siamo bruciati le mani una volta, e non vorremmo ripetere l’esperienza.
Il ragionamento è stato analogo per altri colleghi sindaci, postisi su questo terreno. Insomma, si discuteva. Poi è capitato un fatto. Doloroso. Una strana lettera anonima, propria a ridosso, di questi incontri, sostiene che vi sia un legame d’interesse fra me e l’avv. Capocasa, DG dell’Ausl di Forlì, collegato a presunti vantaggi avuti da una casa di cura cittadina, di cui sono socio di estrema minoranza per ragione ereditarie. In cambio di questi vantaggi, ci sarebbe l’appoggio offerto da me all’avv. Capocasa nell’attuale situazione. Un siluro al sottoscritto, ovviamente: basta controllare i tagli inferti in questi anni alla sanità locale per rendersi conto dell’assurdità di simili accuse.
E’ chiaro che non si tratta di un mitomane. E chiaro che ci sono addetti ai lavori che si esercitano in queste prose brillanti. Ma a chi giova?, dico io. L’avv. Capocasa è stata una dirigente coscienziosa e attenta a bloccare affari e speculazioni poco chiari. E’ possibile che soggetti i quali vedono nell’Ausl un’occasione per riprendere percorsi simili o analoghi, siano fortemente ostili al sottoscritto. E’ possibile che ci siano pezzi del potere regionale, magari in accordo con gruppi di pressione o di affari, in grado di muoversi come schegge impazzite al di fuori del controllo del presidente della Regione o dei suoi assessori. In fondo, sanità e rifiuti sono i grandi business dipendenti da soldi pubblici.
Però io mi sono posto un quesito. Se tutto questo è possibile; se è possibile che ti mandino una lettera anonima per bloccare persone sgradite, perché Vasco Errani – nel caso dell’Ausl unica (e non è che un esempio) – non ha scelto la via più difficile ma più trasparente del progetto, della discussione davanti a tutti, della condivisione pubblica? Se il tarlo della degenerazione morale alligna nelle nostre amministrazioni, perché chiudere i processi nell’apparente riservatezza dei conclavi? Perché non aprirli, piuttosto?
E qui sta la mia conclusione. In un mondo chiuso come questo, un uomo come me non ha futuro. Può solo essere abbattuto, una volta o l’altra. Magari per caso. E siccome io non voglio che schegge degenerate fuori controllo dell’entourage di Vasco Errani mi pugnalino alla schiena durante la campagna elettorale. Siccome ho già vissuto una campagna elettorale avendo contro una parte del mio partito nel 2009. E siccome, intendo, da libero cittadino e da professore universitario, riprendere in altre forme la battaglia per la riforma radicale dell’amministrazione e della politica, ho deciso di dare questo segno.
Non c’entrano Renzi, Bersani, Cuperlo: teniamoli fuori, per favore. Quello che dico riguarda qualcosa di più profondo, che questa città ha vissuto nei cinque anni trascorsi, e che può e deve diventare un esempio. Ma nel silenzio assordante della comunicazione ufficiale, bisogna che questo esempio risalti. E io credo che la mia autoesclusione dalla prossima tornata elettorale amministrativa, per ragioni che riguardano lo scontro politico sostanziale con i contenuti e con i metodi del presidente della Regione Emilia Romagna, lo testimoni con chiarezza.

 E tu come la vedi?

Saluti radiosi

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18th dicembre 2013

Sul monumento al Carabiniere alle porte di Meldola

Solitamente non pubblico volantini di parti politiche ma mi sembra che questa volta il volantino ripercorra minuziosamente la storia e faccia chiarezza sulla voce dei costi dell’opera che ora ci accoglie all’arrivo alle porte di Meldola. Lo avevo letto perchè inseritomi nel quotidiano qualche domenica fa e così ho chiesto a Pino Vaienti, che gentilmente me lo ha mandato; a parte alcune disquisizioni diciamo così “politiche” il resto mi sembra piuttosto chiaro 🙂 Leggi il resto dell’articolo »

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12th maggio 2012

Le trote e gli agrumi

E’ quando leggo lettere aperte come questa che capisco che sono sulla strada giusta acquistando tutto quello che posso con i Gruppi di Acquisto Solidale, mi perdonino le vere trote …

Lettera aperta
Francofonte 11/05/2012
Egregio neodottore Trota,
leggo su alcuni quotidiani che ha intenzione di cambiare vita e di lacerarsi dietro l’amletico dubbio riguardo la sua futura occupazione: ritirarsi a vita privata per fare l’agricoltore o il muratore (la pastorizia invece non è stata presa in considerazione?).
Chi le scrive è un agrumicoltore siciliano che ha frequentato il liceo scientifico con percorso netto (allora non c’erano i debiti formativi, ma le materie sotto la sufficienza si riparavano a settembre, diplomandosi con un più che dignitoso 50/60. Ho intrapreso anche gli studi universitari, frequentando il corso di laurea in Scienze Naturali, dimenandomi tra Botanica, Zoologia, Chimica, Fisiologia umana e vegetale, Ecologia degli ecosistemi, etc., riuscendo a conseguire la laurea con la votazione di 110 e lode. Diversamente da lei, mi sono prima diplomato e poi laureato e, sempre diversamente dal suo curriculum studiorum, io ho studiato a Catania, in lingua italiana, in realtà un’università estera mi sarebbe pure piaciuta, ma non me la sono sentito di affrontare lo studio di una nuova lingua (presumo, invece, che lei abbia studiato in albanese per conseguire una laurea in Albania). Leggi il resto dell’articolo »

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25th gennaio 2011

Meldola un progetto per riaprire la partita

Il nostro intento è far nascere una discussione sulle cose da fare, su quello che, in un Paese piccolo come il nostro,  una amministrazione può fare, ma anche cosa poteva fare e non ha fatto. Oggi non progettare il futuro, non indicare la via da percorrere è una colpa, non saprei dire quanto grave, ma è una colpa perché ci unisce imbelli alla mancanza di speranza di questa nazione.

Noi vogliamo partire da Meldola non solo perché ci viviamo ma perché è dal livello locale che è oggi possibile riaprire la partita.

Le amministrazioni comunali sono tra le poche rappresentanze politiche che ancora elette direttamente.

Va data l’importanza e la responsabilità che merita la funzione dil Sindaco e assessore.

Noi intendiamo partecipare, prima da cittadini e poi eventualmente da movimento e partito alla vita sociale del nostro Paese e intendiamo farlo con chiunque abbia la genuina passione per il sociale in modo completamente ablativo.

Noi siamo una parte del Paese che chiede conto perché fa proposte e a queste proposte cerca risposte.

Vi invitiamo a scaricare il nostro progetto al seguente indirizzo: http://www.selmeldola.forlicesena.it/il-progetto-sel-2011-2013/

e a fare osservazioni, avanzare critiche e proposte alternative.

Grazie.

Gilberto R

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29th agosto 2010

Corso musicale alle Prime Medie di Meldola: Addio!

Nonostante la raccolta firme che abbiamo portato a termine a più riprese e le pressioni fatte a un po’ tutti i livelli lo scorso 25 agosto i genitori che avevano fatto la richiesta di poter far frequentare ai propri figli che entreranno in prima media (ora secondaria di primo grado…) il “corso musicale” hanno ricevuto la telefonata che questo corso NON è stato concesso e, pertanto, non lo si riuscirà ad attivare quest’anno.

Ho spiegato a mio figlio Leonardo che non potrà avere lezioni strumentali con la scuola pubblica perché chi ci governa ha tagliato i fondi perché siamo in difficoltà economiche ed è giusto che tutti contribuiamo; non gli ho detto che buona parte di quel risparmio sulla musica ai bambini va a compensare i minori introiti in termini di tasse di chi affitta immobili e non gli ho nemmeno detto che i fondi alla scuola privata non hanno subito il benchè minimo taglio di finanziamenti pubblici perché è giusto che chi si può permettere di mandare i figli alla scuola privata (che magari è uno di quelli che affitta immobili…) non debba stringere la cinghia.

In compenso però gli ho spiegato che chi ci governa centralmente ritiene una delle poche leggi che Leggi il resto dell’articolo »

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