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LA FILOSOFIA DEL REGALO

8th Dicembre 2008

LA FILOSOFIA DEL REGALO

In un periodo, come quello natalizio, dove il regalo impera come obbligo e spesso come espressione di uno status-symbol, cerchiamo di riappropriarci del valore proprio del DONARE.
Mi piacerebbe che ognuno di noi, frequentatori del Blog, raccontasse il rapporto con il Regalo Natalizio.
Inizio io per gettare il sasso nello stagno e vi racconto cosa mi piace ricevere e cosa mi piace regalare.

Nella mia famiglia difficilmente il regalo natalizio è un regalo voluttuario, spesso è un genere/articolo che durante l’anno non ho avuto l’opportunità di acquistare, mentre per Natale, le mie sorelle in joint-venture con i miei genitori, con una partecipazione equa riescono ad acquistare.
Ci sono stati anni di ristrettezze che hanno prodotto regali di uso quotidiano, come biancheria e bagnoschiuma, ma anche denaro sonante (poco, ma sempre utile)….e ricordo sempre con dolcezza le calze colme di caramelle e carbone dolce di quando eravamo bambine!
Anche adesso ci telefoniamo prima per avere qualche indicazione su cosa può servire, tanto per non fare regali inutili e poi la sorpresa sta nella fantasia della scelta….Adoro il caldissimo plaid leopardato regalato lo scorso Natale da mia sorella Francesca!!!!

I miei regali per la gran parte sono auto-prodotti.
Vabbè, i soldi non sono tanti, ma non faccio questo per tirchieria!
Graditissimo due anni fa è stato il liquore al caffè per mia suocera o gli olii e gli aceti aromatizzati per i miei genitori, gli orecchini per mia nipote o il vassoio decorato a decoupage per mia sorella.
Voi direte : non tutti hanno il tempo e le abilità per auto-produrre i regali!
Credetemi, a volte basta veramente poco e il vasetto di marmellata appena fatto, decorato con un rametto e un pezzetto di stoffa a quadretti, oltre che buono è anche bello…ed è vostro! Nessun altro può aver fatto quel regalo e in quel modo come voi !
E chi riceve quel regalo è sicuro che non fa parte dei doni massificati in bella mostra nelle corsie del supermercato! Quello è il regalo di Giulia, fatto per i suoi amici, prodotto dalla fatica di girare il mestolo di legno per tutto il pomeriggio dentro il pentolone fumante…..e non dai piedi doloranti del peregrinare per centri commerciali alla ricerca di un regalo “pur-che sia” tanto per non presentarsi a mani vuote!
Il dono è personale ed è espressione di noi stessi, non lo sviliamo!

Il mio regalo per tutti voi è questa ricetta di biscotti al cioccolato che lasciati ben raffreddare e riposti in una bella scatola di latta o in un barattolo di vetro ben confezionati…sono un dolce e molto personale regalo !!!

Chocolate Chip Cookies

Ingredienti:
100 gr di zucchero semolato bianco
100 gr di zucchero grezzo di canna
110 gr di burro
220 gr di farina
1 uovo
1/2 cucchiaino di bicarbonato (o di lievito per dolci in polvere)
sale
una bustina di vanillina
150 gr circa di cioccolato fondente tritato (o di gocce pronte).

Lasciate ammorbidire il burro a temperatura ambiente e, quando è morbido (non liquido!), lavoratelo con un cucchiaio. Unite i due tipi di zucchero e continuate a mescolare, poi unite l’uovo e la vanillina.
Mescolate il lievito con la farina e unite gradatamente al composto, lavorando sempre bene con il cucchiaio per evitare i grumi. Unite per ultimo il cioccolato.
Alla fine vi dovrete trovare un impasto molto simile al MOU (http://it.wikipedia.org/wiki/MOU) .
Prelevate porzioni grosse come noci, rotolatele rapidamente tra le mani e deponete sulle placche, distanti fra loro. Appiattite con la mano umida.
Cuocete nel forno già caldo a 170° per circa 8/10 minuti. Devono essere ancora morbidi al centro quando li togliete dal forno.

Volendo potete anche fare dei cookies giganti (circa 10 cm di diametro): preparate allora palline grosse come quelle da pingpong e cuocete a temperatura leggermente più bassa (160°) per circa 17/20 minuti.

Mi raccomando, per esperienza di mie amiche, vi raccomando di non usare robot o simili per impastare, perché (testuali parole) “viene una schifezza”!

Besitos!

Angela

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6th Dicembre 2008

Il GASpaccio a Meldola … è realtà

Alla fine lo abbiamo inaugurato ed ora i locali in cui far convergere i prodotti ed i produttori locali a Meldola è una realtà.

Possiamo vantare:

  • articolo nel Carlino;
  • un gruppo di musicisti per l’inaugurazione;
  • una bella affluenza di auto-produzioni squisite e di persone ancora più squisite
  • qualche nuovo interessato;
  • una simpatica signora che voleva le lampade al led per il cimitero (aveva letto l’articolo nel giornale forse in modo un pò distorto :-)
  • Qualche timido interessato che passava ma … senza fermarsi :-)

Abbiamo avuto anche il primo rodaggio con un sabato di successiva consegna ed ora possiamo finalmente dirci partiti a tutti gli effetti (oggi in onore del patrono abbiamo tenuto chiuso …).

Peter e Sandra (i proprietari dell’immobile che hanno reso possibile questo) sono partiti per l’India e fino a febbraio non li vedremo quindi dobbiamo proprio mostrargli di cosa siamo capaci e rendere il nostro GASpaccio un incantevole punto di raccolta culturale, di spaccio agricolo, di diffusione di un modo diverso di vedere la spesa.

Dobbiamo proprio aiutare noi stessi e chi frequenta il GASpaccio a riappropriarsi della consapevolezza che votiamo ogni volta che facciamo la spesa e non solo quando a qualcuno piace farci entrare in una cabina elettorale

Manca all’appello, per completare l’arredamento e la migliore organizzazione almeno: Leggi il resto dell’articolo »

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18th Novembre 2008

Camera GAS … a Meldola ci siamo!!!

Alla fine ce l’abbiamo fatta (mi ci metto dentro anche io ma praticamente non ho fatto nulla…).

Sabato prossimo 22 novembre 2008 dalle 09:30 alle 11:00 circa inauguriamo finalmente il punto di ritrovo e distribuzione ordini del Gruppo di Acquisto Solidale a Meldola in via Cavour 258, praticamente poco più in su rispetto all’ingresso principale delle scuole Elementari

A questo punto è doveroso procedere con i ringraziamenti e segnatamente i primi in assoluto vanno a Peter e Sandra che hanno messo a disposizione i locali gratuitamente per questa nobile causa.

Poi chi ha lavorato per sgombrare, ripulire, imbiancare e allestire i locali che accoglieranno questa “piazza” poco virtuale ma molto “reale”, menzione d’onore ad Andrea che tanto ci ha messo del suo ma non meno hanno dedicato energie gli stessi Peter e Sandra, Jacopo, Pietro e Laura. Infine Giulia che ci ha stimolato per trovare alla stanza un nome degno.

Adesso si può effettivamente fare un salto di qualità perché abbiamo la base su cui costruire un futuro diverso, un futuro in cui potersi arricchire culturalmente con un angolo dedicato a letture messe a disposizione dai vari gasisti con un occhio sempre ben aperto e puntato alla famosa S di solidale; c’è poi anche un pannello per lo scambio di messaggi e segnalazioni tra i gasisti; il tavolo delle buone idee ed altri angoli (ma non solo) per lo scambio di prodotti che direttamente i coltivatori/allevatori/produttori faranno convergere nella “nostra” “camera GAS” (avrete capito che poco ha a che fare con quelle più tristemente famose).

Come costola pulsante degli inGASati è giusto che si cerchi di capire cosa si può ordinare e chi siano gli attuali fornitori quindi ecco l’attuale elenco referenti e referenze; come vedete abbiamo fatto tanta strada e ancora tanta ne resta da fare sempre più con l’ottica di restare ancorati al nostro territorio.

Nelle poche ore in cui staremo insieme valuteremo anche la nomina di un “cassiere” per i meldolesi nonché ci “turneremo” per l’apertura e la pulizia della nostra magica “camera”.

Spero che parteciperai (si, proprio tu che leggi!!!) e verrai a vedere di persona come funziona un GAS; partecipare a questa inaugurazione permetterà di censirsi tra gli inGASisti Meldolesi, essere abbinati ad un “angelo custode” (che risolverà i dubbi iniziali) e poter anche iniziare ad ordinare attivamente considerando l’inaugurazione stessa alla stregua di una riunione inGAsata. Per entrare a tutti gli effetti a far parte degli inGASati occorrerà partecipare ad una riunione vera e propria come lo stesso gaSlateo prevede.

Inizia una nuova avventura, legata a doppio mandato al nostro territorio ed alle sue peculiarità … avanti tutta, come sempre e tutti insieme :-)))

Saluti radiosi

P.s.: Camera GAS può ancora essere messo in discussione ma, se hai idee migliori per poter individuare il nostro punto di spaccio dillo commentando la relativa discussione discussione oppure tieni in caldo l’idea per esporla sabato :-)))

P.s.2: Le parole volano, gli esempi trascinano!!!!

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17th Novembre 2008

Diamoci un bel nome!

Sabato scorso, parlando della stanza che ospiterà il nostro Gas meldolese, Pietro proponeva una piccola gara di creatività per dare un nome al gruppo e alla sede. Ora, noi romagnoli, quanto a creatività nei nomi di battesimo, non siamo secondi a nessuno. Esempio: ve li ricordate i due gemelli di Ricò (erano già anziani quando io avevo 4 anni) uno dei quali faceva il postino? Il loro papà era un appassionato apicultore, e loro si chiamavano Polline e Propoli. Chi li ricorda? Io faccio un paio di proposte, e, alla mia maniera, allego qualche immagine suggestiva ma nessuna spiegazione. Se il nome lo devi spiegare, allora non funziona. Non vedo l’ora di leggere le vostre proposte! Che bel gioco! Sparatele grosse!

Prima proposta

CAMERA GAS
Gruppo Acquisto Solidale di Meldola

  

Seconda proposta
Dài de GAS!
Gruppo di acquisto solidale meldolese

  

Terza proposta
GASPACCIO
Gruppo di acquisto solidale meldolese
  

 

Quarta proposta
GAS TANK
Gruppo di acquisto solidale meldolese
  

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9th Novembre 2008

Il broccolo solitario

Avete presente quel bel broccolo che occhieggiava dalla cassetta Jacopesca di sabato?
Mangiato!
Come?

Fate un soffrittino con uno spicchio d’aglio tritato nell’EVO (NDR : extravergined’oliva), una puntina di peperoncino e un pò di pancetta tritata finemente. Dopo 5 minuti, sgrassate con 2 dita di birra chiara e alzate il fuoco per 1 minuto per evaporare.
Lessate i broccoli a cimette nell’acqua bollente salata, appena cotti buttateli nella padella del soffritto, salate (poco) e mescolate per insaporire il tutto.
Nella stessa acqua di cottura del broccolo lessate la pasta (le orecchiette sono il must, ma vanno bene anche gli strozzapreti), buttatela nella padella e saltatela allegramente con una bella grattugiata di pecorino o di ricotta stagionata.
Questo é stato il mio pranzo della domenica…..saporito, economico e meraviglioso!!!

Aspetto suggerimenti per accompagnare il nostro “broccolo solitario”…!!!

Age

L’aforisma culinario :
Più si mangia e meno si sentono i sapori, meno si mangia e più si sentono i sapori.
Proverbio cinese

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12th Ottobre 2008

Domenica…Ribollita !

Visto che nella “santa cassettina” della verdura c’era il cavolo nero, sono stata sollecitata alla pubblicazione di una ricetta all’uopo e volentieri scrivo!

Il cavolo nero chiama la RIBOLLITA e la ricetta risponde….
..magariii….!!!!
Ci sono “diecimila” versioni della “Ribollita” e tutte promettono di essere la VERA, l’ UNICA e…quella di “MIA NONNA”…
Nell’attesa che le mie ricerche mi portino all’individuazione della “MADRE” di tutte le RIBOLLITE, beccatevi questa…!

In un grande tegame (possibilmente di coccio) mettete a rosolare un trito di cipolla e d’aglio. Una volta imbiondito aggiungere porro, sedano, carote e patate, il tutto affettato molto finemente quindi unire i pomodori spezzettati, timo , sale, pepe ed il cavolo nero privato della costa centrale e tagliato a pezzi. Far appassire tutte le verdure.
Prendete ora i fagioli cotti (cannellini lessati) mettetene circa un quarto da parte e passare il resto nel passaverdura. Aggiungete il passato alla zuppa. Fate cuocere per circa un’ora e comunque quando il cavolo nero sarà ben cotto.
Quasi a fine cottura aggiungete i fagioli interi messi da parte e fate cuocere ancora qualche minuto.
Sistemate sul fondo due strati di fette di pane toscano raffermo e al momento di servire riscaldate a fuoco basso e con il coperchio.
La ricetta originale non vuole il formaggio, aggiungete solamente un filo d’olio extravergine d’oliva direttamente nel piatto.

La RIBOLLITA si chiama così perché riscaldata il giorno dopo è ancora più buona.
Provare per credere!

Buon appetito!

Angela

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13th Settembre 2008

Piccante e autoprodotta … peperoncini della Lina

Per ringraziare Angela che ci delizia di sue ricette e preparazioni, dopo la ricetta della conserva di pomodoro che pubblicai anno scorso riporto ora la ricetta che una mia vicina mi diede circa 4 anni fa e da allora … Non l’ho + abbandonata!!!

Si utilizzano i peperoncini a cornetto e una volta lavati per bene e rimosso il gambo e la relativa corolla li si pesano quindi si procede con il metterli a gruppetti e, sopra l’asse, affettarli facendo rondelline quanto più possibile sottili ed uguali.

Si predispone un piatto largo e profondo (vedete nella foto che io utilizzo una vaschetta di grandi dimensioni in cui posizionare un piatto rovesciato affinchè si possano mettere i nostri rondellini di peperoncino assieme al sale (1 cucchiaio di sale grosso di Cervia ogni etto di peperoncini…) e così si tengono per due giorni (48 ore) durante i quali si deve cercare di mischiarespesso con un cucchiaio.

In questo periodo di tempo il peperoncino cede l’acqua che va ad accumularsi sul fondo del contenitore… e così si spiega perchè di questo trabiccolo :-) Leggi il resto dell’articolo »

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24th Agosto 2008

La gallina romagnola e l’A.R.V.A.R.

All’ultima festa delle fattorie aperte su a Sadurano ho conosciuto un membro della Associazione Razze e Varietà Autoctone Romagnole che si occupa di riportare e mantenere in Romagna il classico “Pollo Romagnolo” che da noi si chiama

“e pòl” (pollo) e “La Gàlana” (gallina) da cui la celebre canzone ciapa la gàlana :-)

Effettivamente questa associazione ci voleva anche perché, se non era per un Professore Universitario emiliano, probabilmente adesso la gallina Romagnola era solo un lontano … lontanissimo ricordo d’infanzia dei nostri vecchi.

La Gallina romagnola è tipicamente più grossa di quella selezionata e che attualmente è diffusa nei pollai e che si prenota nei vari negozi anche nella nostra città, fa uova più piccole e con un tuorlo percentualmente più grande rispetto al volume totale, uova che hanno un sapore leggermente diverso rispetto a quelle in commercio (a me sono piaciute parecchio!!!).

Faticosamente sto tentando di prenotare qualche gallina ed il relativo gallo (voglio che le gallinelle stiano bene e che siano felici :-) ; magari se qualcun altro è interessato lo dica in un commento…. ne terrò conto.

Magari prossimamente le uova della nostra gàlana sarà un articolo che potremo anche trattare come inGASati … Chi lo sa :-)

Se invece c’è qualcuno che preferisce provarne il sapore allora consulti l’elenco degli associati che mettono a disposizione anche i loro riferimenti telefonici… se poi vuole maggiori informazioni sulla specie ecco un articolo molto ben fatto

Saluti radiosi

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10th Agosto 2008

La cucina estiva

D’ estate anche gl’ irriducibili della cucina si tirano indietro e ripiegano sui piatti pronti e gli affettati, è normale !
Io ripiego sulla “crudità”….sì, non rinuncio agl’ingredienti freschi ma evito il più possibile di cuocerli.
Per esempio, la pasta fredda.
Ok, la pasta bisogna cuocerla, ma per quanto riguarda il sugo non voglio certo andare a parare su i vasetti di preparati per “pasta fredda” o “insalata di riso” !!!
Mio marito ed io facciamo spesso le orecchiette fredde condite con dadini di pomodoro crudo (fatti marinare in olio, sale, pepe, basilico e aglio), olive nere, feta sbriciolata e cipollotto a rondelle, Credetemi : una delizia !
Un’ alternativa di condimento possono essere striscioline di speck e di zucchine grigliate unite a dadini di scamorza affumicata.
Non volete cuocere le zucchine? Sceglietele piccole e sode, poi tagliatele a fette molto sottili, conditele con un pizzico di sale, rondelle di cipolla, pepe, prezzemolo, una bella spruzzata di aceto e olio extra vergine d’oliva, copritele con pellicola e tenetele a marinare per una giornata in frigo…diventano saporite e si conservano anche per una settimana !
Se preferite il riso, provatelo condito con carciofini sott’olio e tonno sbriciolato.

Per quanto riguarda la carne, ripiegate sul carpaccio e dategli una scottata ultra veloce in padella o sulla piastra e poi conditelo con olio extravergine d’oliva, sale, pepe e aceto balsamico versati in un vasetto con chiusura ermetica e scossato per amalgamare gl’ingredienti. Abbinate il carpaccio scottato ad un’insalata di rucola spezzettata con le mani e condita con lo stesso condimento della carne.

Magari, tanti di voi considereranno questi consigli come banalità, ma il mio intento è condividere la mia misera esperienza di appassionata di cucina con tutti quelli che vedono la preparazione dei cibi come un atto d’amore nei confronti della propria famiglia, di sé stessi e dei propri invitati.
Per il resto, non voglio insegnare niente a nessuno…ma sono aperta alle esperienze e allo scambio.
I Meldolesi che sono rimasti in paese e non sono a rosolarsi sulla spiaggia o impegnati in passeggiate d’alta quota, cosa mangiano?

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19th Luglio 2008

Una nuova ricetta - Escalivada

Mi piace cucinare e provare nuove ricette.
Stranamente, spesso, gli esperimenti li faccio quando ho degl’invitati, perche’ cerco sempre di stupire con ricette inconsuete.
Amo la cucina “globale” e tra le mie ricette preferite e collaudate ci sono piatti regionali ma anche provenienti dalle cucine di altri paesi.
Questa volta, dopo la “Panzanell” della nonna ternana, vi propongo una ricetta spagnola : l “ESCALIVADA”.
L’anno scorso servii per la prima volta questo piatto tipico catalano a mia sorella Barbara e al suo novello sposo Elvis invitati a pranzo in una domenica d’estate.
Non ne rimase un brandello del mio esperimento di Escalivada e capii che potevo annoverarla tra i miei piatti forti.
Visto che nella cassetta Jacopesca di stamattina c’erano anche le melanzane ho pensato di proporvi questa ricetta.
La preparazione richiede un po’ di tempo, ma soprattutto richiede riposo, perche’ i sapori si devono amalgamare e le verdure devono tirare fuori le loro saporite acque vegetative.
Ricordate che la buccia delle verdure deve diventare nera sotto il grill e che dopo il riposo nel contenitore di vetro chiuso, la pelle verra’via in un secondo.
Vi consiglio di prepararla la mattina per la sera o la sera per il pranzo del giorno dopo, ma vi assicuro che tanta pazienza verra’ricompensata.
Eccovi la ricetta o almeno la variante che ho sperimentato io :

ESCALIVADA

Ingredienti

melanzane
peperoni
cipolle
pomodori
patate
aglio
basilico
sale
olio extra vergine d’oliva

Preparazione

Tagliare a meta’, nel senso della lunghezza, tutte le verdure.
Pulire i peperoni dai semi e i filamenti.
Spennellarle d’olio, salarle e porle, con la buccia verso l’alto, in una teglia unta sotto il grill del forno, ad una distanza di circa 10 cm, a 180°.
Ovviamente i tempi di cottura sono differenti e molto dipendera’dalle dimensioni delle verdure, quindi occhio a sfornarle mano a mano che saranno pronte.
I piu’ veloci sono i pomodori, poi le melanzane, i peperoni, le patate e le cipolle.
Appena tolte dal forno, mettere tutte le verdure, tranne i pomodori, in un contenitore di vetro chiudibile e fate riposare per circa un’ora.
I pomodori, invece vanno messi in un altro contenitore con aglio, olio e basilico e, se gradite, potete aggiungere un pezzetto di peperoncino.
Trascorsa l’ora, togliere la pelle dei peperoni, delle patate e delle melanzane e sfogliare la cipolla.
Ridurre tutte le verdure in pezzi e unirle ai pomodori.
Mescolare bene il tutto, regolare di sale, se necessario, e poi versarlo di nuovo nel contenitore in vetro, chiudendolo e riponendolo in frigo per qualche ora (meglio se per tutta la giornata).
Per servire l’escalivada toglietela dal frigo una mezz’oretta prima, rimescolatela e…gustatevela sia come piatto unico che come contorno a carne o pesce alla griglia.
Vi assicuro che e’ deliziosa e per nulla pesante !

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