24th
gennaio
2011
manifesto_a3[1]Per tutti gli amici di Meldolesi.net che non frequentano Facebook, segnalo anche qui la maratona di lettura che si svolgerà presso la Biblioteca Comunale a partire dalle 15,00 di sabato 29 gennaio.
L’evento è organizzato dall’Associazione Culturale “LiberaMente” in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura del Comune di Meldola.
Elena Zaccheroni
Associazione Culturale “LiberaMente” di Meldola
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5th
novembre
2010


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Frana e crollo guado Cà Baccagli, courtesy of Pietro Venezia. Abbastanza impressionante, specia quella zolletta di terra sulla destra che io impunemente affrontavo a tutta velocità giocando coi miei figli a Overland!! Commentate voi che io ho già fatto abbastanza, dopo passo per vecchia rompiscatole e attaccabrighe, invece io non sono… vecchia!!
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2nd
novembre
2010
Caro Michele, trovo questa pagina interessantissima per densità di temi dati sia dal tuo contributo che dall’accostamento dei due articoli, la sottopongo quindi alla chiacchiera del nostro bar virtuale (chiacchiera simpaticamente rivalutata da Zattini e Russomanno). Ci sono tante questioni che apri, ma a me quelle che colpiscono di più sono queste tre: 1. la rituale schermaglia tra sinistra e destra che mi ricorda la velocità con la quale si possono cambiar le cose: geologica. 2. Le tue parole “mentre a Meldola si discute di dettagli e folklore”. Grazie per averci definito “Meldola” ma a parte questo blog, davvero se ne discute? E poi grazie per averli chiamati folklore ma in consiglio son passati come cultura. Infine sono dettagli, sì, ma non trascurabili per la portata simbolica che tu stesso hai avuto modo di sottolineare. 3. “A qualcuno fa comodo che la gente non sappia”, e qui la vista dell’articolo sopra crea il diabolico collegamento. Ponte di Cà Baccagli inaugurato nel 2008 che non resiste a una piena del Bidente (capirai, è venuto giù lo tsunami!). Responsabilità attribuita alla calamità naturale, così non si fa torto a nessuno. Appena qualcuno accenna un “ma sarà mai pussèbil?” Venturi tuona. Ma se io votassi a Meldola vorrei sapere, nomi e cognomi, fatti, omissioni, se non altro per scegliere, la prossima volta, in modo informato e consapevole.
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2nd
novembre
2010
Credo possa essere utile ragionare partendo da qui ma anche da questa accorata testimonianza…
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29th
ottobre
2010
Ci sono un sacco di persone che, per andare al Tabacchi di Viale della Repubblica, lasciano l’auto esattamente davanti allo stesso quando hanno sia a destra sia a sinistra due enormi parcheggi a disposizione (IRST e Piazzale della Pace).
E ci sono altresì un sacco di persone che per andare a comprare una piadina al chiosco di fronte al suddetto Tabacchi, lasciano l’auto di fronte a questo.
Risultato: per i poveri malcapitati che devono transitare lungo il Viale della Repubblica resta solo una strettoia che si può percorrere tra l’altro in doppio senso di marcia! E vogliamo parlare della visibilità enormemente ridotta per chi si affaccia da una delle laterali? E che dire dei ciclisti costretti ad impegnare il centro della carreggiata?
Non credo che lasciare l’auto a 200-300 m dal posto dove si deve andare affatichi così tanto. Peraltro Strada del Mezzo è sempre affollata di camminatori o di gente che fa jogging, dunque Meldola è piena di amanti del fitness. Dunque, rivolgo un appello: impariamo ad utilizzare i parcheggi e a non improvvisare aree di sosta anche dove non ci sono.
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27th
ottobre
2010
Io sarò lì in ispirito, ma col corpo sarò tra Bologna e Modena. Partecipate numerosi, e uno (non sempre il radioso che con tutto l’amore del mondo ci ha sfinito) faccia una bella relazioncina, dài!!
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23rd
ottobre
2010
Leggo sugli organi di stampa della proposta leghista di esporre cartelli stradali con il nome di Meldola in dialetto. Indipendentemente da chi paga, il sindaco, il consiglio, i cittadini non dovrebbero permetterlo. Meldola è in Italia, cioè in uno Stato che si appresta a celebrare il centenario dell’unità nazionale senza aver ancora risolto il problema nord-sud (con un divario, ad esempio, nei livelli di istruzione e apprendimento ancora enorme). Meldola è in uno Stato che si trova in una tale emergenza educativa che il suo Ministro all’istruzione deve invocare come priorità dei programmi scolastici l’insegnamento della lingua italiana (e non solo agli stranieri!). Per questo credo che esporre, a Meldola, cartelli toponomastici in dialetto sia un’operazione di degrado come minimo di pessimo gusto e di infima valenza culturale. Potremmo parlare per ore di questioni linguistiche (esiste il dialetto o è una definizione dei filologi maniaci di tassonomie? Ha senso scrivere le lingue pre-italiane che hanno vissuto e vivono di vita vera solo grazie alla tradizione orale, e grazie a questa si modificano continuamente?). Ma il punto è, purtroppo un altro: lo Stato riconosce alle Regioni a Statuto Speciale (e alle loro enclave culturali e linguistiche) un buon livello di autonomia d’espressione. L’esempio più vistoso di questa autonomia sono i cartelli pubblici in due lingue alle nostre frontiere del nord: italiano/ladino, italiano/tedesco, italiano/francese… Un cartello in italiano/“romagnolo-meldolese” scimmiotta quell’estetica, l’estetica delle autonomie regionali, ed ha una valenza politica, altro che cultura e acclamazione popolare, vediamo di non prenderci in giro.
(pubblicato con il mio nome secolare su: La Voce di romagna 23 ottobre 2010, p.16)
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21st
ottobre
2010
Vi riporto pari pari una buona notizia che ho reperito da un notiziario settimanale energetico ambientale.
Era ora!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Roma, 18 ottobre – Finalmente è ufficiale: stop alle buste di plastica dal 1° gennaio 2011. Nessuna proroga, dunque, per l’uso dei sacchetti usa e getta, in recepimento della direttiva dell’Unione europea. L’annuncio è contenuto in una nota diffusa dal ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo, e da quello dello Sviluppo economico, Paolo Romani, al termine del loro incontro. “Dal primo gennaio 2011, quindi – si legge nel comunicato – gli shopper di plastica saranno messi al bando”.
Le buste in questione sarebbero dovute andare in pensione già all’inizio di quest’anno, secondo il comma 1130 della Finanziaria 2007 che prevedeva il divieto di produrre e commercializzare sacchetti per la spesa realizzati con materiali non biodegradabili. Tuttavia, la manovra del 2007 aveva il “piccolo” difetto di non contenere i decreti attuativi e la relativa messa al bando è slittata di un anno, anche se ancora non si aveva la conferma ufficiale che arriva adesso, almeno a parole.
Per sensibilizzare l’opinione pubblica e abituare i cittadini, il governo ha previsto nel frattempo un programma che miri a contrarre in modo progressivo la produzione e l’uso di sacchetti di plastica tradizionali, per ridurre nel tempo la loro commercializzazione, fino ad arrivare allo stop definitivo. Per portare a buon fine questo intento, il governo ha stanziato un milione di euro, che sarà utilizzato anche per analizzare il ciclo di vita dei sacchetti biodegradabili e il funzionamento della distribuzione capillare delle nuove buste in Mater-Bi.
Un saluto a tutti i meldolesi
Massimo Sardone
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22nd
settembre
2010
Ieri sera ho visto un bel servizio su un’emittente locale sull’avvio del Piedibus a Cesena. A me sembra una gran bella intuizione: centro storico meno congestionato dalle auto, aria più pulita, una bella e salutare camminata assieme agli amici prima di andare a scuola. Che ne pensate?
Mi piacerebbe confrontarmi con voi su questo.
Saluti a tutti
Elena
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