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Inceneritori parte 2^: Processo a Hera e Mengozzi

14th dicembre 2011

Inceneritori parte 2^: Processo a Hera e Mengozzi

Nel frattempo si è aperto il processo agli inceneritori di Forlì a carico delle società Hera e Mengozzi (in cui anche il Comune di Forlì e la Provincia di Forlì/Cesena si sono costituiti parte civile) per le conseguenze sulla salute e sull’ambiente derivanti dal raddoppio delle potenzialità dei due impianti. Chissà come andrà a finire.
Quello che mi preme sottolineare è che il Tavolo delle associazioni ambientaliste di Forlì sta raccogliendo fondi per finanziare i costi dei consulenti e delle spese vive da sostenere durante il processo (che non saranno purtroppo di poco conto). I banchetti per la raccolta sono iniziati ieri (quasi certamente in Piazza Saffi) e ci saranno per diversi mesi a partire da sabato 17 e domenica 18 dicembre. Cliccate sul link in basso per maggiori info.

Massimo Sardone

volantino tavolo associazioni per processo inceneritori

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14th dicembre 2011

Inceneritori parte 1^: la farsa del Progetto Moniter

Venerdì 02 dicembre la regione Emilia Romagna ha presentato i risultati dello “Studio Moniter” avviato nel 2007 dalla nostra regione che è durato 4 anni ed è costato 3,4 mln di euro, per indagare gli effetti sull’ambiente e sulla salute delle popolazioni residenti in prossimità degli 8 inceneritori presenti sul territorio regionale. Secondo il comunicato ufficiale della regione, per quanto riguarda gli effetti sulla salute umana, l’indagine epidemiologica non mostra una coerente associazione con le emissioni degli inceneritori né per le patologie tumorali, né per la mortalità generale. Il presidente del Comitato scientifico che ha condotto gli studi, Prof. B. Terracini, non la pensa così ed ha smentito il comunicato ufficiale della giunta in cui i risultati dello studio venivano nascosti e falsati. Il prof. Terracini è intervenuto alla fine del convegno dichiarando a nome del comitato scientifico di Moniter che il comunicato stampa della giunta venisse immediatamente ritirato. Dallo studio infatti emerge, secondo quanto denunciato dal prof. Crosignani dell’Istituto Tumori di Milano che è intervenuto al convegno e dalle associazioni dei Medici per l’Ambiente (ISDE) delle province di Bologna, Ferrara, Forlì, Parma e Piacenza, un “incremento dei linfomi non Hodgkin”, rischi di “nascite pretermine”, “andamento crescente della prevalenza di aborti spontanei in relazione ai livelli di esposizione”, “andamento crescente con l’esposizione a carico della totalità delle malformazioni” e inoltre la “mortalità per tumore a fegato e pancreas nei maschi è significativamente associata nel livello di esposizione più elevato” oltre che incremento per tumore al polmone nei maschi, tumore al colon/ovaio ed endometrio nelle femmine. Non considerando poi che tali rischi, visti i tempi di latenza delle patologie tumorali potrebbero non essersi ancora manifestati in maniera totale per quanto attiene l’esposizione temporale.
Le domande sorgono spontanee: ma di cos’altro abbiamo bisogno per capire che ci stiamo facendo male con le nostre mani? E quando incominciamo a differenziare questi benedetti rifiuti (che altro non sono che materia prima seconda)? Mah!!!!

E’ proprio vero che questa che stiamo vivendo è proprio L’ERA DELLO STUPIDO.

Massimo Sardone

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6th dicembre 2011

ACQUA PUBBLICA: FACCIAMO COME CI PARE

 

 

 

APPLICARE IL REFERENDUM
Con la pubblicazione, in data 20 luglio 2011, del Decreto del Presidente della Repubblica n. 116 è stata sancita ufficialmente la vittoria referendaria e l’abrogazione della norma che consentiva ai gestori di caricare sulle nostre bollette anche la componente della “remunerazione del capitale investito”.  Se non saranno le istituzioni a far rispettare l’esito del referendum, saranno le cittadine e i cittadini a farlo. Per questo il Forum Italiano per i movimenti sull’acqua lancia la CAMPAGNA DI OBBEDIENZA CIVILE: ovvero il rispetto della volontà popolare eliminando il profitto dalle bollette.

PERCHE’  UNA CAMPAGNA DI OBBENDIENZA CIVILE? Il referendum era stato proposto per far valere un principio chiaro: nella gestione dell’acqua non si devono fare profitti! E la risposta dei cittadini (95,8% a favore della cancellazione del profitto) non lascia alcun dubbio sull’opinione, praticamente unanime, del popolo italiano. Oggi, a distanza di alcuni mesi, risulta che, in tutto il territorio nazionale, nessun gestore abbia applicato la normativa, in vigore dal 21 luglio 2011, diminuendo le tariffe del servizio idrico. E questo non può essere accettato.

IN COSA CONSISTE LA CAMPAGNA DI OBBEDIENZA CIVILE? La campagna di “obbedienza civile” consiste nel pagare le bollette, relative ai periodi successivi al 21 luglio 2011, applicando una riduzione pari alla componente della “remunerazione del capitale investito”. E’ stata chiamata di “obbedienza civile” perché non si tratta di “disubbidire” ad una legge ingiusta, ma di “obbedire” alle leggi in vigore, così come modificate dagli esiti referendari.

A tal proposito il Comitato Provinciale acqua pubblica di Forlì, ha organizzato per venerdì 9 dicembre alle ore 20.30 presso la CGIL di Via Pelacano a Forlì  un incontro pubblico con Severo Lutrario del Forum Italiano per i movimenti sull’acqua che ci spiegherà come si intende procedere dal punto di vista operativo con la campagna di OBBEDIENZA CIVILE.

Credo che sia giusto, ogni tanto, svegliarsi  e ricordare ai signori che ci governano, politici o tecnici (cioè la stessa cosa) che non è che possono fare sempre come gli pare. Tu che ne pensi?

Massimo Sardone

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1st dicembre 2011

Presentazione romanzo “I dispersi della casa del leccio” di Renato Cappelli

Sabato 3 dicembre alle ore 16.30, presso il Teatro delle Scuole Medie di Meldola, Renato Cappelli presenterà il suo romanzo “I dispersi della casa del leccio”. Seguirà buffet. Intervenite numerosi!

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20th ottobre 2011

ACQUA PUBBLICA: FANNO COME GLI PARE

Dopo che più di 27 milioni di italiani hanno espresso chiaramente e con percentuali bulgare di voler abrogare quella parte di leggi che prevedevano la privatizzazione dei servizi pubblici di rilevanza economica (tra cui il Servizio Idrico Integrato) e l’eliminazione dei profitti garantiti sulla tariffa caricando sulla bolletta un 7% a remunerazione del capitale investito;
dopo che la Corte Costituzionale con la sentenza 26/2011 ha sancito  che con la vittoria dei referendum “si persegue chiaramente la finalità di rendere estraneo alle logiche del profitto il governo e la gestione dell’acqua”, che pertanto tutte le norme contrastanti con le finalità referendarie potrebbero considerarsi implicitamente abrogate e che l’esito di questa abrogazione è direttamente applicabile, quindi immediatamente operativo,
NON E’ CAMBIATO NULLA!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Anzi abbiamo il ministro Sacconi che il 15 settembre “si augura che troveremo il modo per mettere in discussione il referendum” (sic?!?!?!) parlando dell’impulso alle liberalizzazioni che il governo voleva dare per sostenere la crescita economica.
Nel territorio romagnolo, il Comitato Provinciale Acqua Pubblica di Forlì è stato molto attivo dopo la vittoria referendaria ed è riuscito ad incontrare 12 sindaci su 15 della provincia di Forlì (ahimè non il Sindaco di Meldola) per esortarli a prendere atto dell’esito dei referendum ed a fare quanto in loro potere per renderlo operativo. Inoltre, sempre il Comitato di Forlì, ha preso recentemente parte (2 giorni fa)  all’assemblea della A.A.T.O n.8, esortando i Sindaci di tutti i comuni della provincia di Forlì-Cesena ad applicare tempestivamente l’ esito abrogativo del Referendum, il quale ha espunto dalla Tariffa del Servizio Idrico Integrato “ La remunerazione del Capitale Investito “. Purtroppo quello che è emerso durante tale assemblea è che i Comuni, in particolare quelli maggiori ( con quote di maggioranza nel Consiglio di Amministrazione di Hera ), non abbiano mostrato una chiara volontà di ottemperare al responso referendario.

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27th giugno 2011

Officina radiofarmaceutica e medicina nucleare presso l’IRST

Cari meldolesi,
sabato 25 giugno ho partecipato ad una bella iniziativa promossa dal Comune di Meldola e dall’IRST per presentare la nuova officina radiofarmaceutica e medicina nucleare che verrà ufficialmente inaugurata (se non ho capito male) oggi 27/06 dal Ministro della Salute Fazio.
L’incontro si prefiggeva due scopi: informare la cittadinanza sull’attività che verrà svolta in questa sezione, complementare ed indipendente dall’IRST (anche perché una parte di essa è gestita da una società multinazionale, la AAA) e soprattutto fugare ogni dubbio e/o preoccupazione dei cittadini, legati all’attività radiofarmaceutica e di medicina nucleare.
Una nota di plauso all’amministrazione comunale, alla direzione dell’IRST e alla AAA per la finalità dell’incontro e per la trasparenza dimostrate durante la conferenza e in occasione della visita guidata della nuova palazzina (pensate che solo la visita è durata più di 2 ore).
La nota di biasimo è per la cittadinanza meldolese e soprattutto per coloro che, come ha evidenziato il Sindaco, spinti da una giusta preoccupazione hanno chiesto a più riprese informazioni al riguardo in Comune e non hanno partecipato a questo incontro che poteva sciogliere ogni ragionevole dubbio (così come è accaduto nel mio caso). Difatti, dei 30 presenti, una ventina circa erano dell’IRST o della AAA.

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3rd aprile 2011

A Meldola l’acqua è pubblica

Un saluto a tutti i meldolesi,
con colpevole ritardo vi informo che il Consiglio Comunale di Meldola nella seduta del 28.03 ha approvato  con 11 voti favorevoli (6 della maggioranza e 5 della minoranza) e 5 astenuti (Bacchi Cristina, Maglioni Maddalena, Pellegrino Francesco, Sangiovanni Annalisa e Schitinelli Maria Concetta) l’ordine del giorno predisposto dal Comitato Val Bidente  (con alcune modifiche che saranno votate anche nel Comune di Castrocaro) sull’Acqua bene comune  e si è impegnato a far sì che  anche nel proprio statuto comunale venga riconosciuto il diritto umano all’acqua ed il principio della proprietà e gestione pubblica del servizio idrico integrato. Un importante traguardo raggiunto dopo un lungo percorso (non senza qualche intoppo)  intrapreso dal Comitato Val Bidente, in collaborazione con il Comitato provinciale Acqua Pubblica di Forlì, con maggioranza ed opposizione e che ha finalmente portato i  frutti sperati. Durante la discussione dell’ordine del giorno, durata all’incirca una ventina di minuti, sono intervenuti alcuni consiglieri. Vorrei azzardare e provare a riassumere le motivazioni addotte da ciascun consigliere per chiarire la propria posizione (positiva o astensionista); siccome non ho ben compreso alcuni interventi, probabilmente perchè non sono stato molto lesto nel prendere appunti, sarebbe bello che i nostri consiglieri, intervenissero in questa discussione approfondendo i concetti espressi durante il Consiglio Comunale, in modo da chiarire le loro posizioni. Vorrei infine pubblicamente complimentarmi con il Sindaco e ringraziarlo per l’ottimo intervento durante la discussione di questo argomento.

Massimo Sardone.

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29th marzo 2011

Avvenire 29 marzo 2011 – Perchè questa miseria non diventi paura

“Rudolf è morto di freddo, in uno scantinato. Era di colore, ma nato in Italia. Non è successo nei meandri di una grande metropoli, Roma o Milano, dove l’anonimato della disperanza miete vittime con i suoi precisi missili, invisibili e fatali. È successo a Meldola, dolcissimo paese a dieci chilometri da Forlì in piena Romagna. È successo nella periferia. Nella parte migliore d’Italia, si dice, almeno per quel che riguarda la tenuta del cosiddetto Welfare. Delle relazioni di sostegno. Mentre gli occhi di tutti si puntano su Lampedusa, e sembra che quella ondata di corpi ci metta in difficoltà, rischiamo di non vedere la difficoltà che già è sbarcata.”  articolo allegato

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27th marzo 2011

“Meldola in dialetto? Dai va là!” reloaded

La foto è spaziale! Non potevo resistere! Quanto alla questione dell’accento, ci vorrebbe un esperto perchè tra acuto grave tonico e fonico non s’è mai sicuri di niente…. L’articolo è qui. Per seguire all’indietro il sentiero, comincia qui. GG

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12th marzo 2011

Abbiamo fatto l’Italia ora dobbiamo fare i meldolesi

Cara Concetta, riporto qui il tuo intervento sulla stampa, che continua il “vecchio”  Meldola in dialetto? Dai va là! e le diverse ricadute su Facebook. Grazie, GG

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