La politica e la spesa quotidiana
Sapete bene come la penso sul voto elettorale e sul fatto che sostanzialmente votiamo ogni volta che facciamo la spesa. Non mi soffermo su cosa sia successo alle ultime elezioni amministrative di alcuni Comuni (e di cosa succederà ai ballottaggi…), ognuno può pensare e farsi l’idea che crede visto che come al solito non ha perso nessuno.
Io invece voglio soffermare la tua attenzione sull’importanza del carrello della nostra spesa e sull’importanza di mantenere localmente ed a persone che rispettino sia l’ambiente che l’etica del lavoro i nostri soldi.
Da come la vedo io non ci sono più sicurezze assolute sul “nutrimento” e sul “vestiario” che acquistiamo per il semplice motivo che non si riesce più a “tracciare” il percorso completo del prodotto che mettiamo sulle nostre tavole dal seme fino al prodotto finale, questo può portare ad imbarazzanti fiducie date a questo o quello spot pubblicitario oppure a qualche lascito intergenerazionale (la mamma acquistava pasta “xxxx” ed io continuo ad acquistarla…). Oltre a questo può però anche portare a ben altre soluzioni e cioè “sbattersi” per cercare di seguire un percorso appunto dal seme alla tavola.
Ti propongo quindi queste possibilità che non necessitano altro che di attivarsi personalmente … nessuna pubblicità se non quella del passaparola, nessun marchio registrato, nessun ricarico, nessun intermediario … solo la buona volontà e la disponibilità di volontari che rendono possibile questo progetto (ma siamo più abituati al concetto di volontariato?):
- Dal seme al vasetto sulla tavola;
- Dal seme al prodotto consegnato per le autoproduzioni;
- Dal seme al pane/farina o pasta secca in dispensa.
Ti lascio con tre domande cui mi piacerebbe capire la tua opinione:
- Ma ci siamo più abituati a comporre il prezzo finale di un prodotto concordando i singoli prezzi con i singoli attori coinvolti ed ascoltando le loro esigenze/problemi?
- Ma riusciamo ancora a capire che se il prezzo finale di un prodotto è superiore a quello di mercato significa che il mercato qualche produttore ”strangola” oppure che la salubrità dei prodotti viene sacrificata a leggi di mercato (pur perfettamente a norma di legge) che forse però possono aiutarci a riempire centri di eccellenza come l’IRST?
- Ma riusciamo ancora a dare delle priorità nel bilancio famigliare in modo da non fare semplici “donazioni” ad enti benefici per salvarci la coscienza ma salvaguardando la vera produzione locale ed il suo indotto e con esse il nostro ambiente ed il futuro dei nostri successori nel pianeta?
Dai, dimmi la tua … sono curioso, io ho già dichiarato il MIO VOTO, ora voglio conoscere la tua dichiarazione di voto
Saluti radiosi




Inserito il maggio 15th, 2012 alle 11:59 pm
Inserito il maggio 16th, 2012 alle 7:24 am
Inserito il maggio 24th, 2012 alle 5:11 pm
Inserito il maggio 25th, 2012 alle 7:25 am
Inserito il maggio 25th, 2012 alle 5:03 pm
Inserito il maggio 26th, 2012 alle 12:38 pm
Inserito il giugno 17th, 2012 alle 1:56 pm
Inserito il giugno 19th, 2012 alle 9:36 pm
Inserito il luglio 15th, 2012 alle 9:51 pm
Inserito il luglio 29th, 2012 alle 11:37 pm
Inserito il agosto 2nd, 2012 alle 4:12 pm
Inserito il ottobre 11th, 2012 alle 5:34 pm