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Clima bollente nel Mediterraneo

18th aprile 2010

Clima bollente nel Mediterraneo

caldo caldoDa inguaribile ambientalista quale sono (chiedendo scusa in anticipo a Michael e Giulia), non avendo niente di meglio da fare che preoccuparmi del futuro che ci aspetta (pur essendo un pò in controtendenza con il clima che ultimamente ci sta accompagnando), mi è capitato tra le mani un articolo che vorrei sottoporre alla vostra attenzione, che parla di uno studio sul cambiamento climatico nel nostro Paese e nel Mediterraneo.

Dormiamo sonni tranquilli…. Va tutto bene…..

“In Italia i dieci anni più caldi a partire dal 1800 sono tutti successivi al 1990, raggruppati negli ultimi due decenni. E non basta: i primi tre anni più caldi sono tutti dopo il 2000. La top ten delle temperature degli ultimi due secoli è: 2003, 2001, 2007, 1994, 2009, 2000, 2008, 1990, 1998, 1997. Mediamente, l’aumento di temperatura di questi dieci anni bollenti è superiore di 1,2 gradi rispetto al periodo di riferimento, ma cresce ancora (1,3 gradi) se si prende in considerazione l’anomalia dei sei anni successivi al 2000. In altre parole, il clima sta cambiando a ritmi vertiginosi e il cambiamento continua ad accelerare.

A spiegarlo lo studio del Centro Euro-Mediterraneo per i Cambiamenti Climatici (Cmcc). Il rapporto, raccoglie gli ultimi studi e ricerche sul cambiamento climatico nel nostro Paese e nel Mediterraneo di Enea, Cnr, Ingv, Ispra, università. Ma il nostro è l’unico paese al mondo dove la parola scienziati fa rima con bolscevichi: il Pdl presenta in Senato una seconda mozione che nega “il cosiddetto riscaldamento globale”. Eppure, come altro potrebbe chiamarsi? In Italia, negli ultimi 50 anni, le vere e proprie ondate di calore sono triplicate. Ma non abbiamo ancora visto niente: secondo i dati elaborati dalla comunità scientifica italiana e presentati in un rapporto che ricalca quelli dell’Ipcc, il panel di scienziati Onu, la regione euro- mediterranea «potrebbe essere soggetta a un sensibile riscaldamento, che nel bacino del Mediterraneo sarebbe più pronunciato d’estate e che alla fine del 21esimo secolo potrebbe raggiungere i 4-5 gradi di incremento della temperatura media» rispetto alla fine del 20esimo secolo. Le piogge, raccontano le proiezioni raccolte dal mcc, dovrebbero diminuire del 20-30% rispetto all’attuale e cambiare la loro frequenza: aumento dell’intensità delle precipitazioni sull’Italia del nord in inverno e diminuzione sull’Italia centrale e meridionale in estate e in primavera.
In pratica, tradotto sul territorio, più siccità a sud e più alluvioni a nord. Anche le temperature tenderanno a crescere più in estate, arrivando a valori superiori di oltre 5 gradi rispetto agli attuali, e a salire meno in inverno (più 2 gradi). Al 2050, prosegue il rapporto italiano sui cambiamenti climatici, si valuta una diminuzione del 10-30% della portata dei fiumi, un aumento dell’evaporazione dell’umidità dei suoli con una crescita netta delle zone aride e desertificate. Non basta la minore piovosità a giustificare la diminuzione d’acqua in circolazione: dal 1850 al 2003 la superficie dei ghiacciai alpini è diminuita del 55 per cento. Un dato eclatante che la comunità scientifica italiana definisce come «disintegrazione dei ghiacciai» delle Alpi italiane, «collasso della criosfera ». «Se non avverranno nei prossimi decenni sensibili cambiamenti delle tendenze climatiche sarà probabile l’estinzione dei ghiacciai posti al di sotto dei 3.500 metri»: poca acqua e totale instabilità dei versanti montuosi. Dalle montagne al Mediterraneo. Oggi mostra picchi di temperatura estivi superiori di 3-4 gradi alla media stagionale. Il rapporto del Cmcc non lo dice a chiare lettere, ma il rischio è che vada all’aria tutta la circolazione verticale e che il Mediterraneo di trasformi in una pozza salina morente. Ma, prima della fase finale, il livello delle acque è destinato a crescere, anche se meno che negli oceani. «Molte delle strutture esistenti – avverte lo studio scientifico – sono state realizzate quando l’evidenza del cambio climatico non era ancora stata considerata: molte di esse, fra pochi anni non risponderanno più alle esigenze per cui sono state costruite ». A rischio particolare «le infrastrutture di trasporto, principalmente per la stabilità dei manufatti stradali, ferroviari o portuali o la tenuta degli asfalti stradali e dei binari ferroviari», ma a fare le spese dei fenomeni non lineari legati al cambiamento climatico saranno tutti gli insediamenti urbani litoranei, così come gli insediamenti prossimi ai fiumi e le reti di collegamento fognari, oltre che la qualità insediativa e le prestazioni energetiche delle case e le aree verdi urbane”.

Chi ha una casa al mare, si faccia un pò di conti……

Un saluto a tutti i meldolesi

Massimo Sardone

Questo articolo è stato pubblicato il domenica, aprile 18th, 2010 alle 1:21 am ed inserito in Riflessioni, Salute, Territorio Meldolese. Puoi tenerti aggiornato sui commenti attraverso il feed RSS 2.0. Puoi scrivere commenti, o fare trackback dal tuo sito.

Attualmente ci sono 8 commenti:

  1. 1 On aprile 18th, 2010, andrea mambelli said:

    Io vorrei 30 gradi tutti i giorni!!!! E spero che l’innalzamento del livello dei mari sposti la spiaggia a Forlimpopoli, così andrò al mare in bici!
    Speriamo che questa nuvolaccia di cenere vulcanica non faccia abbassare troppo la crescente temperatura della terra (pare ci sia anche questo rischio) e mi rovini un “radioso” e soleggiato futuro!
    Scherzo, ma anche no….
    Comunque che dire Massimo… mi sovviene solamente, chi vivrà vedrà!
    Io l’immagino neruccio il nostro futuro.
    Chissà…
    Salut

  2. 2 On aprile 19th, 2010, Stefano Bandini said:

    AAA ANNUNCI

    Vendesi magnifico maglione irlandese acquistato qualche anno fa da DE PAZ, a Bologna.
    Come nuovo.
    Prezzo interessante.
    Possibilità di permuta con chemise Lacoste, con etichetta made in France,in buono stato.
    No perditempo.

    Stefano Bandini

  3. 3 On aprile 19th, 2010, Pietro said:

    Dai dai che forse riusciamo ad avere il mare a Meldola a Km 0.
    Stefano sei un mito.
    abbracci
    Pietro

  4. 4 On aprile 22nd, 2010, giuseppe said:

    il mare a km 0 ………..questa pietro tela rubo fa paura

  5. 5 On aprile 25th, 2010, Romeo said:

    STafano, lo compro io, penso sia il momento buono per sfoderarlo … me lo porti tu? Ma quanto costerebbe? Posso barattartelo con un canotto da 6 posti del ’92 ancora in perfetto stato?

    Andare al mare a Forlimpopoli in canotto dal fiume … che bello … ma poi per il ritorno occorre una bella teleferica sopra al parco fluviale … rafting all’andata e paesaggio al ritorno … non male!

    Pensiamo solo cosa succede all’essere umano se gli diamo due gradi in più di temperatura … mi vengono i brividi dalla febbre con queste previsioni. Qui ormai si fa sempre più fatica a capire di chi potersi veramente fidare nell’analizzare previsioni ma anche stare solo a guardare penso non giovi a nessuno …

    Saluti radiosi e Grazie per la riflessione1

  6. 6 On maggio 3rd, 2010, Green Emergency said:

    Ciao, l’articolo e’ molto interessante, peccato che ha dimenticato di dire che il motivo che spinge molta gente ad installare i pannelli solari e’ che non ce la fanno piu’ ad arrivare alla fine del mese, e se si possono tagliare delle spese, ben venga…per caso c’e’ qualche esperto che sa come autocostruirsi i pannelli solari? oppure qualcuno che li ha gia’, e puo’ scambiare qualche informazione, grazie

  7. 7 On maggio 8th, 2010, Romeo said:

    Avanti green … se è per questo molti lo fanno (di installare pannelli fotovoltaici), per costruirsi una rendita quando andranno in pensione.
    c’è l’unico inghippo però che se sono nelle condizioni che dici tu (fanno fatica ad arrivare a fine mese) allora devono chiedere un prestito alle banche per poterli installare ….

    Sul solare termico ci sono tantissimi siti che suggeriscono come autocostruirselo mentre su quello fotovoltaico ci vuole una certa tecnologia per cui difficilmente uno in casa riesce a lavorarsi il “silicio amorfo”.

    Io capisco i tuoi “pungulamenti” ma te ne voglio dare uno anche io:
    Ma perchè se è vero che il solare termico senza alcun tipo di incentivazione si ripaga da solo in 3/5 anni al massimo (dipende dal tipo di impianto che si realizza) senza gravare quindi sulle tasche della collettività (cosa che invece il conto energia o l’incentivazione sul fotovoltaico in generale fa) ora non si fa altro che parlare di fotovoltaico e sul termico ad esempio la Germania è avanti anni luce rispetto a noi?
    Non sarà che si è costituita una sorta di casta attorno al fotovoltaico che vuole prosperare e fare businnes alle spalle di noi che guardiamo le tabelle diritorno economico e ci facciamo tanti bei viaggetti mentali?
    Saluti radiosi

  8. 8 On maggio 10th, 2010, giuseppe said:

    se ci fosse una lobby del fotovoltaico , romeo, sarebbe comunque la più simpatica . il pannello a terra è una grande fesseria : sprechiamo terra fertile e dobbiamo manutentarla ( erbacce rampicanti ecc ecc ). i tetti delle abitazioni o dei capannoni industriali sono da preferire, se proprio volete pannellate tutte le discariche esauste che ci sono e non sono poche.
    il conto energia è in esaurimento ma il prezzo del fotovoltaico si è più che dimezzato nel corso di 4/5 anni , se trend continua così ancora per un anno anno e mezzo , sarà conveniente anche senza incentivi , vendendo ai prezzi di mercato. più che altro è ora di finanziare l’eolico e l’idroelettrico , perche solo un mix di rinnovabili e capace di far dimenticare i combustili fossili , con conseguente disinteresse da parte dell’occidente verso i produttori di tali combustibili , vedi guerre per il gas e per il petrolio. poi ci sarebbe la biodigestione della POLLINA ma questa è un’altra storia……

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