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Parco fluviale, ecco il risultato della progettazione partecipata

9th novembre 2009

Parco fluviale, ecco il risultato della progettazione partecipata

In linea con gli impegni presi durante l’ultima serata di laboratorio partecipato per la progettazione del Parco delle Fonti anche a seguito della richiesta di diversi partecipanti, il gentilissimo Architetto Eva Flamigni mi ha trasmesso (per la verità già da tempo e mi scuso per il ritardo nella pubblicazione!) la relazione finale approntata dalla Associazione Camina.

Devo dire che gli spunti sono tanti ma alcuni particolarmente simpatici non mi sono sfuggiti:
Il concetto di sicurezza per i ragazzi che prevedeva inizialmente muri , telecamere, porte chiuse per l’area del parco ma poi alcuni di loro spontaneamente riconoscono di stare già abbastanza “chiusi” nella loro vita quotidiana andando così a rimettere in discussione queste stesse muraglie con delle recinzioni mimetizzate in siepi … i bambini più piccoli che invece hanno la sicurezza garantita dalla presenza di nonni, genitori o amici quindi bellissima la frase parafrasata: “la sicurezza è garantita dall’uso promiscuo dello spazio pubblico”.

Sui percorsi e sull’accessibilità invece c’è da rilevare che, per quanto inseriti in una società fortemente meccanizzata, il tema dell’andare al parco a piedi e in bici con le amiche e con gli amici ha incontrato l’entusiasmo di tutti giovanissimi confermando come, anche in una realtà piccola come la nostra, il tema della mancanza di autonomia si faccia strada come reazione all’insicurezza sociale e stradale.

Assolutamente da applauso la bambina che dice che la strada per il parco dovrebbe essere grande tanto da ospitare “una mamma, un passeggino e due biciclette“.

Sul finale si apre la via ad un “secondo  modulo” per andare ad allargare la platea dei contributori e coinvolgere maggiormente; non so bene se questa cosa continuerà visto che l’amministrazione nel frattempo è cambiata ma penso che un’Amministrazione che si pone di essere vicina agli “amministrati” non possa esimersi dal farlo; sicuramente valutando i costi e, magari, anche eventuali risorse locali disponibili in questo senso. Sulla terza fase prospettata, che è quella operativa vera e propria, penso che sia fondamentale eseguirla comunque vada proprio perchè è solo “sporcandosi le mani ed i piedi” sul campo che chi avrà la possibilità di partecipare manterrà il ricordo e saprà trasmetterlo a sua volta che verrà dopo.

Insomma, una bella relazione che merita di essere letta anche se qualche errore grammaticale l’ho trovato (e per uno che aveva 6– in Italian è tutto dire…) e che, sinceramente, non mi aspettavo in una relazione presumo pagata anche benino (e questo è semplicemente un bonario stimolo a chi l’ha redatta che ringrazio comunque di cuore!

Saluti radiosi

Aggiornamento del 24 febbraio 2010.

Mi sono improvvisato maestrino e, stimolato nella discussione, ho provato a correggere velocemente la relazione ed ecco prima parte e poi la seconda parte

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7th novembre 2009

Affrontare la crisi con lo SCEC a Meldola – Lunedì 16 Novembre ore 21:00 sala Versari- palazzo Orsini

Un motivo ci doveva pur essere per questo prolungato silenzio … ogni tanto necessita riflettere ed organizzare qualcosa di concreto altrimenti si corre il rischio di fare solo del baccano fine a se stesso e grazie al Gruppo di Acquisto Solidale inGASati ed alla preziosa disponibilità di:

  • Marcello Rossi – Presidente Arcipelago Scec Emilia Romagna
  • Lisa Bortolotti – Vicepres e Responsabile di Zona Romagna+Ferrara
  • Daniele Fagioli – Consigliere e Promotore di Zona per la Romagna

nonché alle preziose capacità grafiche della nostra Giulia ed alla disponibilità di un salone comunale (il tutto rigorosamente gratuitamente…) ecco che a Meldola finalmente speriamo di partire con gli SCEC prima presentandoli a chi interverrà e poi, magari, anche concretamente organizzando un buon avvio reale (parlare solo porta poco …). Cos’è lo SCEC , a cosa serve e come si può utilizzarlo??? Venite lunedì 16 e lo saprete eventualmente anche facendo domande!
Ora tocca ad ognuno di voi, lettori del blog, estendere l’invito e, soprattutto, partecipare convinti che mettersi in discussione a volte può servire a valutare nuovi modi.
Chi volesse ditribuire volantini me lo dica che gliene preparo qualcuno … naturalmente non c’è scopo di lucro quindi è tutto autofinanziato….
scec

Saluti radiosi

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1st novembre 2009

Rimborso IVA su fatture Hera …. Wow :-)

Dopo una segnalazione dall’amico Luigi ed una altrettanto circostanziata di Michael ecco che vi propongo un buon argomento in cui poter magari anche recuperare qualche eurino.
Quanto comunicato da Federconsumatori mi sembra particolarmente chiaro e puntuale quindi non faccio altro che copia/incollare:

La Tariffa di Igiene Ambientale (Tia), istituita dalla Legge Ronchi n.22/97, sostituisce la Tassa sui rifiuti solidi urbani (Tarsu) e viene corrisposta dai cittadini all’ente erogatore del servizio per l’attività di gestione di rifiuti urbani considerata nella sua globalità e cioè:

  • raccolta, trasporto, smaltimento e recupero dei rifiuti urbani e assimilati differenziati e non differenziati;
  • pulizia stradale (spazzamento meccanico, manuale, lavaggio strade e aree pubbliche, svuotamento cestini pubblici), raccolta delle foglie e del verde urbano, raccolta rifiuti abbandonati, ecc;
  • smaltimento o recupero dei rifiuti indotti dalle attività di cui al punto precedente;
  • controllo e gestione delle operazioni sopra descritte;
  • rapporto con l’utenza (sportello clienti, call center, ecc) e costi amministrativi di riscossione, accertamento e contenzioso.

La recente sentenza della Corte Costituzionale n° 238 del 24/07/2009 e l’ordinanza della suprema Corte di cassazione ha stabilito che la TIA è in realtà da considerarsi una tassa (com’era ed è appunto la tarsu) e pertanto non è lecito applicarvi l’IVA (10%). La sentenza arriva dopo diversi pronunciamenti, anche contrastanti, che ci sono stati nel corso degli ultimi anni e mette finalmente la parola fine a questa “disputa”.

I Comuni (e le Aziende che esercitano il servizio) che hanno applicato – dalla fine degli anni 90 – in maniera illegittima la quota del 10% di Iva agli utenti, dovranno ora restituire tali cifre. Il provvedimento riguarda circa 17 milioni di Cittadini; ora si dovrà capire come e chi dovrà rimborsarli (i comuni, i gestori o l’Agenzia delle entrate) e questo dovrà essere stabilito in sede governativa.

Chiaramente è utile sottolineare come il Governo potrebbe con un provvedimento specifico annullare il diritto.

In pratica io penso proprio che rischierò e mi accollerò il costo della raccomandata (ad Hera Forlì-Cesena), mentre per la parte relativa al Comune penso proprio che porterò la richiesta in protocollo facendomene timbrare copia per ricevuta (meno oneroso :-)   – e l’altra all’ufficio tributi del Comune di appartenenza.

Ecco il modello proposto da Federconsumatori per facilitare il lavoro; va anche detto che per maggiori informazioni potete rivolgervi alla sede territoriale di Federconsumatori (telefonando al n°0543/371170 o n°334/1178187 oppure recandovi presso le sportello in via Pelacano 6 a Forlì) oppure presso SPI-CGIL e Ufficio Tutele (Via Pelacano 7 Forlì) o presso le sedi delle Camere del Lavoro Territoriali.

Saluti radiosi

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