La crisi in Europa unisce o divide?
Amareggiato è il termine più elegante che posso dare al mio stato d’animo attuale. Essendo la prima volta che pubblico in questo radioso blog, mi sono chiesto se l’argomento dovesse riguardare specificatamente Meldola o no, poi ho pensato che comunque siamo in Europa per cui ci interessa direttamente.
Premetto che come tutti ho sentito l’ombra della crisi aleggiare sulle spalle mie e della mia professione, ma sorpresa! Fino a settembre il termometro del fatturato segnava beatamente un +3% rispetto l’anno precedente, quindi se noi che facciamo trasporti refrigerati internazionali abbiamo continuato a salire come fatturato, nonostante la crisi e i prezzi in caduta libera, mi sono chiesto dov’è la CRISI???Poi le trombe della notizia hanno cominciato a suonare in positivo, ma………..sarà vero???
Ebbene arriva l’autunno ed ecco che Ottobre porta venti di depressione, uno può dire è normale via l’estate la depressione ci sta.
E’ sicuramente vero, come ci sta anche la migrazione dei volatili, ma quello che non capisco è la migrazione delle aziende, mi spiego, se c’è crisi perché si tende ad aprire aziende in paesi ex del blocco Sovietico oggi nella CEE???Intanto si mettono in cassa integrazione gli operai italiani!!! Cioè detto terra,terra chiudo qui apro là e……e il popolo paga!
Vi do qualche indizio su cui ragionare, per non creare confusione userò il mio settore che conosco bene, un controllino sul web, su quante note aziende hanno aperto di recente (ultimi 2/3 anni) in paesi ex blocco io lo farei.
Grandi aziende di trasporto (e non solo) negli ultimi tre anni hanno aperto in paesi come Ungheria,Polonia,Rep.Ceca,Slovacchia e Romania e Slovenia. Vien da chiedersi il perchè?
Molte potrebbero essere le interpretazioni, ma la prima che mi viene in mente è…… PROFITTO!?!?!?
Volendo essere più giusto oltre al profitto sta diventando una questione anche di sopravvivenza, la concorrenza di questi paesi è incontenibile.
Cerco di spiegarmi il più semplicemente possibile:
La Comunità Europea ha distribuito denari per l’apertura di aziende in queste nuove nazioni est europee, nostri soldi, fin qui si può comprendere e accettare, sempre fatto per gli ultimi entrati in Europa.
Gli stati in questione hanno defiscalizzato gli imprenditori che hanno investito o che vogliono investire in questi paesi, anche questo è comprensibile e non sindacabile, già altre nazioni europee al loro ingresso l’ hanno fatto.
Già un paio di giustificazioni per queste migrazioni le abbiamo trovate, sta però nella differenza del tenore di vita di questi paesi neo comunitari, nelle contribuzioni pensionistiche e sanitarie che vanno dal 19 al 35% con salari medio bassi a seconda del paese che spingono i nostri imprenditori a migrare.
Vi porto un esempio tangibile, anticipo che nel mondo del trasporto internazionale l’autista è un terzo del costo globale nei bilanci aziendali, un autista messo in regola in Italia con i sistemi contributivi e pensionistici e assistenziali costa a una azienda mediamente (dipende dai giorni lavorativi) € 4.500,- mese lordi.
Ora vediamo quanto verrebbe a costare lo stesso autista messo in regola in uno dei paesi sopra elencati, considerando che vi sono differenze tra Stato e Stato la media è comunque di € 1.400,- mese lordi. Considerate che un autista può guidare non più di 45 ore settimanali in Europa, questo vuol dire che con 2 autisti di un paese ex blocco che costano ancora un 48% in meno di un solo autista italiano si può far scorazzare un camion per l’Europa il doppio con un risparmio del 16/20% istantaneo, senza considerare i contributi e le defiscalizzazioni avute perché si è aperto un’azienda in un paese neo europeo.Queste vanno dal 30% al 75% dell’investimento a seconda del settore(quello automobilistico è il più quotato).
Vi lascio immaginare l’impatto devastante sul mercato dei trasporti per quelle aziende che continuano a tenere le loro sedi al 100% in Italia con tutti i dipendenti in regola in Italia.
Questo discorso è comunque estensibile a qualsiasi attività imprenditoriale dove i dipendenti hanno un forte impatto sui costi aziendali, quindi la maggior parte…….La cosa più incredibile è che tutte le aziende tendono a mantenere la direzione lavori nei paesi d’origine, nel nostro caso la bella Italia, di solito mandano un uomo di fiducia che controlla l’andamento lavori in loco mentre dall’Italia si studiano e programmano le strategie economico-produttive e commerciali.
A conferma che tutte le aziende possono trovare una Cina vicinissima a noi,vi faccio un piccolo schemino, la fonte è un consolato di uno di questi paesi, potete chiamali direttamente e in 5 minuti se avete una mail vi daranno tutte le informazioni del caso,sono preparatissimi:
Costi dei fattori produttivi (uso la stessa dicitura riportata sul documento). Tradotto> salari lordi:
Categoria>>>>> >>>>>>dal min>>> a max
Operaio Generico 290 € 370 €
Operaio Specializzato 355 € 532 €
Impiegato 332 € 750 €
Quadro 627 € 1.043 €
Dirigente 970 € 1.544 €
A questo punto mi sono posto e avrei potuto porvi delle domande, ma credo che chiunque anche l’europeista più convinto se le sia già poste e si senta un po’ AMAREGGIATO…….Forse più di un po’.
Vorrei fare o dire qualcosa per tirarvi su di morale, ma l’unica cosa che mi viene in mente è una domanda, quando entrerà la Turchia cosa succederà???
Un web saluto a tutti





Inserito il novembre 16th, 2009 alle 7:07 pm
Inserito il novembre 16th, 2009 alle 7:29 pm
Inserito il novembre 17th, 2009 alle 2:36 pm