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Carlo Flamigni candidato in Europa

3rd giugno 2009

Carlo Flamigni candidato in Europa

inserito in Politica di parte |

sinistra-perIl Prof. Carlo Flamigni è candidato alle elezioni Europee nella nostra circoscrizione.

Carlo non ha bisogno di presentazioni, professionalmente ha svolto attività clinica e scientifica come primario di Ostetriceia e ginecologia nell’ospedale Maggiore di Bologna.

Carlo è un laico, un uomo che spera e lavora per un futuro in cui la politica sia, come ama dire lui, una attività “oblativa” lontana dagli interessi privati per diventare interesse di tutti.

Carlo svolge la sua attività politica da Forlì ed insieme spendiamo le nostre energie per cancellare l’italico atteggiamento servile  verso il potere  offrendo alle nuove generazioni un esempio di  diritto di cittadinanza. L’uguaglianza verso i doveri.

Dobbiamo imparare a dissentire senza contrapporci additando a noi stessi i principi da non compromettere mai. Abbiamo difronte a noi il compito di costruire una classe dirigente dignitosa perché a mano a mano che la gente ha distolto lo sguardo dalla politica, tra delusione e frustrazione hanno colmato quel vuoto i cinici, le lobby e gli interessi particolari che hanno trasformato il nostro governo in un gioco cui solo loro possono permettersi di giocare. Loro staccano assegni, organizzano feste e festini, e noi restiamo al chiodo con mutui e conti da far tornare, loro pensano di essere padroni del governo della nazione, dobbiamo dirgli che non è così, abbiamo il dovere di  riprendercelo.  E’ il momento di cambiare pagina, iniziamo facendo eleggere Carlo al Parlamento Europeo.

(Gilberto Romboli)

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Questo articolo è stato pubblicato il mercoledì, giugno 3rd, 2009 alle 7:00 am ed inserito in Politica di parte. Puoi tenerti aggiornato sui commenti attraverso il feed RSS 2.0. Puoi scrivere commenti, o fare trackback dal tuo sito.

Attualmente ci sono 5 commenti:

  1. 1 On giugno 3rd, 2009, cuni andrea said:

    Tra i punti programmatici di sinistra e libertà, vi sono alcuni argomenti, ripetutamente, condivisi dalla maggior parte dei forumisti.
    Mi preme elencarne qualcuno, per informare e promuovere un minimo di discussione costruttiva,visto che i mass-media si sono ben guardati dal farlo durante questa campagna elettorale, privilegiando, come sempre, toni, gesta e strilli da comare.
    a)Dall’attuale pesante recessione si può uscire solo solo puntando su un “green deal” mondiale, un nuovo corso economico ecologicamente e socialmente sostenibile a livello planetario. A questo “green deal” la UE può e deve dare un contributo decisivo. In particolare la Unione Europea deve tenere fede agli impegni assunti, al proprio interno e nelle sedi internazionali, rafforzando il protocollo di Kyoto con gli ulteriori obiettivi europei di riduzione di CO2, puntando con decisione e assoluta priorità sulle energie rinnovabili, che possono dare sviluppo a un nuovo tipo di politica industriale.
    b)Dopo l’approvazione del pacchetto energia, è ora necessario dirigere gli investimenti pubblici europei e nazionali verso “l’economia verde”; in particolare nella riqualificazione energetica delle costruzioni e nella vivibilità delle città, nel risparmio energetico, nelle energie rinnovabili, nei trasporti pubblici, nell’informatica e nel telelavoro.
    c)In questo contesto, il ritorno dell’energia nucleare in Italia e la volontà di usare fondi europei per finanziare nuove centrali – da aggiungere a quelli ingenti che già oggi finanziano sicurezza e ricerca- rappresentano una scelta profondamente sbagliata.
    d)va costruita una politica comune e condivisa su grandi scelte: dalla ricerca scientifica, alla formazione, dalla scuola pubblica di qualità, all’universalità di accesso a strumenti ormai indispensabili come internet. L’Europa deve guadagnare terreno e diventare protagonista, mettendo in campo formazione continua per tutta la vita, scuola pubblica di qualità, ricerca e università adeguatamente finanziate prioritariamente con denaro pubblico. Non possiamo accettare la “riforma Gelmini” della scuola e dell’università che taglia arbitrariamente risorse portando l’Italia fuori dall’Europa;
    e) Per rilanciare gli investimenti nella green economy e per una nuova politica industriale é necessario mettere fine ai paradisi fiscali, alle pratiche di elusione fiscale e all’evasione, e incrementare la lotta contro il riciclaggio di denaro, sia nell’Unione Europea che a livello internazionale, così che tutti gli attori del mercato paghino la loro giusta quota di imposte nei Paesi nei quali operano e per sottomettere il potere delle istituzioni finanziarie al controllo democratico.
    Potrei proseguire ma non voglio tediarvi, per chi fosse interessato e appassionato all’argomento aggiungo il link al programma elettorale di sinistra e libertà
    http://www.partitosocialista.it/Portals/PartitoSocialista/Documents/Documentoelettorale.htm

  2. 2 On giugno 4th, 2009, Elena Zaccheroni said:

    Mi dispiace dissentire, ma a parte le riserve sull’uomo, il voto europeo all’ennesimo partitino-atomo della sinistra (come pure per uno dei tre partitini-atomo della destra)nessun aiuto può portare ai bisogni ed alle istanze dell’Italia a Bruxelles e Strasburgo. Come bene hanno capito la Francia, la Germania e l’Inghilterra, in Europa contano i grandi gruppi politici (socialisti e liberali innanzitutto)che uniscono idee e partiti dai comuni programmi e sensibilità, mentre poca attenzione e peso rivestono le peculiarità tutte italiane dei divisori del capello in 4. Ciò che da noi è ormai abitudine e vezzo, in Europa non è compreso e fortunatamente poco considerato, pena la paralisi della politica comune e delle principali scelte politiche: l’esperienza dell’ultimo governo Prodi, paralizzato dai troppi centri di veto e di distinguo dovrebbe averci insegnato qualcosa. Se vogliano che il nostro paese conti qualcosa e comunque più di oggi, non possiamo correre il rischio di disperdere la forza elettorale che il nostro numero di abitanti ci riserva. Teniamoci le nostre particolarità per i nostri parlamenti locali e mandiamo in Europa una forte rappresentanza parlamentare che possa contare qualcosa in seno ai due grandi gruppi che ho nominato e vedremo che i frutti arriveranno. In Europa bisogna starci da europei! Ciao a tutti. Renato

  3. 3 On giugno 4th, 2009, romboli.gilberto said:

    Mi è capitata l’occasione di assistere ad una conferenza del Prof. Romano Prodi in cui faceva osservare che al Parlamento Europeo quando si votano i provvedimenti i parlamentari di Germania, Regno Unito e Francia (di sinistra, centro o destra che siano) votano tutti compatti in una unica direzione. I parlamentari europei italiani sono gli unici che non si riescono mai a compattare. Se sono 70 votano in 70 modi diversi.
    Caro Cappelli pare ovvio pensare che il problema non sia tanto il numero di partiti ma il numero di campanili e il senso perverso del protagonismo.

    Riguardo alle riserve che muovi sul Prof. Carlo Flamigni sarebbe onesto elencarle, visto che lanci il sasso.

    Per finire, cosa intendi per stare in Europa da europei? E’ per caso uguale a stare in Italia da italiani?
    Gilberto Romboli

  4. 4 On giugno 5th, 2009, cuni andrea said:

    Caro Renato, mi sembra di sentire Berlusconi o il vecchio Veltroni, gli ingannatori del voto utile. Appunto perchè votiamo per le elezioni europee, mentre tu citi le esperienze italiane, vedi il governo Prodi e la sua paralisi, il voto a ciò che tu definisci l’ennesimo partitino-atomo della sinistra è un voto di certezza. Visto che tifo per lo schieramento socialdemocratico, votando sinistra e libertà sono certo che chi verrà eletto e se sarà eletto si iscriverà a quel gruppo e si siederà su quegli scranni difendendo i valori che furono della rivoluzione francese libertà, uguaglianza e fraternità.

  5. 5 On giugno 8th, 2009, Renato Cappelli said:

    Cari Andrea e Gilberto, la risposta alle vostre obiezioni nei riguardi delle mie riflessioni sull’utilità del voto frammentato l’hanno data ieri gli italiani per cui non ho molto da aggiungere. Chiedetevi però perché praticamente in tutta Europa esistono sbarramenti minimi per l’accesso dei partiti al Parlamento: saranno mica diventati tutti berlusconiani i seri tedeschi, i pragmatici scandinavi o i democratici inglesi!
    La verità è che accecati dal berlusconismo (si badi bene non parlo di antiberlusconismo)non riuscite a comprendere un semplice atto di buon senso: non è possibile governare un consesso così ampio con una miriade di sigle e di distinguo.
    Giunti al dunque, occorre giocoforza operare una sintesi e spingere al raggruppamento, pena l’ingovernabilità. Questo era quello che volevo dire nello scrivere che bisogna stare in Europa da europei. Quanto alle riserve sul candidato, sono quelle di qualsiasi cattolico di fronte ad un laicismo (non una sana laicità)spinto agli estremi, fino a rendere lecito tutto ciò che è possibile tecnicamente o scientificamente, avulso da ogni prodromica regola o confine etico che dir si voglia (ma queste sono ragioni del tutto soggettive che avevo ritenuto opportuno non esprimere unicamente perché miravo ad un discorso più ampio, quale quello che ho appena ribadito sopra). A risentirci. Renato

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