E’ NATA AGEBA RICERCA
di Sabrina Catani
Lo scorso 7 febbraio a Bologna è stata presentata ufficialmente Ageba Ricerca l’associazione nata grazie ad un gruppo di genitori accomunati dal difficile problema della gestione di un bimbo allergico. L’associazione, che opera da statuto in attività di esclusivo volontariato, ha lo scopo di fornire supporto ai bambini che soffrono di allergie e alle loro famiglie. Attraverso un’opera di sensibilizzazione nei confronti della malattia allergica, Ageba vuole svolgere un ruolo di raccordo fra medici, famiglie e comunità per integrare i bambini allergici nella società, promuovere la ricerca, fornire una maggiore preparazione tecnico-scientifica al personale medico e paramedico, oltre a sviluppare una rete di enti di riferimento per dare informazioni e supporto sulle problematiche connesse a questa malattia. Ageba ha sede a Bologna all’Ospedale S. Orsola e molto importante è che fondatori dell’associazione, oltre ai genitori, sono gli stessi medici del nosocomio, tra cui il Prof. Masi, Direttore dell’Unità Operativa Pediatria o il Dott. Ricci, allergologo. Proprio il Dr. Ricci ha spiegato come l’allergia accompagni l’uomo fin dalla storia più antica. Dai geroglifici sulla sua tomba pare infatti che il Faraone Menes, cui è attribuita l’unificazione del Basso con l’Alto Egitto, nel 2621 a.c. morì per una puntura di vespa. Anche il fratellastro di Nerone, Britannico, sembra fosse allergico ai cavalli, mentre citazioni di cibi che causano strane reazioni si hanno in Orazio e in Thomas More. A parte le note storiche i primi reali studi e sperimentazioni sono datati XIX secolo e da allora proseguono per riuscire a conoscere meglio questa malattia. L’allergia è una reazione immunologica, causata nella maggior parte dei casi da anticorpi IGE, caratterizzata da manifestazioni eccessive, che possono portare fino alla morte, nei confronti di sostanze abitualmente innocue: gli allergeni (molecole antigeniche, ossia estranee al nostro corpo, che causano tali reazioni). Gli allergeni sono praticamente infiniti, ma i più frequenti sono dati da animali (come gatto e cane), dagli acari, da cibi (spesso arachidi, uova o latte) e da pollini (quali betulla e graminacee). Le malattie allergiche possono manifestarsi in diversi modi: rinite allergica, dermatite atopica, asma e allergia alimentare; si può essere colpiti da una sola di esse, ma non è infrequente avere tutte e quattro le sintomatologie. Si parla infatti di marcia atopica nel senso che vi è la tendenza della trasposizione di un sintomo verso l’altro nel corso del tempo, con una forte presenza di allergie alimentari e dermatite atopica nei primi anni di vita che, con l’aumento dell’età, vengono superate da asma e rinite allergica. Da recenti indagini la frequenza delle allergie negli ultimi 10 anni è in aumento tanto che il 25/30% dei bambini in età pediatrica ne soffre. Anche se sembra vi sia una predisposizione genetica è difficile fare previsioni sulla manifestazione di allergie, visto che i geni coinvolti sono tantissimi; è invece possibile giungere ad una diagnosi corretta già con i test cutanei, che hanno il vantaggio di non essere particolarmente aggressivi e di costare poco. In casi particolari si possono fare test in vitro o challenge per allergie alimentari da tenersi in ospedale vista la delicatezza della prova (sono somministrate dosi crescenti di un cibo che crea reazione allergica) e il rischio che comporta. Le allergie, oltre a portare conseguenze dirette e molto pesanti su chi ne soffre, hanno un impatto molto traumatico sulle famiglie, tanto che a livello psicologico il disagio già per una dermatite atopica (la manifestazione più lieve) è superiore a quello causato da una diagnosi di diabete. Non è infrequente la necessità di un aiuto psicologico per i famigliari che si trovano spesso a dovere gestire la vita di un bimbo allergico senza avere supporto e informazione a livello medico e sociale. E’ facile cadere in preda alla depressione e alla sensazione di isolamento perché l’allergia è un problema che coinvolge direttamente i nuclei famigliari, ma non sempre la società la considera con il giusto rilievo. Le scelte di una famiglia con un bimbo allergico ruotano necessariamente attorno alla gestione dell’allergia, con una continua necessità di tutela verso chi ne soffre, che però viene frequentemente percepita all’esterno come una manifestazione di iperprotezione isterica. Ben venga dunque Ageba perché sia spezzato il senso di solitudine e abbandono delle famiglie, sia coinvolta la società nella conoscenza e cura dell’allergia e si offrano nuove speranze a tanti bambini. Per informazioni: ageba.ricerca@gmail.com – tel. 392 5461492





Inserito il maggio 6th, 2009 alle 10:23 am
Inserito il maggio 12th, 2009 alle 10:42 am