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Comunicare nel traffico

19th gennaio 2009

Comunicare nel traffico

Ho aspettato che le spoglie mortali della ragazza (Alice) che è rimasta uccisa recentemente in un passaggio pedonale a Forlì trovassero il giusto riposo.

Non riesco nemmeno lontanamente a pensare cosa possa passare per la testa ai suoi poveri genitori né tanto meno alle due automobiliste coinvolte in questa tragedia ma mi sembra giusto e fondamentale cercare di trarre da ogni disgrazia un’occasione per riflettere e, magari fosse possibile, evitarne altre di simili.

Proprio il giorno della disgrazia mi sono fermato per far passare un ragazzo di fronte al supermercato Conad di Meldola e chi sopravveniva da dietro mi ha superato (la corsia è piuttosto larga nei pressi del passaggio pedonale) sfrecciando come un pazzo; io ed il ragazzo ci siamo guardati per un istante con sguardo di compatimento dopodiché … tutto passato, tutto dimenticato … o forse no!

La prossima volta che mi fermerò ad un passaggio pedonale metterò anche la freccia a sinistra così da non invogliare altre furbate del genere!!! Magari cercherò personalmente di ricordarmi che nei centri abitati è bene andare più piano … quanti errori fatti senza pensare a cosa poteva succedere!!!

Adesso il prontuario predisposto dal Presidente della FIAB (Federazione Italiana Amici della Bicicletta) di Forlì (Antonio Morgagni) che ritengo un grande anche perché si propone presso tutte le scuole per l’insegnamento dell’educazione stradale e denuncia gli incroci o le strade più pericolose. E’ una persona veramente speciale anche perché queste sue conoscenze non sono prettamente ed unicamente scolastiche bensì maturate sulla strada di tante nazioni europee che ha “girato” spesso in bicicletta. Vi invito ad una lettura attenta perché sicuramente è vero che in tanti (quasi tutti) siamo automobilisti ma in realtà nasciamo come pedoni prima e come ciclisti poi … ma molte volte alcuni passaggi sono per noi automatici e rileggere alcuni consigli fa sempre riflettere!!!

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Comunicare nel traffico

Nella netta maggioranza dei paesi civili, gli utenti deboli non hanno bisogno di rivendicare il proprio diritto di precedenza, diritti e doveri sono spesso acquisiti e praticati nel traffico quotidiano. Nel nostro paese, per pedoni e ciclisti nel traffico, la comunicazione assertiva diventa una necessità vitale.

Il fattore comunicativo è in grado di migliorare in modo significativo i rapporti tra gli utenti della strada.

La comunicazione nel traffico può funzionare quando le strategie di trasmissione dei messaggi sono adeguate da parte dei partecipanti al traffico, quando i messaggi comunicativi giungono ai destinatari e tornano al mittente con un appropriato feedback.

Errori frequenti del pedone

– Il pedone italiano sembra avere un comportamento di riverenza verso gli automobilisti

-Il pedone si posiziona davanti alle strisce pedonali in postura statica e non cerca il contatto visivo

– Il pedone fa a volte un passo indietro quando entra in contatto visivo con l’automobilista

– Il pedone attraversa di corsa

– Il pedone spesso non guarda in direzione del 1° veicolo in arrivo

– Il pedone non coglie i segnali dell’automobilista intento a dare la precedenza

– Il pedone si ferma sulla linea di mezzeria.

Strategie del pedone

Le strategie di comunicazione passano attraverso il “body language”, il pedone può trasmettere i propri messaggi con tutto il corpo.

Il pedone che si appresta ad attraversare la strada:

  • non si posiziona mai in postura statica, a piedi uniti e con il busto rivolto verso le strisce, ma si pone in modo dinamico con il piede destro spostato in avanti come se stesse per camminare, il busto è girato a 45° verso il traffico in arrivo,

  • il capo è rivolto in direzione del traffico e si cerca il contatto visivo con il conducente in arrivo, talvolta è sufficiente muovere la testa verso l’alto e il basso per indicare le proprie intenzioni di comunicare e di voler attraversare,

  • i gesti facciali svolgono un ruolo anch’esso importante, un sorriso è sempre buon accetto e mette di buon umore chiunque, anche l’automobilista più stressato,

  • occorre aspettare il feedback, accertarsi che il messaggio abbia centrato l’obiettivo prima di iniziare ad attraversare,

  • nel caso in cui il primo messaggio sia stato insufficiente, occorre comunicare in modo più deciso e più visibile, alzando il braccio, meglio quello destro in quanto la sua prospettiva è meno aggressiva di quello sinistro,

  • il primo feedback che il pedone riceve è il rallentamento della velocità del veicolo, quindi la comunicazione continua come fosse un dialogo, il pedone risponde con cenno del capo e avanza con la seconda gamba,

  • il conducente risponde con un ulteriore rallentamento, se questi dovesse sembrare ancora indeciso se fermarsi o no per dare la precedenza, in genere dipende quasi esclusivamente dalla determinazione del pedone, dalla sua capacità di aver recepito e acquisito le strategie comunicative,

  • in fase di attraversamento, occorre mantenere un passo determinato e costante oltre la linea mezzeria, ogni forma di indecisione costituisce un messaggio che incoraggia e sollecita il conducente italiano in arrivo a continuare la corsa,

  • un grave errore che il pedone non deve mai commettere è quello di sostare sulla linea di mezzeria, anche in caso di presenza di isola salvagente.

Il Ciclista

Nel traffico ci sono 4 tipi fondamentali di guida: Sicura, Pericolosa, Difensiva e Offensiva .

La Guida Sicura del ciclista si avvale della dotazione dei dispositivi obbligatori per la comunicazione: campanello, luci e catarifrangenti.

La Guida Sicura si avvale anche della dotazione di accessori facoltativi, soprattutto per i ciclisti bambini: catarifrangenti anteriore, posteriore e laterali – paletta catarifrangente per la distanza di sicurezza laterale – bandierina – casco – gilet catarifrangente – campanello-clacson – luci intermittenti – lucine sulle valvole delle ruote – pedali con luci intermittenti – ecc.

La “Guida Sicura” può essere sinteticamente definita dallo slogan “Più sei visibile, più sei sicuro”.

La Guida Difensiva: è una tecnica che va oltre la Guida Sicura, si avvale fondamentalmente del contatto visivo al fine di prevenire in tempo sufficiente i comportamenti offensivi degli altri partecipanti al traffico.

Strategie del ciclista

Il signor ciclista è in grado di attuare questo modello di guida ed è capace di comunicare in modo efficace grazie al “body language”: uso del braccio e della testa.

– Per comunicare il proprio cambio di direzione di marcia, è necessario volgere prima la testa e poi lentamente alzare il braccio fino a formare un angolo retto con il proprio corpo.

– La comunicazione può essere resa più efficace sia da una leggera agitazione del braccio, sia dal pronunciamento del dito indice della mano.

La comunicazione in generale, così come quella nel traffico, si basa prevalentemente sullo scambio alternato di segnali e di feedback in cui il sorriso/smile svolge una funzione importante ed efficace.

La comunicazione è tanto più valida, quanto più è chiara, determinata, assertiva e gentile, per esempio: un braccio alzato a 45° gradi è meno persuasivo di un braccio alzato a 90°, il contatto visivo supportato da un sorriso di ringraziamento è sicuramente più incisivo di un contatto superficiale.

Il Signor Ciclista, avvalendosi dei modelli di Guida Sicura e Difensiva, riesce a pedalare con tranquillità e dignità, quasi come avesse davanti a sé un tappeto rosso; è consapevole dei suoi diritti di partecipazione al traffico, è dotato dei giusti dispositivi e accessori per farsi sentire e vedere, è forte della propria capacità assertiva di comunicare.

L’automobilista

Oltre ai consueti e diffusi metodi comunicativi: indicatore di direzione, clacson e luci, l’automobilista può perfezionare il proprio modello di guida difensiva con l’uso delle 4 frecce intermittenti.

  • In caso di rallentamento improvviso: accendere le 4 frecce intermittenti

  • In caso di indecisione da parte del pedone nell’attraversare sulle strisce pedonali: accendere le 4 frecce intermittenti

  • In caso di retromarcia in cui la visuale è mediocre: accendere le 4 frecce intermittenti

All’interno di una rotatoria è consigliabile indicare sempre la propria direzione di marcia al fine di agevolare la comunicazione con gli altri partecipanti al traffico, sia in caso di uscita dall’anello, sia in caso di rotazione.

Penso sia un’ottima lettura per noi ma anche per i nostri figli!!!

Termino l’articolo con una riflessione che il buon Antonio mette in ogni suo messaggio e-mail:

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“La vita è come andare in bicicletta, se vuoi stare in equilibrio devi muoverti.”

Saluti radiosi

Questo articolo è stato pubblicato il lunedì, gennaio 19th, 2009 alle 10:00 pm ed inserito in Famiglie & bambini, Riflessioni, Salute. Puoi tenerti aggiornato sui commenti attraverso il feed RSS 2.0. Puoi scrivere commenti, o fare trackback dal tuo sito.

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