Un’altra riflessione in dialetto romagnolo
Questa invece è una storia che mi è stata raccontata al lavoro.
In pratica si tratta di un contadino che, dopo aver caricato all’inverosimile “e baròz” lungo il viaggio per portare il raccolto a “e Cunsòrzi” imprecava a più non posso frustando i buoi che faticavano a vincere la salita di un ponte (a gobba d’asino)
In pratica due vigili sentendo tutte queste imprecazioni lo multano di una certa cifra e questi gli da una banconota di taglio superiore (oltre il doppio della multa comminata) al che i vigili cercano il resto nelle loro tasche e lui ribatte:
No stasì a dèm e rèst, ora ca san arivè in vèta a sta salida u po dès càvn’epa da de d’itar …
Vediamo chi traduce correttamente alla lettera la frase di cui sopra e vediamo anche se sapete cosa sono gli “articioc” in dialetto romagnolo (sempre più difficile :-)))
Saluti radiosi
P.s.: Vediamo chi traduce correttamente alla lettera la frase di cui sopra e vediamo anche se sapete cosa sono gli “articioc” in dialetto romagnolo (sempre più difficile :-)))






Inserito il Settembre 21st, 2008 alle 9:49 pm
Inserito il Settembre 22nd, 2008 alle 7:40 pm
Inserito il Settembre 22nd, 2008 alle 9:59 pm
Inserito il Settembre 24th, 2008 alle 6:17 pm
Inserito il Settembre 25th, 2008 alle 9:22 am