Bugie Nucleari
Il titolo del libro che ho appena finito di leggere e’ proprio questo:
Bugie nucleari - La storia vera di due scienziati che hanno gestito le conseguenze di Chernobyl.
Di questo libro, che metto a disposizione di chi voglia leggerlo, ho appreso due cose veramente sconvolgenti che provero’ a sintetizzare di seguito e che sono mirabilmente anche sintetizzate in una mail inviatami da chi da tanti anni si occupa appunto dell’incidente nucleare piu’ famoso al mondo di cui riporto alcuni stralci in seguito
Quale fiducia puo’ essere assegnata alla tecnologia del nucleare, se i suoi promulgatori (l’AIEA: Agenzia Internazionale Energia Atomica) ne basano il concetto di scientificita’, imparzialita’, onesta’morale ed intellettuale, sull’ accordo truffa del 1959 con l’OMS (Organizzazione Mondiale Sanita’), in cui espressamente viene posto un veto unilaterale sulla divulgazione dei dati sanitari in caso di incidente nucleare o contaminazione radioattiva? L’accordo truffa e’ la legge WHA 12-40 del 28.05.1959 in cui viene mondializzata l’omerta’sugli effetti delle radiazioni sulla salute umana (…VEDI QUI…).
Ma se questo e’ il peccato originale, ancora piu’ grave e’ stato lo spietato e cinico utilizzo del potere unilaterale auto-assegnatosi dall’AIEA e che ha toccato l’apice dell’arroganza con la divulgazione del rapporto del Chernobyl Forum del settembre 2005, in cui scienziati iscritti nel libro paga dell’AIEA, minimizzano drasticamente le conseguenze dell’incidente di Chernobyl, fino a sfiorare (purtroppo tragicamente!) il ridicolo (…VEDI…).
Ho gia’aderito all’appello per cercare di svincolare l’OMS dall’accordo di cui sopra!
Tornando invece all’energia dall’atomo che credito dare ad una tecnologia disseminata nel tempo di incidenti e vittime tenuti nascosti (…VEDI…) ed a una gestione che, spudoratamente, gioca sul numero dei morti e delle conseguenze in campo sociale ed ambientale con l’unico obiettivo di diminuire il risarcimento ed i dovuti indennizzi?
A costo di apparire paranoico riporto un’affermazione tratta direttamente dal libro di cui sopra e che il Prof. Yuri Bandazhevsky si ripeteva ogni mattina per cercare di sopravvivere ad una prigionia in condizioni paurose (5 anni) per aver in pratica denunciato i casi di cancro dovuti al fallout nucleare degli esperimenti nucleari degli anni ‘60: “Non credere a niente, non temere niente, non chiedere niente” (motto che derivava da chi viveva nei Gulag ….)
Adesso questo professore pellegrina per l’Europa cercando di portare la sua esperienza: VEDI
Per tali ragioni accolgo l’invito rivolto da Massimo Bonfatti a porre ed a porsi il problema del nucleare dal punto di vista etico: non per pregiudizio, ma per “giudizio”.
Si puo’ anche serenamente leggere relazione, seria e meticolosa, del prof. Angelo Baracca (…VEDI…)
Infine penso che la proposta “Un sito per amico” in cui, in pratica, si intende sensibilizzare i vari gruppi Consigliari di Comuni - Province e Regioni affinche’ affinche’ si porti in Consiglio un ODG volto ad offrire o meno un’area del proprio territorio per la costruzione di una centrale nucleare in modo perlomeno da condividere insieme in modo partecipato e democratico la localizzazione della centrale stessa e creare anche una coscienza nelle persone sull’argomento. Qualche Consigliere/amministratore e’ disposto a portarlo in Consiglio Comunale a Meldola, o chiedo troppo?
Staremo a vedere…. Saluti radiosi






Inserito il Giugno 15th, 2008 alle 12:06 am
Inserito il Luglio 12th, 2008 alle 8:38 am
Inserito il Ottobre 11th, 2008 alle 4:00 pm