SUV: l’emblema della follia
Salve a tutti mi chiamo Sabrina Catani, abito a Meldola da quasi 18 anni, ma per motivi di lavoro e per impegni personali vivo piu’ a Forli’ che qui e quindi non sono molto conosciuta, se non da pochi amici intimi.
Romeo mi ha chiesto di scrivere qualcosa nel blog della citta’dove vorrei essere piu’ presente. Non avendo molto tempo a disposizione ho rispolverato un articolo che avevo scritto per il mensile Libres e che risale al 2004, ma leggermente riadattato purtroppo e’ attualissimo visto che da allora non e’ stato fatto niente.
Si chiamano SUV (Sport Utility Vehicles) e Lega Ambiente li definisce “l’emblema della follia dell’ipermotorizzazione contemporane”. La vendita di questi veicoli negli ultimi anni ha conosciuto un costante aumento che, in un paese come il nostro, pone diversi problemi: il principale e’ che questi mezzi, di dimensioni nettamente maggiori rispetto a qualunque auto “normale”, e originariamente concepiti per percorsi accidentati, sono usati prevalentemente in citta’. Tutti conoscono le caratteristiche degli insediamenti urbani in Italia, strade strette, pochi parcheggi, traffico caotico, alle quali i SUV, per i loro connotati strutturali, sono fisicamente inadatti; infatti le loro misure non solo li rendono difficilmente maneggiabili per le nostre “stradine”, ma possono costituire un fattore di pericolo per gli altri.
Secondo problema, di non poco conto, e’ che questi mezzi hanno consumi urbani superiori del 60/70% rispetto alle altre auto ed emettono fino al triplo di anidride carbonica. Il loro impatto ambientale e’ percio’ dirompente.
Ma se i SUV sono scomodi da usare, molto inquinanti e, aggiungo io, piuttosto costosi, a cosa e’ dovuto il loro successo? Qualunque possessore di un gippone vi dara’la stessa risposta: le loro dimensioni li rendono piu’ sicuri rispetto a qualunque altro veicolo. In poche parole i possessori di SUV soffrono di quella che potrei definire “sindrome del carro armato”: girano blindati per tutelare la propria sicurezza.
Il teorema della sicurezza si puo’ pero’ facilmente confutare: innanzitutto il baricentro alto li rende molto instabili. Secondo Quattroruote “in certe manovre d’emergenza le fuoristrada risultano piu’ impacciate, meno agili e disinvolte e quindi per costituzione piu’ inclini all’incidente”. A questo si possono aggiungere un forte pericolo di ribaltamento (tre volte maggiore in caso di incidente rispetto ad una normale auto), spazi di frenata piu’ lunghi, e maggiori difficolta’di guida causate dalle marce ridotte, adatte per percorsi sterrati.
Si potrebbe sostenere comunque che i SUV, in caso di scontro, hanno “la meglio” sugli altri veicoli. Purtroppo e’ vero nel caso di incidenti con mezzi piu’ piccoli, ma la loro rigidita’si traduce in minore assorbimento dell’urto in caso di scontri con autocarri o ostacoli fissi, a discapito del corpo dei loro occupanti.
La cosa che pero’ piu’ mi disturba rispetto a questa tipologia di auto non e’ tanto la pericolosita’per chi le guida (che ha scelto liberamente di comprarle) ma per le persone e auto “normali”. Un SUV e’ molto pesante e alto, in caso di scontro si rischia l’effetto schiacciasassi nei confronti del mezzo piu’ piccolo: il gippone sale sul cofano dell’auto, lo schiaccia ed entra col muso nel parabrezza. In piu’ di meta’degli incidenti mortali che coinvolgono un’auto normale e un SUV, il morto e’ a bordo dell’auto normale, solo nel 17% dei casi e’ a bordo del SUV; per un guidatore di berlina urtato lateralmente il rischio di perdere la vita e’ 30 volte superiore se l’incidente e’ causato da un fuoristrada.
Un SUV e’ alto. Il guidatore difficilmente riesce a vedere cosa succede “sotto” di lui: se passa un pedone, tanto meno se passa un bambino. La testa di un bimbo poi normalmente e’ all’altezza delle “bull bars” letteralmente barre anti-toro, i paraurti aggiuntivi e sporgenti nati per rinforzare il cofano in caso di scontri con animali pesanti e “tipici delle nostre citta’” quali tori, canguri, bufali ecc. In un centro abitato la loro utilita’e’ solo quella di rendere quasi certamente letale lo scontro contro chi ha la sfortuna sbatterci, specie se pedone o ciclista. Una direttiva del Consiglio Europeo del 26.11.2001 ne sanciva il divieto, ma nel 2004 l’unico paese che l’aveva recepita era stata la Danimarca.
Se all’estero l’opposizione contro i SUV negli ultimi anni e’ andata aumentando (come negli USA o in Francia) l’Italia, dopo qualche annuncio di moratoria di accesso nei centri urbani e di tasse contro i possessori di mezzi inquinanti, tra i quali i gipponi entrano di diritto, non ha in concreto fatto niente.
Certo che noi a Meldola in materia siamo all’avanguardia: possiamo vedere circolare per le nostre “larghissime” strade l’Hummer H2, riadattamento urbano di un mezzo blindato usato dall’esercito USA durante la guerra del Golfo.
In ogni modo mi auguro che presto qualcosa si muova anche per gli italiani perche’ non e’ concepibile che la sicurezza di pochi vada a discapito di chi e’ debole e indifeso in quanto bambino, pedone o ciclista, o in quanto economicamente non in grado di permettersi un SUV; tanto piu’ che tale sicurezza non e’ supportata dai fatti.





Inserito il maggio 26th, 2008 alle 12:48 pm
Inserito il maggio 26th, 2008 alle 2:17 pm
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Inserito il maggio 27th, 2008 alle 9:37 am
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