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Lettura triste sulla pena di morte

20th aprile 2008

Lettura triste sulla pena di morte

Sarebbe bello se qualcuno potesse dimostrarmi che e’ fasulla; con i miei limiti informatici ho provato a cercare in rete ma non sembrerebbe una bufala … poveri noi!!!!

L’eurocrazia reintroduce la pena di morte. In segreto.

di Maurizio Blondet – 16/04/2008

In nessun Pese europeo e’ ormai in vigore la pena capitale. Ma ora, tutti stanno per introdurla senza saperlo – o senza dirlo – semplicemente per il fatto di ratificare il Trattato di Lisbona, la cosiddetta costituzione europea. Lo segnala Helga Zepp-Larouche (la moglie di Lyndon), messa a sua volta sull’avviso da un insigne gruppo di giuristi tedeschi ed austriaci (1).

Uno di loro, il professor Albrecht Schachtschneider, uno dei quattro giuristi che stilarono uno storico esposto contro il Trattato di Maastricht, ha spiegato come la pena di morta venga reintrodotta alla chetichella. Non e’ citata nel testo del trattato, ma in una nota di una nota a pie’ di pagina.

Proprio cosi’: chi accetta il Trattato di Lisbona accetta con cio’ anche la Carta dell’Unione Europea. La quale proclama: la pena di morte e’ abolita, ma poi rimanda ad una nota a pie’ di pagina, in cui si legge: «Eccetto che in caso di guerra, di disordini, di insurrezione» (war, riots, upheaval). La cosa e’ di estrema gravita’giuridica.

Un intero super-diritto penale speciale viene affermato in una nota, senza alcuna definizione dei reati da punire con la pena suprema. Chi decide che i «disordini» eventuali hanno raggiunto un’intensita’tale da far sospendere l’abrogazione della pena di morte? Quali tribunali la irrogheranno? Tribunali speciali, appositamente allestiti per l’emergenza? E quando una serie di proteste di massa comincera’a venire giudicata come «insurrezione», passibile di morte?

Ed anche la menzione del caso di guerra, che potrebbe sembrare accettabile (molti Paesi mantengono la pena suprema nel diritto di guerra), assume invece una terribile ambiguita’nel contesto del Trattato di Lisbona.

Difatti, per la Clausola di Solidarieta’, ogni nazione europea e’ tenuta a partecipare ad azioni militari quando si tratti di lottare contro «azioni terroristiche» in qualunque altra nazione. Ovviamente, nota Helga Zepp, il concetto di «azione terroristica» e’ molto indefinito, colmabile a piacere dei significati piu’ opportuni. Chi ha il potere di definire un atto «terroristico»?

Quello almeno lo sappiamo: Israele. Il popolo eletto ha il potere di definire «terroristici» gli atti di autodifesa del popolo palestinese come dei libanesi sciiti (Hezbollah) o addirittura designare interi stati (Siria, Iraq, Iran) come «terroristi», e la definizione di Israele viene immediatamente adottata dai servi noachici europei.

Come noto, Sion cerca continuamente di ampliare la latitudine della fattispecie delittuosa: i proclami dell’imam di Carmagnola sono «complicita’in terrorismo» per i vari ministri dell’Interno, e sono costati al patetico personaggio l’espulsione con decreto di polizia, extra-giudiziale: gli e’ andata ancora bene, col Trattato di Lisbona rischiava la testa. Ma noi, sotto il Trattato, ci resteremo.

La critica ad Israele per le atrocita’contro i palestinesi e’ – come ha sancito l’esimio giurista delle note-spese truccate, Napolitano – puro e semplice «antisemitismo». Dunque gia’quasi «complicita’in terrorismo». Ancora uno sforzo (del «grande amico di Israele», il Salame) e rischiamo tutti di finire impiccati: a pie’ di pagina. Ossia in qualche scantinato del Viminale, o della Corte Europea? Non si sa.

Il testo del Trattato di Lisbona viene ratificato di nascosto dai parlamenti nazionali, senza discussione pubblica ne’ dibattito aperto. In Germania, dice Zepp-LaRouche, il testo non e’ stato nemmeno pubblicato (e non vorrei sbagliare, nemmeno in Italia). Del resto, cosi’ com’e’, e’ incomprensibile per i non addetti ai lavori.

Per comprenderlo, bisogna integrarlo passo passo con la Costituzione europea defunta – quella che fu bocciata per referendum da Francia e Olanda nel 2005 – perche’ ad essa fa riferimento Lisbona. E in che modo?

Con un trucco ben noto al sistema parlamentare-leguleio italiano: la inserzione. Il trattato di Lisbona e’ tutto un seguito di espressioni come: «Articolo 5, punto 9, sotto-sezione 2 – la parola A e’ sostituita dalla parola B». E cio’ per 400 volte. Solo dopo che uno studente di legge di Lipsia s’e’ accollato la fatica, e l’ha postata su siti web, il governo tedesco ha messo in circolazione il testo.

Alcuni giuristi, fra cui il citato Schachtschneider, e il professor Hans Klecatsky, uno degli estensori della costituzione austriaca, hanno dunque esaminato il lavoro di taglia-e-cuci burocratico. Hanno ritrovato la pena di morte per «disordini» a pie’ di pagina, e molto di piu’.

Soprattutto, il definitivo esautoramento dei parlamenti: di quello europeo, il solo corpo elettivo della UE, e a maggior ragione dei parlamenti nazionali, chiamati solo a ratificare senza discutere cio’ che decidono la Commissione e il Consiglio. Anche e soprattutto in caso di «guerra, disordini, insurrezioni» e «atti di terrorismo»: basta che uno Stato, un ministro Frattini qualunque (2), proclami che e’ in corso un «atto di terrorismo» (i quali, come sappiamo, possono esesre provocati «false flag»), e tutti i Paesi si trovano in guerra, senza diritto di esenzione ne’ di veto.

E’ comicamente significativo che l’onnipotente Commissione si arroghi la decisione su tutto, tranne che sulla «politica estera e sulla sicurezza»: a decidere quelle per noi ci pensa la NATO. Ossia Us-raele. Che abbiamo visto come decide e definisce i «terroristi»: domani, non potremo piu’ rifiutarci a partecipare alla prossima invasione per il bene di Sion.

Ripetiamo: tutto cio’ sta passando alla chetichella, di nascosto dai cittadini. Zitti zitti piano piano. La prova viene da uno scoop del Daily Mail irlandese (3).

L’Irlanda e’ il solo, ultimo Paese, in cui il Trattato di Lisbona sara’sottoposto a referendum popolare, perche’ cosi’ prevede la Costituzione irlandese (che poi sara’abolita). Il giornale e’ venuto in possesso di un memorandum al governo britannico, in cui la diplomatica britannica Elizabeth Green rende noto il risultato di un suo incontro dietro le quinte con Dan Mulhall (direttore generale al ministero Esteri irlandese per la UE): costui assicurava i britannici che il governo irlandese si impegna in una campagna di disinformazione attiva dei suoi cittadini, «concentrando l’informazione sui benefici generali della adesione alla UE piu’ che sul trattato di Lisbona in se’».

Nessuna pubblicazione, sordina alla «libera» stampa (che «liberamente» accetta di tacere). Il governo irlandese ha persino chiesto alla Commissione di Bruxelles di «moderare il tono o ritardare ogni annuncio» che possa essere «controproducente», nel senso di svegliare gli elettori alla realta’. Il governo irlandese ha anche deciso la data del referendum, il 29 maggio, «ma ne ritardera’l’annuncio in modo da tenere il campo del No all’oscuro» fino all’ultimo, sicche’ non abbia tempo di preparare una campagna d’informazione efficace.

Non credo che questo atteggiamento abbia avuto mai un precedente: mai nella storia un governo eletto, che esercita la sovranita’del popolo per sua delega, deve aver venduto la sovranita’ad una burocrazia trans-nazionale e irresponsabile in questo modo surrettizio. E’ chiaramente una situazione che puo’ giustificare «disordini» e «insurrezioni» da parte dei popoli traditi. Ma come abbiamo visto, l’eurocrazia si e’ premunita con nota a pie’ di pagina.

La rivolta contro l’oligarchia non eletta e’ diventata delitto di Stato, gli oppositori alla vendita sono nemici di Stato, i soli contro cui si applica amcora la pena capitale. Lesa maesta’del Mostro Freddo. Il Mostro Freddo e’ ormai sicuro del fatto suo.

La ratifica del Trattato di Lisbona e’ ancora incompleta, ma gia’gli oligarchi non-eletti di Bruxelles hanno deciso di come dotare il futuro presidente della UE (gia’deciso anche quello: deve essere Tony Blair) dei simboli di «status» che gli competono (4). Barroso gli ha dato una «residenza ufficiale tipo Casa Bianca», uno staff personale di 22 persone, e avra’anche un jet presidenziale tipo Air Force One.

1) Helga Zepp Larouche, «Demand a referendum on EU Lisbon Treaty», EIR 7 marzo 2008. Vede anche: «Death penalty in Europe: only for enemies of the state», Brussels Journal, 13 aprile 2008.

2) Yrsa Stenius, ombdusman per la stampa in Svezia, sta gia’cercando di incriminare i blog che a suo giudizio «vanno troppo oltre»: su Internet, s’e’ lagnata la signora, «ciascuno puo’ scrivere cio’ che gli salta in testa, e io temo che questa tendenza possa contagiare i grandi media» (sic).

3) «The Treaty Con – Leaked e-mail reveals government plans to hoodkwind voters», Irish Daily Mail, 14 aprile 2008.

4) Bruno Waterfield, «Palace, jet and staff of 22 for the next European president», Telegraph, 14 aprile 2008.

 

Saluti radiosi ma anche preoccupati.

Questo articolo è stato pubblicato il domenica, aprile 20th, 2008 alle 11:50 pm ed inserito in Politica apartitica, Riflessioni. Puoi tenerti aggiornato sui commenti attraverso il feed RSS 2.0. Puoi scrivere commenti, o fare trackback dal tuo sito.

Attualmente c'è un commento:

  1. 1 On aprile 22nd, 2008, arnaldo cuccu said:

    Caro, carissimo Romeo ti ringrazio per il gentile pensiero da te avuto nei miei riguardi. D’avermi fatto conoscere questo meraviglioso sito ove ogni meldolese in qualunque parte del mondo lo si ritrovi .Si, ognuno di noi, può dialogare apertamente con coloro che leggono le parole in esso poste. Molte sono le domande e poche le risposte. Chi siamo? Che cosa mai desideriamo dalla vita? E… la vita… che cos’è? Come la si manifesta? E perchè avvengano ancora lotte cruenti, corpi ed anime allo sfascio? Possibile che non vi sia alcuno che si lasci attraversare da una luce che estinguersi non può? No, non siamo padroni della nostra esistenza: ci è stata data in dono. Non può arrogarsi alcuno di toglierla ad altri. Il bene preziosissimo è uno e lo dobbiamo rendere mondo, pulito, questo è un nostro diritto. Le buone azioni
    si devono manifestare sempre e ovunque. Le guerre sono il germe che recano sempre una sconfitta. Non vi sono vincitori. Anche se una sola persona dovesse lasciar la terra si è sconfitti. Abbasso la guerra. Viva la pace. Scriviamolo in ogni luogo ove si va. Evviva la libertà. La libert d’amare la vita in ogni istante.

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