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Dal Molin alle elezioni

13th marzo 2008

Dal Molin alle elezioni

Questa mi ha veramente incuriosito, che sia un nuovo modo di vedere la politica?

Che serva un buco in una montagna (ma non solo) per risvegliare una certa coscienza civica?

COMUNICATO STAMPA

 

BASE USA VICENZA — ALLE ELEZIONI PER ROMPERE GLI SCHEMI

La chiocciola si e’ messa in cammino

 

Rompere i meccanismi della rappresentanza; sostituire la delega con la partecipazione diretta; costruire forme di condivisione che evidenzino l’ipocrisia degli spot elettorali. Una lista di donne e uomini per aprire un nuovo percorso politico di partecipazione: sara’questa la presenza all’interno della campagna elettorale di coloro che a Vicenza hanno scelto la mobilitazione contro l’imposizione.

Una lista che non e’ un fine, bensi’ un mezzo: non corriamo per conquistare il Palazzo, ma per sperimentare forme altre di autogoverno e autogestione. In queste settimane, per descriverci il percorso che abbiamo fatto, abbiamo usato la metafora della chiocciola: lenti, ma sempre in movimento; riflessivi, ma con un grande bagaglio di esperienze, sensibilita’, diversita’che ci portiamo sempre sulle spalle.

 

Abbiamo discusso in modo permanente, trovandoci la sera e riconvocandoci il giorno successivo; abbiamo ascoltato cosa aveva da dirci Vicenza, senza costruire eventi mediatici ma sfruttando i gazebo della raccolta firme: perche’ ascoltare e’ diverso dal fare propaganda. Ci siamo chiesti che significato ha la crisi della rappresentanza, come dovrebbe comportarsi un consigliere comunale, quali contenuti dovrebbe avere un programma.

 

Ne abbiamo concluso che un programma non e’ un testo, ma un percorso; che la crisi della rappresentanza nasce dai processi di delega; che un consigliere comunale dovrebbe essere al servizio di molti e non in rappresentanza di alcuni. Abbiamo deciso di metterci in gioco ancora una volta, dicendoci che abbiamo ancora tanto da imparare, una lunga strada da fare. Vogliamo provare a costruire collettivamente pratiche di gestione collettive della nostra comunita’; la nostra non sara’una lista di persone, ma un intreccio di pensieri.

 

Abbiamo saputo dar vita al Presidio Permanente, spazio di diversita’e confronto, ma soprattutto di partecipazione; abbiamo dimostrato che condividere e’ possibile: ora portiamo la nostra sfida nel campo di coloro che piu’ ci sono lontani. Vogliamo mettere in discussione il monopolio del potere decisionale fondato sulla delega: perche’ partecipare non solo e’ democrazia, ma e’ anche vita.

 

Presidio Permanente, Vicenza, 6 marzo 2008

 

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Presidio Permanente No Dal Molin

Ponte Marchese – Vicenza

www.nodalmolin.it

comunicazione@nodalmolin.it

 

Saluti radiosi

Questo articolo è stato pubblicato il giovedì, marzo 13th, 2008 alle 11:00 pm ed inserito in Politica apartitica, Riflessioni. Puoi tenerti aggiornato sui commenti attraverso il feed RSS 2.0. Puoi scrivere commenti, o fare trackback dal tuo sito.

Attualmente ci sono 3 commenti:

  1. 1 On marzo 15th, 2008, Alessandro Ronchi said:

    Rompere i meccanismi della rappresentanza; sostituire la delega con la partecipazione diretta; costruire forme di condivisione che evidenzino l’ipocrisia degli spot elettorali. Una lista di donne e uomini per aprire un nuovo percorso politico di partecipazione: sar questa la presenza all’interno della campagna elettorale di coloro che a Vicenza hanno scelto la mobilitazione contro l’imposizione.

    Il problema è che si confonde la partecipazione diretta (nella quale TUTTI dovrebbero stare negli organi dove si discute), con le alternative di rappresentanza.
    La lista NO DAL Molin è una lista che si propone di rappresentare istanze che secondo loro non erano fino ad ora rappresentate. Ma eleggeranno rappresentanti, proprio come le liste civiche e le liste dei partiti.

  2. 2 On marzo 15th, 2008, Romeo said:

    La partecipazione diretta per me significa sapere anche cosa si discute e quando si discute per poter esprimere la propria opinione.
    Ogni cittadino ha diritto di sapere quando e di cosa si discute in caso si prenda in esame il futuro del paese in cui abita.
    Sai bene che io fatico gi a capire del mio paese quindi non mi spingo oltre e rimango su questo; ad esempio se si discute del piano del traffico è giusto che le decisioni spettino agli eletti ma i cittadini devono sapere quando questi si trovano per discuterne e poter essere messi in condizione di partecipare e dire la loro poi alla fine i rappresentanti devono spiegare i perchè delle loro scelte che possono essere anche contrarie alla volont generale.

    A Meldola non pubblicano più nemmeno in bacheca il volantino della convocazione ai Consigli Comunali … figurati te!!!

    è partecipazione diretta anche quella che proponi tu che pubblichi sul tuo blog aperto ai commenti di tutti (tuoi elettori ed anche no) in modo che puoi avere sia un ritorno di cosa pensa la gente e sia informare di cosa si discute a porte chiuse. Come vedi l’italiano medio (anzi sotto la media riferendomi a me 🙂 non chiede l’impossibile, chiede solo una corretta informazione, proprio quella che ormai difficilmente si ottiene dai media tradizionali per ormai evidenti rapporti di interesse personale (basta vedere dove è andato a finire il direttore di una nota testata giornalistica …)

    Onestamente mi sono stancato di subire e punto, se per esempio arriva una richiesta di realizzare una centrale a biomasse si deve comunicarlo ai cittadini per dar loro modo di esprimersi e non comunicarglielo quando ormai tutte le decisioni sono prese perché altrimenti è una grandissima presa per il c..o e se il cittadino si sente come sopra finisce che perde la pazienza!!!

    è chiaro che non si può dire no a tutto e si deve arrivare ad un punto di convergenza ma per arrivarci occorre relazionarsi che è ben diverso dal comunicare.

    Saluti radiosi e grazie dei tuoi apporti sempre molto stimolanti

  3. 3 On marzo 17th, 2008, Stefano Bandini said:

    “rompere i meccanismi di rappresentanza” +
    “forme di autogoverno e autogestione” +
    “..discusso in modo permanenente.. riconvocandoci il giorno sucessivo..” +
    “..quali contenuti..” +
    “..ma un percorso..” +
    “… nasce dai processi di delega..” +
    “…costruire collettivamente pratiche di gestione collettiva..” +
    “..,intrecci di pensieri..” +
    “..presidio permanente..” +
    “..spazio di diversità..” =
    ———————————————
    “…sweet and tender communist..”

    Stefano Bandini

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