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Patrizia Gentilini ed i rifiuti

19th gennaio 2008

Patrizia Gentilini ed i rifiuti

Riporto di seguito una bella analisi pervenutami e redatta dalla Dottoressa Patrizia Gentilini di Forli (oncologa e membra dell’ISDE) sul problema rifiuti. Vedo parecchi spunti di riflessione ed anche dati interessanti.

L’ITALIA SOTTO I RIFIUTI

 

Mai titolo di un libro: “l’Italia sotto i rifiuti”, di Marino Ruzzenenti e’ stato piu’ profetico: il libro usci’ nel 2004 e dopo 4 anni il nostro povero paese e’ diventata lo zimbello di tutto il mondo per le note vicende campane. Stiamo assistendo ad un traffico di “monnezz” senza sosta, sia che per terra, per mare e chissa’ (forse con qualche volo speciale) anche per aria; viaggia per l’Italia e non solo ed ovunque sia scaricata provoca proteste, disordini, tafferugli. Credo che se un economista facesse qualche conto scoprirebbe che tutta questa “monnezz” ci viene ormai a costare molto di piu’ dei prodotti da cui e’ stata originata, senza contare i danni alla salute per l’inquinamento proveniente dal suo sversamento illecito, dalla sua combustione, dalle sue contestate trasferte. Come se non bastasse l’esportazione dei nostri prodotti vacilla e forse diventeremo punto di attrazione solo per i turisti masochisti o assetati di horror.

Oltre 14 anni di gestione in regime emergenziale in Campania non hanno risolto assolutamente nulla: la raccolta differenziata a Napoli e’ calata (dati APAT) dal quasi 10% nel 2003 al 7% nel 2005 ed anzi, si e’ aggravato sempre piu’ un problema che non ha assolutamente nulla di “emergenziale” perche’ in tutti i paesi del mondo si producono rifiuti. Le direttive dell’UE (Direttive 75/442/CEE e successive modificazioni, 2000/76/CE e 2001/77/CE) hanno fissato una chiara gerarchia dei trattamenti per il loro smaltimento: riduzione, riciclo, riuso, e solo per la quota residua recupero energetico e non solo tramite incenerimento. E’ ormai ampiamente dimostrato su milioni di cittadini che la semplice adozione del sistema porta a porta ottempera, da solo, ai piu’ importanti obiettivi suddetti: minore produzione di rifiuti pro-capite (mediamente – 20%) in ossequio al primo criterio di prevenzione alla produzione di rifiuti, maggiori rese di raccolta differenziata (fino al +75-80%), in ossequio ai criteri di massimo recupero di materia e di minimo smaltimento; tale metodo si e’ rivelato inoltre economicamente piu’ vantaggioso, specie per i comuni piu’ popolosi (mediamente – 15%). Lo splendido esempio di Forlimpopoli e’ sotto gli occhi di tutti. Come trattare poi cio’ che residua (20-30%) dalla raccolta differenziata? Quanto andiamo da anni dicendo circa i trattamenti a basse temperature sta scritto negli stessi documenti governativi! Il Rapporto Rifiuti APAT 2006 recita infatti: “Il trattamento meccanico biologico ha assunto, negli anni, un ruolo sempre piu’ determinante, contribuendo ad una gestione piu’ corretta del rifiuto residuo dalla raccolta differenziata, sia ai fini dello smaltimento finale, sia per la possibilita’ di impiegare la frazione organica stabilizzata (FOS) prodotta, nella copertura di discariche o in attivita’paesaggistiche di ripristino ambientale. Una progressiva crescita del settore del trattamento biologico e’, infatti, essenziale ai fini del raggiungimento degli obiettivi della riduzione del conferimento in discarica dei rifiuti biodegradabili [“”] Il numero di impianti censiti passa da 116 (di cui in attivita’93) a 128 (di cui 109 in esercizio)”. E’ interessante notare che, pur se la quota conferita a tali impianti e’ in aumento, essi sono ancora ampiamente sottoutilizzati ( per i 2/3 della loro potenzialita’a livello nazionale). Altrettanto si puo’ dire anche degli impianti di compostaggio, ovvero degli impianti che prevedono il recupero della frazione organica per fare un compost di qualita’; in Italia, sempre secondo i dati APAT 2006, essi sono utilizzati per circa 1/3 della loro potenzialita’. Come si spiega tutto questo clamore e questa ennesima vergogna all’italiana? In questo anche noi ci sentiamo -purtroppo- po’ profeti: quando, gia’ diversi anni fa, ci focalizzammo sul problema rifiuti ed individuammo nella anomala, perversa, illegittima equiparazione dei rifiuti a fonte rinnovabile di energia, il movente primo del piano scellerato che si andava attuando in Italia. La campagna mediatica di queste settimane che individua nella carenza di “termovalorizzatori” le ragioni della crisi campana ha chiarito anche ai piu’ sprovveduti che la crisi napoletana e’ del tutto strumentale per fare passare nel nostro paese l’incenerimento come metodo prioritario per la soluzione del problema rifiuti, capovolgendo cio’ che l’UE raccomanda, a tutto danno dei cittadini, della salute e dell’ambiente. A questo proposito e’ davvero un peccato che accanto al negativo esempio della Campania con gli eccessi di diossine nelle greggi e non solo, non si parli altrettanto di quanto succede a Brescia, sede di un inceneritore da 800.000 ton/anno, di norma additato come modello da seguire. Le cose stanno davvero cosi’. Del tutto recentemente a Brescia nel latte di aziende dei dintorni della citta’si e’ scoperta una presenza di diossine fuori norma: danni economici e di immagine nonche’, ovviamente, rischi per la salute. A Brescia si nota inoltre un’elevatissima incidenza di tumori al fegato -in inquietante analogia con la Campania- anche se il locale Registro Tumori e’ sollecito nel rassicurare sostenendo, senza dati verificabili, che cio’ e’ imputabile all’eccesso di epatiti e di consumi di alcool (Giornale di Brescia, 10 novembre 2007). Peccato che l’ing. Renzo Capra, presidente di Asm, faccia parte del Comitato scientifico del Registro Tumori dell’Asl, di cui e’ anche finanziatore. Inoltre il megaimpianto di Brescia ( 800.000 tonnellate/anno ) ha una potenza pari ad un decimo di una normale centrale turbogas; il costo impiantistico per MW installato e’ 5-6 volte quello di una centrale turbogas; la resa e’ di circa 20% del potere calorifico presente nei rifiuti contro un 55% di una centrale turbogas; la poca energia ricavata e’ annullata dallo spreco di altri materiali preziosi (5-6 mila tonnellate di ferro; 6 mila tonnellate di alluminio; centinaia di tonnellate di rame, ogni anno nelle ceneri, nel caso di Brescia). Per enfatizzare i risultati Asm da’ i numeri in chilowattora (570 milioni), facendo finta di non sapere che l’unita’di misura, fuori dal domicilio privato, e’ il gigawattora (milioni di KWh) o il terawattora (miliardi di KWh). Si sostiene che vengono risparmiate 470 mila tonnellate l’anno di emissioni di CO2. ma non si dice che il confronto viene fatto con la discarica e non con il riciclaggio, che consente risparmi di emissioni di CO2 tre volte superiori. Ma ancora, a Brescia si “finge” di fare la raccolta differenziata: ma questa viene annullata dal continuo aumento della produzione dei rifiuti; in 10 anni, da quando funziona l’inceneritore, il rifiuto indifferenziato da smaltire e’ sempre rimasto pari a 1,1 Kg/giorno/pro capite, 5-6 volte superiore a quello indifferenziato dove si fa la RD “porta a port” con tariffa puntuale (es. Consorzio Priula Treviso). Credo che sia ormai chiaro per tutti che una seria raccolta differenziata col metodo porta a porta e’ inconciliabile con l’esistenza di un “termovalorizzatore” che per sua stessa natura deve bruciare di tutto e di piu’ ed anzi, tanto piu’ brucia tanto piu’ fa guadagnare al proprio gestore. Non sembri una eresia, ma lo smaltimento dei rifiuti, che al momento appare come un problema gigantesco, e’, fra tutti i problemi del nostro tempo, il piu’ semplice e rapido da risolvere, nonche’ quello che immediatamente arrecherebbe vantaggi economici, occupazionali e non da ultimo anche sociali, se solo, finalmente, amministratori e politici si decidessero ad ascoltare i medici, i cittadini, i comitati, chi, senza alcun conflitto di interesse e solo per passione civile, prosegue in questo impegno.

Forse bisogna davvero toccare il fondo come abbiamo toccato per capire che si puo’ uscire dal tunnel, dimostrare che l’ingegno, la fantasia, la volonta’ degli italiani sono in grado di fare diventare quello che sembra un flagello una grande opportunita’ di lavoro e di innovazione. Non vorremmo pero’ che l’assordante silenzio delle istituzioni alle nostre proposte consolidasse il dubbio che le soluzioni da noi indicate hanno imperdonabili difetti: sono troppo semplici e soprattutto troppo poco dispendiose.

Al punto in cui siamo e’ davvero una supplica quella che facciamo: per favore ascoltateci!

Riempire l’Italia di inceneritori non risolvera’ i problemi, ma li aumentera’ e, come ha scritto di recente il Prof. Alberto Lucarelli, Ordinario di Diritto Pubblico all’Universita’ Federico II di Napoli, ci fa guardare all’indietro, all’eta’del fuoco, e non avanti.

 

Dott.ssa Patrizia Gentilini – 14 gennaio 2008

 

Sarei curioso di conoscere le vostre impressioni ma capisco sia un documento da meditare e magari anche rileggere piu’ volte.

Saluti radiosi

Questo articolo è stato pubblicato il sabato, gennaio 19th, 2008 alle 3:00 pm ed inserito in Incenerimento, Rifiuti, Salute, Suggerimenti cittadini. Puoi tenerti aggiornato sui commenti attraverso il feed RSS 2.0. Puoi scrivere commenti, o fare trackback dal tuo sito.

Attualmente ci sono 5 commenti:

  1. 1 On aprile 2nd, 2009, Daniele said:

    Dal 1976 al 2005 ho vissuto a 1 km da un’inceneritore di Ferrara che poi è stato chiuso per le richieste degli ambientalisti e salutisti della zona.
    Tale inceneritore ha lavorato senza tregua ma non ho mai sentito esalaziano che fossero fastidiosi e addirittura non ne ho mai avvertito l’odore.
    Godo di ottima salute all’età di 52 anni.
    Che posso dire ? Io credo che certi allarmirsmi siano ingiustificati di fronte alle situazioni palesemente più tragiche del tipo Napoli e dintorni.
    Mi sembra come quei casi di incidenti dove non sposti il ferito per paura di peggiorare la situazione e questo muore (magari solo perchè non è stata fermata un’emmoragia in corso).
    Arrivare a situazioni di degrado ambientale dovuto a rifiuti non smaltiti per un forte pregiudizio sugli inceneritori, mi sembra molto più pericoloso e a rischio di epidemie di qualsiasi soluzione economico/ecologica che viene instancabilmente proposta dai salutisti di turno.
    Un inceneritore in più si può chiudere in 24 ore… una montagna di rifiuti non la si può smaltire nello stesso tempo.
    Per non parlare della criminalità che nasce dietro il proibizionismo degli inceneritori.
    Le situazioni che ha proposto la Gentilini non sono della stessa gravità che è palesemente evidente nelle città come Napoli.
    Questa crociata anti-inceneritore è antieconomica e tragicamente dannosa a breve termmine.

  2. 2 On aprile 2nd, 2009, Daniele said:

    Dalla voce autorevole di Piero Angela, alcune considerazioni sugli inceneritori e sui movimenti anti-inceneritori:
    http://www.youtube.com/watch?v=Tn832RbKbuw

  3. 3 On aprile 2nd, 2009, Romeo said:

    Ciao Daniele,
    penso che quello che dici non fa una grinza (a parte qualche dubbio sull'”autorevole Piero Angela” che sarebbe interessante capire chi paga gli spot pubblicitari che intramezzano le sue trasmissioni ma lasciamo perdere…).
    Immagino tu ti sarai imbattuto in questo blog per sbaglio cercando altre informazioni quindi tu non abbia visitato anche altre discussioni in cui non si fa sterile dietrologia sull’incenerimento ed in cui invece si analizza più addentro il problema rifiuti e le possibili soluzioni.
    Non penso che affidare a chi lucra sugli inceneritori la gestione della raccolta differenziata possa essere una soluzione di buon senso … bisogna guardare a chi ci guadagna caro Daniele … perchè di studi che dicano che una cosa fa male e/o fa bene se ne trovano a bizzeffe ma il buon senso tocca trovarcelo dentro di noi. Perchè mai se spendo un’esagerazione per produrre carta da delle piante devo bruciarla quando posso risparmiarmi di piantare e abbattere altre piante?

    Pensa un attimo se le civiltà antiche (che ci hanno fatto arrivare al nostro stato di benessere diffuso) hanno mai avuto il problema dei rifiuti e se no … come facevano? tu che hai 52 anni sei cosi tranquillo che la civiltà durerà altri milioni di anni continuando di questo passo?

    Per documentarti su altre riflessioni in tema scegli la categoria apposita … ti aiuto: http://www.meldolesi.net/category/ambiente-territorio-meldolese/rifiuti-ambiente-territorio-meldolese/

    La salute non è meglio tenersela stretta finchè c’è senza doversi preoccupare di cosa ce l’ha fatta perdere?

    rispettosamente saluto radiosamente

  4. 4 On aprile 4th, 2009, Daniele said:

    Non so se Romeo corrisponde alla Dott.ssa Gentilini, in tal caso rispondo volentieri.
    Sul chi paga o meno gli spot pubblicitari di Piero Angela, mi sembra decisamente fuori discussione.. anche perchè entreremmo nel discorso di chi “incassa” lo smaltimento dei rifiuti in Campania, che saranno sempre e comunque cifre inferiori alle parcelle che ha pagato Bassolino (pagato… si fà per dire, più probabilmente ha fatto un giroconto).
    L’errore di entrare in questo blog è dovuto a un filmato che gira in internet dove viene esposta l’immagine di un neonato visibilmente malato alla epidermide ma lascia intendere che sia leucemico poichè partorito da una donna che viveva vicino a un inceneritore.
    In questo filmato c’è appunto la dottoressa che propone i problemi degli inceneritori.
    Sicuramente un pubblico suggestionabile potrà credere a queste strumentalizzazioni, come del resto c’è chi crede a maghi e stregoni, ma francamente credo che le foto diano forti dubbi anche al più sprovveduto sulle nuove forme ecologiche.
    Non credo che il buonsenso possa sopperire gli studi di chi è impegnato su qualsiasi fronte, per cui dire e dimostrare che l’inceneritore moderno non è un pericolo per la salute pubblica è decisamente un passo di civiltà sociale.
    In parole povere, studiare non vuol dire non avere buon senso.
    Sicuramente la raccolta differenziata, una volta che la struttura della pubblica amministrazione avrà attivato la gestione di queste risorse, è utile a chiunque ragioni come il buon padre di famiglia, ma le priorità evidenziate da questi ultimi anni sono lo smaltimento e quindi la costruzione degli inceneritori.
    Quantomeno il popolo di minori che entrato a vivere nelle fogne delle grandi città, non dovra condividere il proprio spazio con montagne di rifiuti (sempre che guardiate le notizie delle ultime ore, riguardo i bambini afgani nelle fogne di Roma)
    E proprio perchè non voglio che mio figlio e i nipoti si ritrovino a camminare per strada in mezzo ai rifiuti che difendo la costruzione degli inceneritori, e credo ci sia molto più buonsenso in questo che non perseguire crociate contro la loro costruzione.
    Ho letto il collegamento che mia hai dato… trovo infantili queste “riflessioni”, tanto più che è palese l’interesse al gettone comunale per la presenza al consiglio più che al dialogo costruttivo nella ricerca di soluzioni e di priorità.
    Ma credo di capire che chi mi ha risposto sia il consigliere di un piccolissimo paese di provincia, e non la Dott.ssa in questione, per cui tolgo il disturbo.

    Cordiali saluti.

  5. 5 On aprile 4th, 2009, Romeo said:

    Daniele carissimo,
    sei completamente e decisamente fuori strada sul mio conto, non sono consigliere comunale e ne, tantomeno, percepisco gettoni di presenza da chichessia.
    Sono Romeo, e non sono apparentato con la Gentilini, ho tre figli per fortuna sani; penso che sia giusto andare a fondo dei problemi e percepisco in te una grande sicurezza sul meglio per i tuoi figli e nipoti e un pò ti invidio perchè guardando i miei figli personalmente sono triste perchè difficilmente gli darò un mondo come ho avuto io. Quando ero bambino giocavo a catturare le farfalle e farmi il bagno al fiume sotto casa. Ora di farfalle non se ne possono prendere perchè se ci azzardiamo a farlo oltre a perdere qualche settimana perderemmo le due che vediamo in una stagione; il fiume è quantomeno inavvicinabile perchè d’estate emana odori che penso che ricordino le fogne capitoline che tu citi.

    Sei così sicuro che Gentilini menta, informati anche sulle nanopatologie e poi prova a riflettere o semplicemente resta della tua opinione e sii felice di dare il 6% della tua bolletta elettrica per le energie rinnovabili che vanno a finire quasi completamente (chi dice 80 chi dice 90%) a petrolieri ed inceneritoristi e poniti i problemi solo quando (e non te lo auguro assolutamente) qualcuno che conosci si ammalerà.
    Su chi paghi Bassolino e compagnia (brutta) non entro nel merito, vedo che tu sei già abbastanza informato… prova a guardare i siti degli eminenti studiosi (Umberto Veronesi è solo un esempio…) e vedrai gli sponsor poi pensa se potranno mai sputare sul piatto in cui mangiano e continua pure a fidarti di loro o di chi preferisci e ritieni idoneo.

    Spero di mantenermi infantile all’infinito perché penso che solo i giovani possano risollevare quest’italietta che un nugulo di spaventatissimi vecchietti pensa essere “cosa propria” … sii più specifico su quale discussione ritieni infantile e magari ci facciamo pure due gorgheggi insieme (da provincialotto ho sempre desiderato farlo con abitanti di metropoli…).

    Sui maghi e stregoni rincaro la dose, i miei tre figli non sono vaccinati, due hanno preso un unica volta sola l’antibiotico nei loro ormai 10 anni di vita eppure sono sopravvissuti; non perchè uno stregone ce lo ha ordinato ma semplicemente perchè il buon senso è la mia unica arma e perchè anche io ho avuto la fortuna di avere genitori che me lo hanno insegnato (umili contadini di Paesino…).

    A Meldola non era ancora arrivata la notizia dei bambini che vivono nelle fogne di Roma, qua abbiamo un attimo di ritardo ma ti ringrazio per aver portato la notizia che mi rammarica anche perchè qui i bambini e chi è in difficoltà cerchiamo di aiutarlo, per come possiamo.

    Ora ti saluto radiosamente, vado a vedere se ci passano un pò di informazioni anche a noi altri provincialotti.

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