La Mensa di Bertinoro, come mangiano i nostri figli?
Vedo nella stampa continui attacchi al servizio mensa del Comune di Bertinoro; ho anche partecipato ad un incontro aperto a tutti i genitori di bambini dei plessi scolastici Bertinoresi ed ho avuto modo di vedere il confronto con un bel gruppo di genitori (almeno una quarantina/cinquantina).
Ho sentito diversi interventi di genitori ed anche di politici (all’incontro era presente anche il Sindaco di Bertinoro, ho anche io detto la mia ma alla fine ha prevalso la linea dello scontro rispetto a quella del confronto; almeno fino al momento in cui non me ne sono andato vista l’ora.
Perche’ interessarsi della mensa di Bertinoro? Semplicemente perche’ il loro fornitore di pasti e’, da quest’anno, lo stesso di quello nostro … la mensa centralizzata dell’Istituzione ai Servizi Sociali Davide Drudi.
Finalmente diversi genitori si sono organizzati per andare ad assaggiare il pasto a scuola con i propri figli e diverse contestazioni sono state piu’ che puntuali ma, effettivamente, si e’ sentito dire un po’ di tutto.
Io penso che il cibo e l’acqua siano la nostra prima arma per mantenere la miglior salute (o meglio la seconda dopo l’aria che respiriamo) e sono fermamente convinto che la miglior prevenzione che possiamo attuare sia proprio quella a tavola. Proprio per questo personalmente non mi fossilizzo troppo sul fatto se i bambini mangino tutto o meno cio’ che hanno sul piatto, quanto piuttosto che perlomeno assaggino tutto quello che gli viene messo sul piatto.
La composizione del pasto viene bilanciata da dei professionisti ed anche approvato dall’AUSL pertanto non ho le competenze per mettere in discussione gli abbinamenti ed il menu’ stesso come in diversi “titolati” hanno fatto quella serata; sono comunque certo che ci sono menu’ che possono risultare comunque piu’ graditi cosi’ come sono stra-sicuro che se proponessimo hamburger, patatine, pasta di marca che non scuoce con olio (e sugo a parte per chi lo preferisce) i bambini gradirebbero alla grande e non ci sarebbero rifiuti e scarti ma … a quale costo?
L’Emilia Romagna e’ una delle regioni che hanno la maggior percentuale di bambini obesi in Italia e questo non volge sicuramente a favore di noi genitori che stiamo preparando una generazione che avra’ un gran bisogno di medici e dietologi (stiamo creando occupazione positiva o meno ai posteri la sentenza…); e’ normale che siamo un po’ preoccupati e viviamo con l’ansia di sentire nostro figlio che dice che il pasto della mensa era immangiabile e li imbottiamo, al loro rientro da scuola, di merendine piene di grassi e zuccheri. Staremo facendo il loro bene?
C’e’ poi stato chi ha affermato di essere in attesa dell’esito degli esami dell’acqua che viene fornita in taniche (per non incrementare i rifiuti ed il traffico di mezzi che trasportano la minerale in bottiglia); mi ha lasciato inorridito; e’ quasi come se, addirittura, si stesse pensando che stiamo tentando un avvelenamento di massa. Qualcuno, devo ammettere, ha proposto di dotarsi di filtri d’acqua in loco e questo mi sembra piuttosto costruttivo rispetto a chi, a tutti i costi, voleva un ritorno all’acqua in bottiglia.
C’e’ chi ha addirittura messo in dubbio le certificazioni e la reale provenienza da agricoltura biologica delle verdure; questo mi fa veramente male personalmente perche’ nemmeno si e’ sforzato di provare a leggere qualcosa sull’argomento nei precedenti verbali o di andare a chiedere qualcosa ai membri del comitato Mensa che lui stesso avra’ contribuito ad eleggere e nominare e che sono stati messi al corrente della provenienza della verdura. Le verdure e la frutta di stagione provengono da agricoltori locali conosciuti che si possono andare serenamente a trovare e che sono a disposizione per chiarimenti: Mengozzi, Jacopo, ed altri. Io ci vado spesso proprio per appurare come si comportino ma capisco sia molto piu’ facile sparare basso; e’ proprio da questa fiducia che e’ nata nei loro confronti li ho proposti come fornitori del GAS di Forli’ e, quando non ho le mie verdure nel campo … anche io faccio la spesa da loro!!!. Ritengo che “sparare a zero” senza prendere la mira piuttosto che sforzarsi di entrare seriamente in un discorso e dedicare un’ora del proprio tempo a scendere dal colle ed andare in mezzo ai campi (magari senza scarpe a spillo…) sia molto piu’ produttivo (mi scuso per la durezza ed il sarcasmo ma non ritengo tanto da meno quello sentito l’altra sera).
Mi sarebbe piaciuto chiedere ad ognuno dei contestatori come nutrivano i loro virgulti a casa, capire, ad esempio, se hanno forno a microonde oppure no e se lo usano con qualche piatto surgelato o precotto, se gli e’ mai capitato di scuocere la pasta e per non buttarla via mangiarla lo stesso, di chi si fidano per gli acquisti alimentari e se si sono mai interessati alla provenienza di cio’ che acquistano al supermercato o se lo facevano con il precedente fornitore di pasti della mensa anche solo 8 mesi fa e se anche allora si davano il cambio continuamente per andare a mangiare in mensa (cosa questa che ritengo assolutamente giusta e che spero continuino a fare anche quando magari cominceranno ad essere soddisfatti).
Infine un ultimo appunto, ci eravamo (all’ultimo comitato mensa congiunto) distribuiti un po’ i compiti per provare a valutare qualche possibile fornitore locale di pesce visto che il pesce del Vietnam un po’ spaventava e questo compito lo aveva preso anche un genitore di Bertinoro ma poi ho appreso quella sera in riunione dalla stessa che “e’ un lavoro inutile perche’ rientra tra i compiti di chi ha vinto l’appalto farlo”. Rispetto questo cambio di opinione ma sottolineo con fermezza che se siamo giunti alla frutta e verdura locale e’ proprio perche’ genitori come Pietro Venezia e tanti altri membri del Comitato mensa, che non cito solo per non divenire prolisso, oltre alla dott.ssa Milillo che tanto ha fatto di suo, hanno partecipato attivamente alla scelta e hanno quotidianamente dedicato impegno e risorse personali per far cambiare i regolamenti per permettere che questo si potesse fare e dei cui frutti ne usufruiscono ora anche i bertinoresi. Anche dei politici hanno dato il loro benestare e si sono prestati a questo progetto proprio come dei politici presenti in riunione hanno cercato di denigrare le scelte fatte da un’Amministrazione per me lungimirante (sotto questo punto di vista) che probabilmente al di la’ della politica stessa ha avuto il buon senso di approfondire il progetto che le e’ stato sottoposto.
Se le cose non vanno occorre smettere di sparare ad altezza d’uomo e godere se si riesce a fare audience in qualche quotidiano locale in cui i giornalisti stanno facendo il gioco dell’editore (vendere copie di giornali e far parlare di se) senza nemmeno aver provato di persona ad andare ad assaggiare con la loro bocca e gusto cio’ di cui parlano, o meglio, sparlano. Dicevo smettiamo di sparare ed impegniamoci in prima linea. Ritengo che se quelle 40/50 persone fossero uscite chiedendo al Sindaco di poter dare ai loro figli della pasta locale e garantita, del pane bio prodotto in loco, della carne di animali allevati magari proprio ai piedi del colle o cosi’ avesse fatto quel Consigliere che cercava di buttare in discorsi politici il nostro avvenire (i nostri figli..), allora si che forse avremmo stretto qualcosa tra le mani!!!
Qui chiudo la mia riflessione perche’ sono uno “operativo” e preferisco dedicare le mie energie piu’ che a queste strumentalizzazioni gratuite ed inconcludenti, a qualche progetto concreto che il Comitato Mensa di Meldola intenda portare avanti e lascio ai giornalisti ed ai politici che lo vorranno le elugubrazioni teoriche che altro non sono che cio’ da cui loro prendono lo stipendio alla fine del mese. Io voglio che i miei figli il loro stipendio se lo prendano a scuola imparando l’importanza di cio’ che mangiano, magari collegando quello che hanno sul piatto alla faccia di chi con amore e dedizione lo ha coltivato o allevato per loro. Che l’educazione alimentare la imparino proprio a tavola e che quanto e’ nel piatto occorre mangiarlo o perlomeno provarci perche’, comunque, frutto di lavoro e fatica di qualcuno che si e’ comunque impegnato e della natura benevola che ce lo ha regalato (cito anche la fortuna che hanno del vivere in questa parte del mondo dove possiamo concederci il lusso di lasciare avanzi sul piatto).
Saluti radiosi






Inserito il Novembre 25th, 2007 alle 12:16 am
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