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Pronto soccorso in emergenza

30th ottobre 2007

Pronto soccorso in emergenza

inserito in Famiglie & bambini, Salute |

Al lavoro mi hanno fatto fare una mattinata dedicata alle emergenze ed al pronto soccorso in caso di incidenti, organizzata in azienda con una infermiera del 118 di Ravenna (Sara). Mi piacerebbe tanto organizzare qualcosa del genere anche a Meldola e gia’ avremmo anche qualche aggancio con un Medico che ora e’ sposato con una maestra di mio figlio. Io da solo non mi ci metto ma se qualcuno ne ha voglia commenti sotto che ci mettiamo all’opera cercando una sala e preparando un minimo di volantino di convocazione.

Intanto pubblico cio’ che mi sono personalmente appuntato durante le 4 ore di lezione.

Il programma prevedeva di iniziare con il trattamento di paziente incosciente respirazione bocca a bocca e massaggio cardiaco su di un manichino, dopodiche’ si curera’ qualche altro aspetto specifico come folgorazione, morso di vipera, bruciatura, ecc.

Obbiettivo dare indicazioni da attuare in caso ci si trovi di fronte ad infortunio, malore, incidente. Con spiegazione anche di cosa serve assolutamente comunicare quando si chiama il 118.

Se un inesperto si trova di fronte ad un evento traumatico si puo’ far prendere dal panico e occorre pertanto prima di tutto mantenere la calma, e’ utile pertanto porsi preventivamente domande su cosa e come intervenire e cercare di avere una preparazione preventiva per essere certi di perdere poco tempo.

  • Se la zona non e’ sicura non si deve intervenire per non mettere a repentaglio la propria sicurezza e proteggere anche l’infortunato. Prima cosa quindi portare la vittima in un posto sicuro. Muovere l’infortunato solo se indispensabile. Non far bere l’infortunato (soprattutto alcolici). Non caricare l’infortunato in auto per portarlo al pronto soccorso bensi’ rivolgersi al 118.
  • Mantenere la calma e raccogliere + informazioni possibili sull’accaduto in caso non sia stato visto il contesto stesso dell’infortunio. Al 118 va spiegato innanzitutto chi siamo e comunicato il nostro numero di telefono (per evitare false chiamate ci vengono richiesti i dati);
  • Al 118 va spiegato il piu’ possibile dettagliatamente cosa e’ accaduto, dove ci troviamo e se la zona e’ accessibile, allontanando i curiosi in attesa dell’arrivo del mezzo di soccorso, se ci sono dei pericoli presenti (ad es. Fuga di gas, traffico caotico, ecc), quali sono le condizioni generali e quante sono le persone coinvolte (se il ferito parla, e’ cosciente e rispode agli stimoli esterni).
  • Soccorrere la vittima in attesa dell’arrivo dei sanitari.

Va sottolineato come prima si chiama il 118 e prima arrivano i soccorsi (in citta’ 8 minuti circa e fuori anche fino a 15 minuti). Se nel frattempo dopo la chiamata la situazione cambia (ad esempio il paziente riprende coscienza) occorre avvertire ed aggiornare il 118.

In caso di paziente non cosciente e’ meglio allertare precocemente il 118 e solo dopo iniziare la respirazione bocca a bocca o il massaggio cardiaco.

Se non e’ cosciente valutare se respira e in caso non succeda occorre aprire le vie aeree e togliere eventuali corpi estranei, se facilmente estraibili, dalla bocca (attenzione perche’ potrebbe peggiorare la situazione o, in un riflesso stringere il dito in un morso piuttosto problematico come risoluzione).

Se si sospetta trauma cranico e/o lesioni della colonna vertebrale sollevare solo la mandibola.

Se non ha avuto traumi occorre iper-estrendere il cranio (mano sulla fronte e l’altra sotto il mento dopodiche’ GAS:

  • Guardo (movimenti del torace);
  • Ascolto (se emette vagiti o vocalizi);
  • Sento (flusso d’aria)

Se non respira si presuppone anche arresto arresto cardiaco (infatti dopo pochi minuti in assenza di respirazione il cuore va in arresto.

Viene spiegato che in caso ci sia un’unica persona a soccorrere si devono fare trenta compressioni toraciche e due ventilazioni. Normalmente ci si mette a lato del paziente e all’altezza dello sterno con il palmo di una mano prendendo con l’altra mano la restante parte della mano in modo che tutto il palmo, e solo quello, appoggi sullo sterno; tenere presente che in un minuto occorrono circa 100 compressioni; e’ importante ad ogni compressione rilasciare completamente la pressione sul torace.

Per il bocca a bocca ci sono state date delle mascherine per riuscire a respirare e l’infermiera consiglia di avere queste mascherine oltreche’ nella cassetta del pronto soccorso in auto aziendale, anche nei mezzi privati per ogni evenienza.

Se quando si espira sulla bocca dell’infortunato non si espande il suo torace occorre riprovare a posizionare bene la testa (e ricordarsi di tappare il naso dell’infortunato) ripartendo dall’inizio quindi riprovare. Se ancora non si muove il torace allora e’ probabile ci sia un corpo estraneo in gola quindi perlomeno continuare con il massaggio cardiaco.

Se la respirazione e’ presente e’ bene mettere il paziente in posizione laterale di sicurezza in modo che eventuali colpi di tosse o vomito non possano provocargli, per assenza di riflesso, dei problemi respiratori. Il tutto naturalmente se, e solo se, non si ha ragionevole dubbio che ci siano lesioni spinali o del cranio.

 

Se la persona e’ cosciente e magari a tavola inizia a tossire portandosi la mano alla gola puo’ essere una occlusione totale della gola allora stimolare a tossire mantenendo la calma oppure, se proprio non riesce a respirare, e’ sicuro che di li a poco perdera’ coscienza quindi, da un anno in su, e’ bene mettersi dietro dietro la persona inclinandogli in avanti un po’ la testa e dagli dei colpetti sul retro fra le scapole indirizzando i colpetti verso la testa.

Se non e’ sufficiente e le proporzioni fiscihe tra soccorritore e infortunato lo permettono, ci si mette dietro abbracciando con le mani subito sopra all’ombelico con colpetti a cucchiaio verso il torace cercando quindi di alternare 5 rapidi movimenti di questo tipo a 5 colpi sulla schiena sempre e comunque rapidamente.

 

Per le ustioni: Non rompere mai le vescicole e trattare la ferita con garze sterili ed eventualmente con crema antiustione per piccole ustioni.

Su hanno tre gradi di ustioni:

  • Ustioni di 1^ grado solo interessamenti superficiali della pelle con dolore ed arrossamento.
  • Ustioni di 2^ grado interessano stati superficiali della pelle con dolore, arrossamento e tumefazione -flittene (Bolle) in una piccola parte del corpo.
  • Ustioni di 3^ grado necrosi dei tessuti e formazioni di escare (macchie nere fumanti) fino alla carbonizzazione dei tessuti.

Negli ultimi due casi c’e’ una puzza incredibile.

In caso di ustione di 2^ e 3^ grado:

allontanare l’agente ustionante; se e’ fonte chimica usare acqua corrente o soluzione fisiologica; disinfettare con antisettici (di solito si fa in ospedale) applicare garze sterili bagnate, fasciare la zona non forare le vesciche (flittene) Non rimuovere gli indumenti che aderiscono alla parte ustionata e non usare ghiaccio ne tanto meno pomate.

Si raccomanda di utilizzare guanti sterili per il soccorso ad ustionati per evitare infezioni che, in caso di ustioni, sono estremamente facili da aversi.

Diamo una giusta priorita’ alle cose da fare; se uno e’ incosciente e non respira prima si dovra’ occuparsi di rianimarlo e poi pensare alle ustioni.

Non usare il cotone idrofilo su tagli o ustioni perche’ non si rimuove piu’ dalla ferita

Per il colpo di sole cercare di stendere l’interessato all’ombra in luogo ventilato e alzandogli le gambe.

 

Folgorazione: passaggio di scariche elettriche attraverso il corpo umano. L’importanza dei danni dipende dal percorso della corrente, dalla durata del passaggio di corrente e dalla intensita’ di corrente. A seconda dell’intensita’ si puo’ avere da una sensazione spiacevole, a dolore, a ustioni, a tetanizzazione, ad arresto respiratorio fino ad arrivare ad alterazioni cardiache.

Ad esempio il percorso della corrente mano/piede con maggior probabilita’ puo’ provocare fibrillazione cardiaca.

Innanzitutto occorre staccare la fonte di alimentazione, allontanando il folgorato dal luogo dell’infortunio; controllare la respirazione ed eventualmente attivare le pratiche di rianimazione come sopra espresse; controllare le eventuali ustioni e le eventuali fratture.

L’infermiera consiglia comunque, quando non si e’ vista la dinamica dell’incidente, di considerare sempre un trauma possibile pertanto non effettuare movimenti dell’infortunato

 

In caso di emorragia e’ bene semplicemente comprimere sul punto in cui zampilla il sangue senza verificare se il sangue e’ chiaro o scuro … comprimere e basta.

 

Fratture semplici (dito ” caviglia), scomposta e esposta. Mai cercare di riallineare la frattura in caso l’osso fuoriesca; se un arto e’ extra-ruotato e’ bene cercare di bloccarlo nella posizione dov’e’ senza cercare di rimetterlo in linea.

La frattura esposta sicuramente crea un sanguinamento e se ha inciso una vena o un’arteria e’ bene tamponare ferita ed emorragia con garza sterile. Se ci sono oggetti conficcati (coltello, cacciavite, ecc.) MAI rimuoverli perche’, per quanto poco, puo’ bloccare un’emorragia quindi e’ bene bloccarlo nella posizione affinche’ si muova il meno possibile.

 

Le ferite e’ bene pulirle e lavare abbondantemente, tamponando con garza sterile inumidita.

 

La puntura da insetto puo’ portare anche ad orticaria generalizzata, dolore, nausea, vomito, dispnea fino ad arrivare allo shock anafilattico con perdita di coscienza.

L’adrenalina si inietta, con puntura gia’ pronta, solo in caso di shock anafilattico o in caso di difficolta’ respiratoria. L’adrenalina va prescritta dall’allergologo ed acquistata in farmacia (costa parecchio) ed e’ per questo che non e’ normalmente presente nella cassetta di prono soccorso standard.

In caso di una sola puntura: disinfettare, estrarre il pungiglione (api) applicare il ghiaccio, controllare l’evoluzione ed eventualmente allertare i soccorsi. Questo vale anche per punture di aracnidi (ragni e scorpioni).

Per la zecca si deve prestare attenzione a rimuoverla tutta. Dicono alcuni colleghi esperti che, entro 24 ore dal contatto con la zecca, se si trova si puo’ agire con qualche goccia di profumo oppure olio oppure petrolio cercando di fare in modo che la zecca allenti la stretta, dopodiche’ con un apposito attrezzo (pinzettina) cercare di “svitare”ť la zecca (girandola ed estraendola in senso antiorario).

In caso di morso di vipera (la vipera lascia due forellini distanziati 1 cm circa uno dall’altro) Sara rassicura che nel 98% non si muore se si riesce ad arrivare in ospedale in tempo ragionevole.

Pussono venire: vomito, dolori muscolari, aumento della temperatura ed occorre prima di tutto cercare di restare calmi, NON si deve incidere la zona del morso, NON si deve succhiare il veleno, NON applicare lacci emostatici, NON usare siero antivipera, Se e’ stato morso un arto effettuare fasciatura strette di tutto l’arto, far muovere il meno possibile l’infortunato e attivarsi per il trasporto in ospedale.

Adottando tutti questi accorgimenti si puo’ resistere anche ore per poter giungere all’ospedale.

 

Se siete arrivati fin qui siete quasi da laureare in medicina 🙂

 

Saluti radiosi

 

P.s.: Per fortuna che il manichino per la prova di bocca a bocca era femmina 🙂

Questo articolo è stato pubblicato il martedì, ottobre 30th, 2007 alle 8:39 am ed inserito in Famiglie & bambini, Salute. Puoi tenerti aggiornato sui commenti attraverso il feed RSS 2.0. Puoi scrivere commenti, o fare trackback dal tuo sito.

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