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Il concetto di tempo e di puntualità

10th agosto 2007

Il concetto di tempo e di puntualità

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Onestamente il fluire del tempo mi affascina e mi piace vedere gli effetti del tempo sulle persone. Ho faticato parecchio a distaccarmi dall’orologio che puntualmente guardavo ogni 20-30 minuti diventando quasi schiavo del tempo; forse schiavo no, ma sicuramente il mio rapporto con il tempo non era dei migliori. Gli appuntamenti erano per me una spada di Damocle e mi ritrovavo ad arrivare con mezz’ora di anticipo e rigirarmi, leggere, sbuffare,a’  farmi il manicure per attendere l’orario.

Ho dovuto lavorare parecchio per cercare di “disintossicarmi” dall’orologio e chiedo, a chi pensa sia una bazzeccola, di provare a lasciare l’orologio sul comodino una mattina per vedere come si trovano. Va’detto che comunque tra telefonini, orologi pubblici, orologi pubblicitari e chi piu’ ne ha piu’ ne metta (perfino le caldaie hanno l’orologio al giorno d’oggi) sicuramente non si resta completamente straniti dal tempo.

Ebbene, dicevo, mi piace guardare l’effetto del tempo sugli altri ed oggi voglio provare a fare una analisi di alcune situazioni:

  • Il medico specialista con cui hai appuntamento di solito raramente rispetta l’orario ed alle lamentele generalmente fa rispondere dalle sue assistenti; a volte ho personalmente affrontato il discorso con alcuni di loro per fargli presente che non li avrei piu’ rivisti e questi si sono aggrappati agli specchi in modi a volte esilaranti;
  • Ieri sono andato a Mirabilandia con la famiglia (ogni tanto qualche concessione controvoglia tocca anche a me); l’orario di entrata era le 10:00. Con mia somma meraviglia si poteva entrare gia’prima ma quando abbiamo passato la biglietteria e la prima parte di negozi (cosa non si fa per il marketing…) ho trovato due assembramenti di gente che aspettava a due passaggi obbligati; alle 10:00 in punto i due cancelli si sono aperti in contemporanea … ottimo!!!
  • Ai Consigli Comunali che hanno un orario di inizio (solitamente 20:30) di solito arrivo puntuale e vedo che nei bar della piazza alcuni Consiglieri si sorseggiano il caffe’ oppure l’amaro per poi giungere nella sala del Consiglio anche con 10/20 minuti di ritardo; altri gruppi sono in riunione pre-Consiglio ed anche loro finiscono puntualmente in ritardo sulla tabella di marcia e giungono nella sala del Consiglio in ritardo rispetto all’orario previsto, in pratica prima delle 08:50 non si da mai inizio ai lavori del Consiglio (per completezza comunque va detto che qualche consigliere e’ anche puntuale e, con pochi altri, attende il completamento del consesso).
  • La messa della domenica: solitamente vado a quella delle 11:00 ed e’ sempre ultrapuntualissima (ma li forse le campane aiutano a fissare il tempo… 🙂

Orbene, potrei continuare con altri esempi ma preferisco fermarmi qui’; adesso vi chiedo:

  1. che rapporto avete con il tempo e la puntualita’?
  2. Se andate dal medico (dietro lauto compenso che richiede alla fine della prestazione) e questo ha un ritardo, come la prendete?
  3. Se dopo aver pagato 96 euri per entrare in un parco giochi vi avessero fatto entrare con un ritardo di svariate decine di minuti cosa avreste pensato?
  4. Se per la funzione religiosa domenicale vi facessero attendere a volte 10, a volte 15, a volte 20 minuti prima dell’inizio e conseguentemente anche per la fine della stessa, come la prendereste?

Potrei andare avanti anche qui, ma penso che ognuno possa serenamente avere spunti per le riflessioni che ritiene piu’ opportune; anche la puntualita’e’, per me, una forma di rispetto per gli altri e il ritardo va annunciato e non essere soprattutto … cronico, altrimenti svanisce anche il rispetto!!!

Saluti radiosi

Questo articolo è stato pubblicato il venerdì, agosto 10th, 2007 alle 8:00 am ed inserito in Senza categoria. Puoi tenerti aggiornato sui commenti attraverso il feed RSS 2.0. Puoi scrivere commenti, o fare trackback dal tuo sito.

Attualmente ci sono 2 commenti:

  1. 1 On agosto 10th, 2007, age said:

    Lo ammetto, non sono mai stata un esempio di puntualità, forse perchè ho sempre odiato le imposizioni del tempo. Questo non toglie che per le occasioni che lo richiedano io sia sempre puntuale, magari anche in anticipo…ma per la mia famiglia e per i miei amici…sono sempre stata qualla che arriva in ritardo, quella a cui viene comunicato un orario di appuntamento anticipato rispetto agli altri (cosà magari arrivo in orario…).
    Devo dire che invecchiando sono migliorata, ma non sono certo ai livelli di Romeo che arriva mezz’ora prima….Lo so che à questione di rispetto nei confronti di chi ti aspetta e devo dire che quando si tratta di appuntamenti di lavoro riesco a non sgarrare, ma nel momento in cui raggiungo una certa confidenza con la persona…ritorno ritardataria !
    Sarà a causa della nostra vita quotidiana inesorabilmente scandita dall’orologio che la mia ribellione al tran-tran di tutti i giorni… si traduce nella pratica del ritardo !
    Sarà perchè sono sempre alla ricerca di un ritmo di vita diverso, meno frustrante, piu’ lento…che non vuol dire fare solo meno cose, ma farle meglio e con criteri piu’ umani!
    Perchè la parola “slow” (lento) cominciamo a trovarla davanti a tante attività umane? Si va dal cibo, alle vacanze, alla ginnastica….Sarà il segnale che l’orologio vorrebbero dimenticarlo sul comodino in tanti?
    Con cio’ non voglio giustificare il mio essere spesso in ritardo…anzi, mi scuso pubblicamente con tutti quelli che ho fatto aspettare!
    Il mio messaggio resta : corriamo di meno e cerchiamo di non essere schiavi dell’orologio. Il tempo à prezioso ma che non diventi un incubo…anche decine di minuti “persi” a fare anticamera nella sala d’attesa del medico possono avere un senso….

  2. 2 On agosto 18th, 2007, Elena Zaccheroni said:

    Io sono una persona molto puntuale e i ritardatari mi infastidiscono.
    Trovo che rispettare un orario sia in primis un segno di rispetto verso gli altri.
    Quando mi trovo a dover fare anticamera da un medico tuttavia, considero quell’attesa un esercizio di pazienza.
    Se c’è con me uno dei miei figli ne approfitto per parlare un po’ oppure mi immergo nella lettura di una rivista, cosa che non mi riesce spessissimo durante la settimana.
    Non ho sempre lo stesso rapporto con il tempo: qualche volta mi sembra che corra troppo veloce e che le giornate passino in fretta altre volte invece mi sembra che anche cinque minuti siano un’eternità.
    Un’ultima considerazione: qualche giorno fa mi trovavo a Roma e ho notato che alle fermate dell’autobus non è indicato l’orario di arrivo, dunque la gente si mette alla fermata e aspetta. L’unica indicazione che viene data è l’orario della prima e dell’ultima corsa corsa dai capolinea. Per me sarebbe davvero difficile gestire in questo modo il mio quotidiano.

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