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Radiazioni ionizzanti e l’IRST

4th luglio 2007

Radiazioni ionizzanti e l’IRST

Ho appreso la sera dell’incontro pubblico in cui e’ stato presentato il “Progetto Centro Storico” per Meldola dall’Amministrazione Comunale che e’ previsto un ampliamento dei locali dell’ex Ospedale per costruire una nuova ala in cui saranno prodotti dei “medicinali radiofarmaci”.

Cercando un po in rete sembrerebbe che per produrre la materia prima per questi radiofarmaci in Olanda ci sia addirittura un reattore nucleare (tra l’altro e’ stata anche organizzata una bella gitarella nel 2006…)

Ritengo che qualsiasi laboratorio che lavora elementi radioattivi inevitabilmente produce delle scorie che poi vanno opportunamente trattate e destinate a specifici stoccaggi e che possono fuoriuscire (presumo solo accidentalmente) anche sull’ambiente limitrofo.

Certamente ai fini diagnostici la sostanza radiofarmica verra’ iniettata per via endovena e poi espulsa in parte tramite le normali funzioni fisiologiche delle persone … quindi gli scarichi fognari ne saranno interessati.

Presumo che per produrre questi radiofarmaci occorra e sia prevista la realizzazione di un ciclotrone che, per quanto ne so e per quanto riesco a reperire in rete, fino ad ora per l’Emilia Romagna era a Bologna e Reggio Emilia. Lo stesso ciclotrone e’ fonte di radiazioni ionizzanti nocive e questo mi fa essere particolarmente cauto nei miei giudizi anche se non intendo assolutamente allarmare nessuno (mi raccomando … aspettiamo le risposte di chi realizzera’ l’impianto prima di trarre conclusioni o farci strane idee). Inoltre mi viene spontaneo riflettere sul fatto che in Emilia Romagna ci siano gia’ due ciclotroni e, forse, un terzo in programma a Meldola proprio per “esportare” i radiofarmaci come faceva rilevare il Sindaco alla riunione vista la vicinanza di Meldola con l’aereoporto Ridolfi di Forli’. Possibile che in ogni regione ci debbano essere tre di questi dispositivi? e nelle altre Regioni quanti ce ne sono?

Poi ho ritrovato un articolo che ricordavo di aver letto tempo fa in un supplemento ad una rivista a cui sono abbonato (e che consiglio anche: AAM Terra Nuova) che per completezza inserisco e che riguarda appunto l’abuso di esami radiologici ed i rischi che ne derivano per i pazienti. Questo solo per far riflettere sulle conseguenze di qualsiasi atto che compiamo e per il quale, a volte, non riflettiamo troppo sulle possibili e reali conseguenze.
A questo proposito mi e’ tornato alla mente un collega che ha fatto un’esame di questo tipo in day hospital e per 48 ore gli e’ stato proibito di avvicinare suo figlio ed altri bambini invitandolo ad una forma di quasi quarantena.

Nell’articolo figura un ricercatore che guida lo staff del CNR di Pisa a cui poi ho scritto chiedendo delucidazioni e che mi ha risposto in questo modo piuttosto inquietante (almeno per la prima parte…):

Se ne sa, almeno ufficialmente, assai poco
Uno studio pubblicato su Lancet nel 2000 e’ rassicurante. Lo accludo.
Molti saluti
Eugenio Picano

Orbene per me e’ inquietante che dal 2000 ad oggi non si siano susseguite ulteriori pubblicazioni; un amico mi ha aiutato nella traduzione dello studio di cui sopra (effettivamente un po contorto) e mi sembra improntato soprattutto ai medici e ricercatori che lavorano in questo settore e non tanto sulle ricadute nel territorio circostante, ma ammettiamo pure che i piu’ esposti siano i medici. Con questo inciso mi chiedo perche’, come si auspica nell’ultima parte dello studio, non siano state eseguite (o forse solo pubblicate) ulteriori ricerche in merito all’argomento?

Spero che, a questo punto, i nostri Amministratori vorranno essere piu’ chiari nell’esposizione di cosa esattamente si fara’ in questa nuova ala dell’IRST specificando bene sia le metodologie produttive che le materie prime processate, le modalita’ del loro stoccaggio e dello smaltimento delle scorie derivanti cosi’ come renderanno pubblica l’analisi dei rischi alla collettivita’ che auspico abbiano gia’ approfonditamente analizzato.

Sottolineo che non sono contrario all’evoluzione della ricerca e della medicina ma sono sempre e comunque a favore della prevenzione che, se fosse fatta per bene, renderebbe l’IRST completamente senza degenti.

Saluti radiosi

Questo articolo è stato pubblicato il mercoledì, luglio 4th, 2007 alle 7:00 am ed inserito in IRST Meldola, Suggerimenti cittadini, Territorio Meldolese. Puoi tenerti aggiornato sui commenti attraverso il feed RSS 2.0. Puoi scrivere commenti, o fare trackback dal tuo sito.

Attualmente ci sono 4 commenti:

  1. 1 On luglio 4th, 2007, parvatim said:

    ahi, ahi, caro romeo, hai toccato un brutto tasto. la sanità- business non puo’ nemmeno essere messa in discussione!!!! noi sognatori dobbiamo limitarci all’olio bio e a qualche gitarella in bici!!!
    naturalm scherzo e sai bene come la penso. non voglio aggiungere altro. solo l’ultima cosa: l’irst è per meldola un grandissimo affare. come lo è l’oncologia con i suoi farmaci costosissimi( per il contribuente). penso che nessuno ( tantomeno la giunta) si prenderà la briga di fare gli accertamenti che hai detto. e poi che dire dei quintali di antibiotici e cortisone che finiscono quotidianamente nelle falde? purtroppo manca la minima consapevolezza. troppa gente dorme. e i soliti se ne approfittano. ma è un discorso troppo ampio. ciao

  2. 2 On luglio 5th, 2007, romboli.gilberto said:

    Caro Romeo,
    la medicina, anche quella nucleare, merita un discorso a parte che è difficile esaurire in un blog.
    Per quanto riguarda invece i radiofarmaci è giusto che venga chiarito di cosa si tratta.
    Un radiofarmaco viene prodotto in laboratorio in una sorta di ampolla di qualche centimetro in cui si trova del molibdeno radiologicamente attivato.
    Nella resina in cui si trova il 99molibdeno si trova anche il 99mtecnezio il quale si attiva grazie al molibdeno.
    CIo’ che si produce è una sostanza a bassissimo potere ionizzante che emette raggi gamma (molto penetranti) ma di bassissima energia (circa 140 KeV).
    A questa energia non si presentano fenomeni di ionizzazione per il 99mTc.
    L’emivita (il tempo di dimezzamento della attività) è di 6 ore, significa che scompare qualsiasi attività nel giro di 24 ore.
    Per concludere è piu’ pericoloso il fumo passivo che avere a che fare con un sito (a norma) che produca del 99mTc.

  3. 3 On luglio 6th, 2007, age said:

    Concordo pienamente con Gilberto e vorrei aggiungere che i pazienti a cui viene iniettato un radiofarmaco, all’interno della struttura possono usufruire solo di toilette apposite che raccolgono le evacuazione in “vasche”…che nel giro di poche ore ( a seconda degli isotopi iniettati) possono essere svuotate nella fogna senza danno.
    Per quanto riguarda le radiazione a cui sono esposti i medici e il personale di laboratorio, vengono misurate da un “dosimetro”, cioè, un dispositivo che l’operatore ha addosso e che rileva la “dose” di radiazioni a cui viene esposto durante il suo lavoro; ogni fine mese i dosimetri vengono raccolti e inviati ad apposito laboratorio che, nel caso di esposizione al di fuori dalla norma, fa la segnalazione a chi di competenza. Le strutture che lavorano a contatto con radiazioni (Medicine Nucleari, Laboratori Analisi, Ambulatori dotati di apparecchiature radiologiche) devono essere seguite da un Esperto Qualificato (solitamente un Fisico o un Ingegnere Nucleare) regolarmente iscritto all’Albo che vigila sul rispetto delle regole di sicurezza in quell’ambito. Anche i dentisti che hanno una “macchina per i raggi” (i piu’) devono essere seguiti da un Esperto Qualificato.
    Anche certe apparecchiature industriali che fanno misurazioni di precisione (tipo spessori ultramillimetrici di materie plastiche e/o metalli)funzionano perchè all’interno hanno sorgenti radioattive….e sono aziende che noi tutti conosciamo e alle quali magari ci passiamo davanti tutti i giorni….

    Per cio’ che rigurda il trasporto dei radiofarmaci (anche il povero Molibdeno/Tecnezio che deve arrivare a Meldola—-;-)) esistono ditte specializzate che possiedono automezzi autorizzati che espongono la loro brava tabella di pericolosità, personale in possesso di patentino ADR per il trasporto di merci pericolose e addestrato per sapere come reagire nel malaugurato caso un molibdeno o uno Iodio 131 volessero andare in giro con le loro gambe…e non stiamo parlando di padroncini sottopagati, ma di autisti specializzati!
    E comunque, come, giustamente dice Gilberto ” è piu’ pericoloso il fumo passivo che avere a che fare con un sito (a norma) che produca del 99mTc.”
    Non sono una fanatica del nucleare, ma penso che in Italia lo abbiamo accantonato soprattutto perchè a qualcuno faceva comodo, e con Chernobyl non hanno fatto neanche tanta fatica a convincere la gente….

    Il “nucleare” impiegato nella medicina diagnostica nel corso degli anni ha fatto passi da gigante e tende ad andare di pari passo con le tecniche sempre meno invasive.
    Un esempio è la PET (Positron Emission Tomography), un macchinario presente all’Ospedale di Forlà che necessita di kit appositi (marcanti diversi per diagnostiche diverse, per es. F-18 FDG — -fluoro disossi-glucosio per indagini oncologiche) che fino ad oggi arrivano da Bologna mediante trasporto apposito, ma leggendo nell’articolo comparso sul Sole 24ore circa un anno fa, mi sembra che l’IRST dalla Primavera 2008 sarà in grado di produrlo autonomamente.
    Vi allego il link al pdf dell’articolo comparso sul Sole 24Ore.
    http://www.ausl.fo.it/Portals/0/Documenti/Pubblicazioni/IRST_Sole24OreSanità_16maggio2006.pdf

    Chissà che piano piano non cominciamo a capirci qualcosa, perchà, secondo me, se aspettiamo che sia l’Amministrazione Comunale ad informarci correttamente…..!!!

    Rimango a vostra disposizione, visto che per dieci anni della mia vita la “radioattività” è stata il mio pane quotidiano!

    Saluti…..radio-si !

    Age

  4. 4 On luglio 6th, 2007, Romeo said:

    Devo ammettere che ci sono lettori e autori belli in gamba e parecchio informati e tecnicamente molto validi.

    Mi piega a tale conoscenza anche se mi piacerebbe capire e vedere il progetto approvato per l’IRST cosà come i piani della sicurezza per i medici ed i pazienti presenti in struttura … documenti che dovrebbero essere pubblici per definizione.

    In risposta a Parvatim devo dire che forse era meglio se mi dedicavo alla produzione di olio … ma per averlo biologico devo essere sicuro prima di non inquinarlo con l’ambiente circostante 🙂

    A Gilberto rispondo che io non fumo e ora nemmeno frequento locali dove fumano (una grande cosa fatta dal governo precedente … assieme ad altre meno “riuscite”).

    Dovro’ dare il link ad un mio collega che dal 2000 circa ad oggi ha già avuto tre ricadute tumorali diverse (che per la medicina ufficiale sono tre tumori diversi…) e penso che di queste PET ne abbia fatte ormai 4 o 5 in modo che da bravo Lavezzolese che anche lui non fuma possa escludere qualsiasi possibile collegamento da questi esami.

    Lasciamo perdere il discorso sul nucleare … chi non se ne allontana dovrebbe essere disposto a stoccare le scorie nel proprio garage perchè è inutile nascondere la testa sotto la sabbia pensando che le scorie si smaterializzino da sole … cosà come è inutile pensare che alla fine della sua vita (o della materia prima che, rammento, non potrà durare all’infinito) la centrale si possa smantellare senza colpo ferire ed io una simile eredità ai miei figli mi spiace ma non la voglio lasciare. A questo proposito sono alla fase finale di progettazione esecutiva per l’installazione del fotovoltaico con il gruppo di acquisto di Jacopo Fo’ spendendo, se tutto andrà bene, la bellezza di 480 euro e ricevendo per i prossimi 20 anni uno sconto nella bolletta.

    Infine un pensiero di Einstein che guida costantemente la mia vita:
    “Chiunque si pone come arbitro in materia di conoscenza è destinato a naufragare nella risata degli dei”.

    Con questo non voglio assolutamente giudicare o criticare le vostre conoscenze ed esperienze ma semplicemente instillare solo il ragionevole dubbio. Ad esempio, visto che già questo sistema è giudicato sicuro perchà non si fanno analisi e/o ricerche su chi vive attorno ad un ospedale?
    Perchà delle ricerche serie nel campo dei medici (come conferma il ricercatore citato sopra) risalgono al 2000?
    Siamo sicuri che queste spese (perchà tutti questi esami costano e nemmeno pochino…) per la diagnosi e/o cura se fossero indirizzate alla prevenzione (quella vera) non sarebbero piu’ efficaci … ma sappiamo come prevenire un tumore???
    Il problema è che sulla cura (e sulla famosa diagnosi precoce) ci sono tanti di quei soldi da “comprare” tantissime cose e i risultati vengono osannati e santificati in milioni di modi; per la prevenzione invece praticamente nulla, non rende perchà non si puo’ associare ad una persona sana una sacrosanta operazione di prevenzione di cui magari ha goduto a spese pubbliche mentre lo si puo’ fare con un tumore che, magari, dopo un annetto ti si ripresenta in un altro punto….

    Ricordate bene che non voglio fare polemica e nemmeno ergermi a paladino del ritorno sulle palafitte ma mi pare che il recente progresso tecnologico sia alquanto squilibrato nel mondo e non mi piace pensare di allungare la mia vita alle spese o alle spalle di altri poveracci che solo perchà nati nel posto sbagliato … magari muoiono di fame o di un’infezione non curata. Definitemi pure idealista o … coglione 🙂

    Comunque grazie per il bello scambio molto arricchente a livello culturale e umano e, ribadisco, spero di non avervi offeso.

    Saluti radiosi

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