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Pubblicità regresso … e la bicicletta?

3rd luglio 2007

Pubblicità regresso … e la bicicletta?

Ricevo da un amico della FIAB e molto volentieri pubblico questa bella riflessione. Peccato per me che non guardo la televisione e mi sono perso la pubblicita’ citata … ma e’ veramente cosi’?

Nella sezione sportiva dei telegiornali si esulta per la Ferrari che torna a vincere e per i successi di Valentino Rossi, bravi i piloti e i meccanici che hanno fatto egregiamente il loro dovere, ma questa esultanza dopo le notizie degli incidenti stradali del week-end con 57 morti e chissa’ quante centinaia di feriti fra cui tanti resteranno invalidi a vita, mi sembra fuori luogo.
Lo stesso contenitore, il telegiornale, da’ equamente voce a chi si preoccupa per la strage quotidiana sulle strade e a chi si entusiasma per le nuove prestazioni di auto e moto sempre piu’ (assurdamente) potenti. Come e’ possibile continuare nell’esaltazione del mito della velocita’ senza vederne i riflessi negativi sul comportamento di tanti, soprattutto giovani, che distruggono le proprie vite e quelle altrui? a’ˆ cosi’ difficile scorgere il legame fra queste cose?
La velocita’ e’ il nuovo idolo sanguinario di questa societa’ che si crede razionale, sull’altare della velocita’ (e dei potenti interessi industriali e commerciali che ci sono dietro) si sacrificano a casaccio migliaia di persone ogni anno, in modi che sono anche peggiori degli sgozzamenti rituali degli antichi Maya o degli Aztechi.
Certe pubblicita’ di auto poi, sono delle vere aberrazioni: esaltano l’aggressivita’, il sentirsi dominatori o padroni della strada” aggressivi e dominatori nei confronti di chi? Degli altri naturalmente, che pur essendo cittadini con pari diritti, se proprietari di un mezzo non altrettanto potente possono essere soggiogati, intimiditi, spiumati, come capita ai candidi angeli pennuti che si trovano sul percorso di una nuova autovettura, fatta per quelli che sono “Cattivi dentro”, come recita lo slogan che gira in TV in queste settimane. Una vera “pubblicita’ regresso”, un invito alla maleducazione stradale e alla barbarie, possibile che i creativi e i dirigenti della FIAT non se ne siano accorti? Ma forse lo sanno: se la maleducazione e la barbarie fanno vendere vanno benissimo.

Massimo Casadei

Che dire se non di sottoscrivere numerosi la raccolta firme per tutelare chi utilizza la bicicletta per recarsi al lavoro (io sono la firma 646 … anche se per qualche arcano motivo e’ venuto troncato 🙂

Ricordiamoci che il nostro futuro dipende anche da noi!!!

Saluti radiosi

Questo articolo è stato pubblicato il martedì, luglio 3rd, 2007 alle 12:30 am ed inserito in Associazionismo, Trasporti poco impattanti. Puoi tenerti aggiornato sui commenti attraverso il feed RSS 2.0. Puoi scrivere commenti, o fare trackback dal tuo sito.

Attualmente c'è un commento:

  1. 1 On luglio 3rd, 2007, romboli.gilberto said:

    Una testimonianza.
    Sono passato dalla guida di una Audi A6 180 CV quattro ad una Toyota Yaris.
    Puo’ sembrarvi strano ma mi sento meglio!

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